Interviste

Interviste: Elena Taroni Dardi ci parla della serie “Sisters”

Mentre aspettiamo con la bava alla bocca “Miraggi”, il terzo volume della serie “Sisters”, abbiamo messo le mani su… ehm… siamo riuscite a intervistare l’autrice, la giovane e talentuosa Elena Taroni Dardi.

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Emma Books la presenta così: Elena Taroni Dardi ha più di quarant’anni (quanti in più non è significativo), è sposata con un maschio Alpha autentico, ha due gemelli e possiede oltre mille libri, anche se non li ha mai veramente contati. Inventa storie da sempre, ma solo da poco si è convinta a scrivere per pubblicare. Nella vita si occupa di contabilità e organizzazione, ama la storia, segue l’attualità e aspetta con ansia le vacanze per… viaggiare! 

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Bene arrivata, Elena e grazie per avere accettato di rispondere
alle mie domande.
Grazie a te Babette, davvero.
Inventi storie da sempre? E che genere di storie?
Di tutti i tipi, ho un unico limite: l’amore, i sentimenti, quelli ci sono sempre. Mi piace particolarmente elaborare trame avventurose che, spero, non siano scontate.
All’inizio era per giocare con i barattoli dei detersivi di mia madre poi per
‘dirigere’ i giochi di ruolo con le amiche o con le Barbie, poi per mia sorella più piccola e infine… solo per me e chi vuole leggermi.
C’è molta curiosità per questa scrittrice (tu) che da perfetta
sconosciuta ha creato quel mondo pericoloso nel quale ha inserito le vicende delle due gemelle. Da dove è arrivata l’ispirazione per “Riflessi” e “Conflitti”?
Lo dicevo con delle amiche poco tempo fa, all’inizio pensavo si trattasse della solita esperienza di scrittura tutta mia e solo mia per mettermi alla prova. Poi quando ho finito Riflessi, dopo che ha passato la mia revisione e quella dell’editor, quando qualcuno l’ha comprato e alcuni di quelli che l’hanno letto hanno scritto pubblicamente cosa ne pensavano… mi sono resa conto che ho scritto un romanzo che mi rappresenta, dove dentro c’è la voglia di avventura di quando ascoltavo le favole, c’è l’intrigo dei gialli che ho letto a quintali da ragazzina, c’è il thrill dei film che amo, c’è la psicologia dei serial, la voglia che una storia non finisca e l’amore, soprattutto c’è l’amore che in molti si ‘dimenticano’ quando scrivono di avventura e adrenalina, giallo o thriller. La stessa cosa, più o meno, si è verificata con il secondo volume della serie, “Conflitti”, aggravata dal fatto che c’era la classica paura del secondo libro. Devo confessare che il timore c’era ed era tanto.
Quando hai iniziato la stesura del primo romanzo, avevi già ben definita tutta la trilogia, immagino. In corso d’opera, ci sono stati cambiamenti sostanziali rispetto alla scaletta iniziale?
Quando ho iniziato a scrivere non sapevo nulla, scrivevo e basta. Poi è arrivata l’occasione di sottoporre sinossi e primi capitoli a Emma Books, a seguito di un contatto avuto al Women’s Fiction Festival di Matera 2013. Quando hanno accettato la storia, con l’editor abbiamo parlato un po’ e l’intenzione di farne una trilogia, con gli stessi protagonisti, è arrivata così. Un po’ per allinearmi alle altre colleghe di uscita, un po’ perché una duologia avrebbe sacrificato sia i quattro personaggi che il tema. Ecco come è nato “Conflitti” e come sta nascendo “Miraggi”, con il quale si concluderà la serie.
Ti confesso che c’è molta attesa per il terzo. Tutti vogliono vedere come andrà a finire la storia di Ana e Mariah, le due gemelle.  E stanno con il fucile puntato…
Babette, confessa, cerchi lo scoop! Ebbene sì, sta per uscire, ma non riuscirai a farmi dire la data neppure sotto tortura, è talmente TOP-SECRET che non lo sappiamo neppure noi! Ci sono dei tempi tecnici che non riusciamo a preventivare per cui preferiamo non sbilanciarci ma sarà a brevissimo.
Su come me la sarò cavata… attendo con molta, molta, trepidazione il giudizio dei lettori: speriamo bene!
Per tua stessa ammissione, sei la moglie di un maschio alpha.
Forse è per questo che le tue eroine sono donne tostissime? E che rapporto hai con loro?
Loro sono toste, sì, sono come vorrei essere io! Stare con un maschio Alpha è faticoso, anche quando puoi decidere tu, hai ben presente come deciderebbe *lui* e se hai intenzione di discostarti devi essere ben certa di poter reggere le conseguenze, specie se l’Alpha ha il brutto vizio di avere sempre ragione. Mi sono divertita a essere Ana e Mariah che quando sbagliano… chissenefrega!
Ana non è “buona”. I suoi progetti sono moralmente discutibili, eppure ci immedesimiamo in lei e ne accettiamo il codice morale. È stato faticoso creare questo personaggio?
In realtà no, e non è che io l’abbia ‘creata’, non in modo cosciente almeno, è venuta così. Se proprio volessi fare della retorica potrei dire che è quella parte di noi che vuole imporsi senza conseguenze. Uno ti fa un torto? Gliela fai pagare e chiusa lì, quando nella realtà non è mai ‘chiusa lì’ ci sono sempre delle conseguenze che non sempre sappiamo o vogliamo gestire. Ana invece no, lei reagisce e sa gestire le conseguenze. Molto semplice. Molto romanzo.
I malvagi del tuo romanzo sono cattivi all’ennesima potenza. Ti sono riusciti benissimo… Chi ti ha ispirato nel tratteggiare quei caratteri che, lo confesso, fanno rabbrividire?
Hai visto il telegiornale oggi? Io lo sento tutti i giorni, purtroppo devo dire che è la cronaca la fonte primaria di ispirazione per i ‘cattivi’ e così anche per le situazioni più brutte. Tu pensa che mentre scrivo ogni tanto penso ‘No, dai, Elena, ma cosa vai a inventare…’ vado su internet e negli archivi della cronaca nera spesso scopro che la realtà è anche peggio.
Passiamo ai protagonisti maschili. Niente da dire, sono
accattivanti, però sono surclassati dalle donne. Una rivincita, magari non voluta, nei confronti dei soliti maschi alpha “faccio tutto io, bambina, lasciami lavorare”?
Per me la protagonista in un romanzo è sempre stato l’elemento centrale e se ‘non è all’altezza’ del protagonista maschile il romanzo non mi soddisfa del tutto. Mi sono chiesta se era possibile invertire i rapporti di forza, far sì che debbano essere i maschi a dover essere all’altezza… perciò è tutto voluto e sono contenta che l’esperimento sia riuscito.
Gli autori di serie, talvolta, si divertono a scrivere racconti
su alcuni personaggi o, addirittura, a immaginare un prequel per la vicenda principale e per uno dei protagonisti. Nel tuo futuro c’è qualcosa del genere, o pensi di attenerti al piano iniziale della trilogia?
Non è che vuoi un altro scoop, vero? Ci sto pensando, tra le tante idee che mi frullano in testa, una novella con il prequel delle Sisters o magari con qualche comprimario un po’ oscuro… chissà!
Un’ultima domanda: Ana o Mariah? Le ami entrambe, o una ha un posto speciale nel tuo cuore?
Le amo entrambe, ci mancherebbe.
Grazie ancora e… dita incrociate per “Miraggi”!
Un saluto a tutti gli amici del Blog!
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. 1 giugno 2015 at 8:44 — Rispondi

