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La magia di “Round about midnight”, di Alessandro Ceccarelli


Magia della Musica, una nuova rubrica

“Una
leggenda è un uomo anziano conosciuto per ciò che è stato capace di fare. Io
sto ancora facendo. Non temere gli errori. Non ce ne sono. La musica
e la vita sono solo questioni di stile” 
(Miles Davis)

Esattamente
sessant’anni fa, nel 1955, Miles Davis incideva un album fondamentale della sua
straordinaria carriera. Il titolo era una sorta di dedica e un atto d’amore per
uno dei più grandi compositori della storia del jazz. “Round about midnight” è infatti una memorabile composizione scritta
nel 1944 dall’eccentrico pianista Thelonious Monk. Si tratta di uno degli
standard più noti ed eseguiti in assoluto, e secondo molti interpreti anche uno
dei più difficili, sia per la bellezza e la difficoltà espressiva del tema, sia
per l’insolito giro armonico. Non sono rare le esecuzioni in cui la parte
improvvisata è omessa e il brano viene eseguito quasi come una composizione
classica.
L’opera
incisa dal trombettista fu il primo album pubblicato per la celeberrima casa
discografica Columbia e segna l’inizio del periodo modale del grande musicista
statunitense che raggiungerà il vertice artistico e creativo con “Kind of blue” del 1959.
A
sessant’anni il disco di Davis conserva appieno la sua magia sonora, la
perfezione degli arrangiamenti, il virtuosismo delle parti solistiche e le
genialità delle composizioni. “Round
about midnight
” è una vera e propria opera d’arte, un album senza tempo.
Le
sessioni per la registrazione dell’album iniziarono il 26 ottobre del 1955 allo
Studio D Columbia a New York e Miles Davis scelse accuratamente i musicisti. In
quel periodo la band del trombettista era composta da John Coltrane al sax
tenore, William ‘red’ Garland al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e
Philly Joe Jones alla batteria, ovvero un quintetto omogeneo, collaudato e in
perfetta osmosi con il leader. Per la registrazione del primo brano, quello che
dà il titolo all’album, Miles Davis volle Zoot Sims al sax tenore, Gerry
Mulligan al sax baritono, Thelonious Monk al piano, Percy Heath al contrabbasso
e Connie Kay alla batteria.
Le
altre tracce del disco sono “Ah-leu-Cha
scritta da Charlie Parker, l’intensa “All
of you
” di Cole Porter, la struggente “Bye
bye Blackbirds
” di Dixon, “Tadds,
delight
” di Tadd Tameron e “Dear old
Stockholm
”, uno standard riarrangiato da Stan Getz. 
Un
quintetto straordinario.
Il
capolavoro artistico di Miles Davis raggiunto in questo memorabile album sta
nel fatto di aver trovato quella ‘magica armonia’ con i quattro musicisti
chiamati per le registrazioni. John Coltrane, che all’epoca aveva 29 anni,
grazie a Davis, sarebbe diventato un assoluto protagonista del jazz. La sua
crescita artistica e strumentale con il trombettista fu sbalorditiva.
William
‘red’ Garland, classe 1923, scoperto da Billy Eckstine, ebbe il suo grande
momento di gloria quando fu chiamato da Miles Davis per incidere “Round about midnight”. Il trombettista
stava cercando un pianista che avesse uno stile classico per gli accordi e uno
spiccato groove jazzistico per le parti solistiche. Garland militò sino al 1958
con Davis quando fu sostituito dal geniale Bill Evans.
Paul
Chambers, all’epoca appena ventenne, fu la colonna portante della sezione
ritmica di Davis sino al 1963. Era un contrabbassista eccellente e la sua
preminenza, testimoniata dal grandissimo numero di partecipazioni a formazioni
ed eventi fondamentali per il jazz dell’epoca (su tutto la partecipazione
all’album “Kind of Blue” con il
sestetto di Miles Davis) derivò dalla sua perfetta intonazione, senso del tempo
e virtuosistica padronanza dello strumento. In qualche misura si può dire che
Chambers è il bassista jazz archetipo dei periodi hard bop e modale. Morì a
soli 33 anni per gravi problemi di alcolismo e abuso di droghe.
Philly
Joe Jones suonava già da due anni prima di “Round
about midnight
”. Miles Davis apprezzava molto il suo stile impeccabile e le
sue figure ritmiche molto sofisticate e raffinate. Ecco come lo ricorda il
trombettista: “Philly Joe era il batterista che mancava alla mia musica.
Anche dopo la sua partenza, ho continuato a cercare qualcosa di Philly Joe in
tutti i batteristi che ho avuto”.
Con
questi straordinari musicisti Miles Davis fu il naturale ‘direttore
d’orchestra’ di uno dei quintetti più importanti e significativi della storia
del jazz.
Nel
2001 l’album fu rimasterizzato con l’aggiunta di quattro brani (Two bass hit, Little Melonae, Budo e Sweet
Sue, just you
) che erano presenti nelle session ma che non erano stati
inclusi nel vinile originale del 1955.
Poco
prima dell’uscita del disco Davis sciolse il quintetto a causa dei problemi di
droga e caratteriali degli altri componenti (essenzialmente Coltrane e Jones).
La formazione sarebbe poi stata ricostituita come sestetto, con l’aggiunta di
Cannonball Adderley, alla fine del 1957.
La
celebre esecuzione di “Round about Midnight
presente in questo album riprende quella – di grande successo – del Festival
Jazz di Newport del 1955. In quell’occasione, nel corso di una esibizione all
stars, Davis riacquistò presso il pubblico e la critica la visibilità che aveva
perso negli anni precedenti, quando problemi di droga e di salute lo avevano
fatto praticamente scomparire dalla scena del jazz.
Comincia oggi la
collaborazione di Alessandro Ceccarelli, musicofilo incallito, giornalista
delle testate online Dazebao News e Jobs News. 
Alessandro ha 50
anni, è nato a Roma, ma da sei anni vive a Milano. Abita nella zona di Porta
Romana e trova meraviglioso lasciare l’auto in garage e girare in bicicletta.

Questo articolo compare nella rivista online Dazebao News.
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