Interviste

La donna del mese: Alessandra Fedeli, designer

Alessandra Fedeli è un esempio di come le donne siano aperte a molteplici sogni, che spesso si concretizzano in attività geniali.

Buongiorno e benvenuta. Grazie, buongiorno a te e a tutti i lettori del Blog. È la mia prima intervista a un mezzo di comunicazione così particolare.

Niente paura, le domande sono “normali”. Meno male, cominciavo a sudare freddo!

Hai abbandonato un’attività e ti sei reinventata come designer. Un salto non indifferente. Guarda, il primo impulso è stato (non ridere!) costruire enormi libri per una bambina molto amata. Ci disegnavo sopra, ci scrivevo: mille avventure, che rendevo più affascinanti con personaggi e “cose” che si potevano staccare dalle pagine. Avevo un’unica ascoltatrice/spettatrice, ma quel periodo è una perla nel mio cuore.

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Dai libri di fiabe e storie fantastiche ai gioielli e agli arredi per la casa. Un percorso che è cominciato con un’intuizione, che è poi diventata il tuo marchio: il cerchio aperto. Pensa che quel cerchio aperto ha rappresentato concretamente un dolore atroce che ha sconvolto la mia vita. Sai, quel dolore che ti fa ripiegare su te stessa, quasi ad abbracciarti per lenire quella sofferenza che ti sta spezzando. Nello stesso tempo, rimani aperta al mondo, agli altri, alla speranza di tornare a sorridere e gioire.

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Un simbolo che hai realizzato in plexiglas, argento, bronzo e oro. Sì, il plexiglas è stato il primo amore: trasparente, sabbiato, colorato. Il cerchio aperto è diventato collana, orecchino, per poi espandersi a elemento di sostegno agli angeli e agli alberi di Natale che ho disegnato in un secondo tempo. Un elemento robusto, avvolgente, che abbraccia e rende solido ciò che, altrimenti, cadrebbe. Come sono io, o meglio come spero di essere per tutti coloro che amo.

La tua formazione non è artistica, però, o sbaglio? Ti riferisci all’attività che ho svolto per molti anni, in campo farmaceutico? I casi della vita. Ma la mia formazione è stata prettamente artistica. Ero la figlia con la testa piena di idee, che aveva scelto di frequentare il Liceo Artistico di Via Ripetta, anziché il Liceo Classico, come si aspettavano i miei genitori. I quali, per mia fortuna, davanti alla mia passione mi sostennero. Anche durante la mia attività lavorativa, l’amore per l’arte non mi ha mai abbandonato.

Unknown-1Gli alberi in plexiglas, piccoli, grandi, enormi, sono un elemento che riproponi instancabilmente. Perché? Sono il simbolo del mio amore per la natura. Li elaboro in continuazione, anche se ho dato vita a un’altra collezione, come “La Natura si fa Arte”, ispirata alla pianta dell’agave e al corallo marino.

A Natale, ho visto in molte vetrinebox_gabriele l’albero accompagnato dall’angelo. Un nuovo elemento, ma sempre realizzato con il cerchio aperto come modulo di unione delle varie parti. Il cerchio è sempre presente. Il primo angelo l’ho realizzato per la tavola di un Natale in famiglia. Poi, l’ho rielaborato, presentandolo in varie grandezze e colori. È piaciuto moltissimo. Posso confessarti una cosa?

Certo. Che cosa? Ancora oggi, dopo tanti anni, il favore e l’interesse con cui i miei “pezzi” sono accolti mi meraviglia e mi emoziona. Gli stessi sentimenti che provavo quando raccontavo storie e fiabe a quella bambina, che ora è una donna bella e generosa.

OoO

Nata a Roma, cresciuta tra la campagna toscana e la cosmopolita Parigi, l’artista ha coltivato da sempre la passione per l’arte e per il bello, lasciandosi ispirare nelle sue opere sia dalla maestosità della natura sia dal pragmatismo cittadino.

http://www.alessandrafedeli.it

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 26 febbraio 2016 at 8:15 — Rispondi

    Che bello, una donna che si reinventa, che da una professione specifica costruisce, al contrario, un’attività del tutto differente e ugualmente stimolante. Brava, Alessandra!
    [email protected]

  2. Macrina
    26 febbraio 2016 at 13:51 — Rispondi

    Una donna coraggiosa. Brava.

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