    Grazie di tutto Babette, adesso che è uscito sono io che sto con il fucile puntato (alla mia tempia) in trepidante attesa dei commenti di lettrici e (perché no?) lettori… 😉

    • Babette Brown
      1 giugno 2015 at 9:34 — Rispondi

      In effetti, il Romantic Suspense è un genere che piace a tutti, uomini e donne. Questo fa sì, a mio avviso, che il “mondo rosa” venga sdoganato e riabilitato. Non più un genere per casalinghe frustrate (ahi!), bensì una serie di romanzi di cui si parla in qualsiasi ambito. In Italia il RS è ancora un genere di nicchia, ma sta avanzando a grandi passi. Piace, se ne discute, si chiedono nuovi romanzi. Non solo, sta nascendo da qualche anno una “scuola italiana” che non ha nulla da invidiare al RS d’oltreoceano.

  2. 6 giugno 2015 at 21:39 — Rispondi

    Hai ragione Babette! Vedo che anche case editrici ‘insospettabili’ stanno proponendo titoli che potrebbero a tutti gli effetti essere etichettati come ‘Romantic Suspense’ ma senza attribuirli a un genere piuttosto che a un altro… suppongo abbiano difficoltà a vendere la parte romantic anche se romanzi del tutto privi di sentimenti e amore non sono gettonati per niente! 😉
    Insomma si vuole tanto amore, sentimenti e anche romanticismo ma… senza dirlo apertamente. Io personalmente penso sia una grandissima contraddizione ma tant’è, e comunque noi Emme, in particolare, a domanda ‘Che cosa scrivi?’ rispondiamo #IlRosaCheNonTiAspetti 😀

    • Babette Brown
      8 giugno 2015 at 14:43 — Rispondi

      E, in effetti, il Romantic Suspense è proprio… Il rosa che non ti aspetti!

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