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Intervista: Silvana De Mari

È ospite di Amneris Di Cesare la scrittrice di romanzi fantasy Silvana De Mari. Nata nel 1953 in provincia di Caserta, vive a Torino; è specializzata in chirurgia generale e in psicologia cognitiva, ha praticato la professione di chirurgo in Italia e in Africa. Attualmente si occupa di psicoterapia. Non si definisce una scrittrice, ma un medico che scrive.

Le opinioni espresse in questa intervista appartengono esclusivamente alla dr.ssa Silvana De Mari. La dr.ssa De Mari se ne assume l’esclusiva responsabilità. Dette opinioni non rispecchiano in assoluto né il pensare né il sentire delle persone che compongono lo Staff di Redazione o che collaborano con questo blog.

Domanda di rito: Chi è Silvana De Mari?
Un medico che scrive.

Perché scrivere? Quando nasce questa passione in lei?
Dopo aver visto Brancaleone alle Crociate ho cominciato il racconto Il cavaliere la strega la Morte e il diavolo. Il Cavaliere era Bradamante, in una versione stracciona e siciliana. Io avevo 19 anni. Ho perso il quaderno e la mia carriera di scrittrice.

Come scrive? Carta e penna, moleskine sempre in borsetta oppure ipad o iphone, computer?
Ho sempre in borsa qualcosa per scrivere. Il movimento della mano destra sul foglio è il più ancestrale, quindi le parti difficili si scrivono a mano e poi si copiano. Inoltre carta e penna ci sono sempre.  Mentre cammino detto sul cellulare e poi scrivo sotto dettatura.

Quando scrive: mattina, pomeriggio, sera, notte inoltrata?
Quando e dove capita.

Scrivere le procura gioia o sofferenza?
Quando viene bene, quando alla fine è proprio come lo volevo, gioia.

Quando scrive, lo fa navigando a vista oppure pianificando opportunamente tutto prima?
Scrivo prima l’inizio e la fine ( devo sapere dove sto andando a parare) poi le scene madri che ho chiare nella mia mente poi riempio le parti mancanti.

Scrive metodicamente un po’ tutti i giorni oppure si lascia trascinare dall’intemperanza dell’ispirazione?
Quando sono dentro a un libro devo scrivere tuti i giorni. Tre giorni ferma ed esco dalla storia.

Rilegge mai i libri che pubblica?
Molto di rado, solo se sto scrivendo un seguito e non mi ricordo nomi e topografia.

803955I suoi libri affrontano, attraverso ambientazioni fantastiche, tematiche attuali e importantissime, quali il femminicidio e la condizione della donna. Perché il fantasy e non un altro genere? Perché usare un genere per parlare al mondo di “cose del mondo”?
Il neologismo femminicidio è usato in maniera errata. Il femminicidio dovrebbe essere l’assassinio di una creatura umana per la sola colpa di essere femmina. Quindi è femminicidio lo sterminio di feti e neonati femmine, cioè l’assassinio di una femmina in quanto tale. Può essere considerato un femminicidio il rogo delle vedove nell’India precoloniale. Un uomo che sta uccidendo la ex fidanzata per gelosia non la sta uccidendo in quanto femmina ma in quanto ex fidanzata. Non uccide tutte le donne, ma solo quella. Il termine femminicidio è una parola scorretta che generalizza il senso di episodi che in occidente sono rarissimi.
In Italia le donne che muoiono di morte violenta sono circa 120 l’anno, tutto incluso, incluse le morti in rapine, dove il fatto che fossero donne è stato irrilevante. Quelle uccise dal cancro 77.000.
L’affermazione che le donne uccise in quanto tali sono più numerose di quelle uccise dal cancro sta calcolando i feti femmina cinesi e indiani, sta calcolando gli infanticidi di bambine, mancano 70 milioni di bambine in Cina e trenta milioni di bambine in India, per un totale di cento milioni. Non sta calcolando la realtà del mondo occidentale dove la violenza contro le donne è ed è sempre stata minima grazie al cristianesimo. Non assente: minima. Veramente minima. Chi afferma il contrario semplicemente ha un’ignoranza totale della storia altrui, una conoscenza edulcorata delle religioni e delle usanze altrui, un’incapacità isterica a capire la grandezza incredibile di una civiltà che vieta l’infanticidio e la lapidazione dell’adultera. Isterico non è un aggettivo usato a caso. La base del pensiero isterico è la legge “o tutto o nulla”. o è perfetto, o non vale nulla. La civiltà cristiana non è perfetta e quindi non vale nulla. Ma nulla è perfetto. La civiltà cristiana ha ridotto la violenza contro le donne a minimi mai conosciuti in altre civiltà, ma fino a che ci sarà un unico idiota che ammazza la ex fidanzata, tutti gli uomini devono essere odiati e colpevolizzati, eb61adb3030a551697b47828dec15a1b_xlfino a che su 60 milioni di italiani di cui 30 milioni maschi un migliaio viola le regole della cavalleria (che esiste solo nel cristianesimo) tutti gli uomini sono da colpevolizzare, tutte le femmine sprofondano nel vittimismo. L’odio al cristianesimo e al medioevo, epoca in cui la società cristiana si è formata, l’enfatizzazione di tutti i crimini di questa civiltà, che ovviamente ci sono stati perché il cervello umano ha terrificanti potenzialità distruttive, e il misconoscimento di tutta la sua grandezza, incluso il riconoscimento della dignità della donna. Gli uomini sono più forti di noi, quindi qualche volta usano la loro forza muscolare per uccidere, una volta su mille, e innumerevoli volte, novecento su mille usano la loro forza muscolare per salvare le donne, nel mondo occidentale, ovviamente, dove vige la regola: prima le donne e i bambini, che in altre civiltà non esiste, è impensabile. Nel mondo occidentale per ogni donna uccisa salvata da un uomo ce ne sono mille salvate da un uomo. I pompieri sono maschi. Le cosa cambiano in altre civiltà, in quella islamica e in quella induista, ma non si può dire perché pare brutto, e allora si
inventa il termine femminicidio che tutti ripetono senza essersi presi il disturbo di consultare una vera statistica e si fa alla gara a chi spara la scemenza più grossa, così da colpevolizzare e demonizzare ancora una volta di più l’uomo che appartiene alla civiltà giudaico cristiana ed assolvere gli altri. A Mosul le bambine cristiane e yazide di 11 anni sono state stuprate, lapidate e bruciate vive se cercavano di ribellarsi, è vero, ma a Roma l’idiota di turno ha bruciato viva la fidanzata che lo aveva lasciato e quindi è la stessa cosa. Non è la stessa cosa. Cosa cambia? La legge. L’uomo occidentale che ha fatto questo ha violato la legge, l’uomo di Mosul ha applicato la sua, e non sarà punito, anzi gli dicono che è stato bravo. E di conseguenza cambiano i numeri: una donna uccisa, migliaia di donne uccise. No, non è la stessa cosa.  Scrivo fantasy perché è un linguaggio universale. Parliamo di fulmini, non di lampadine come spiega Tolkien e ricuperiamo il medioevo, epoca terribile, ma durante la quale si è formato il concetto di cavalleria: un uomo non può usare la sua forza fisica superiore contro una donna, ma solo al suo servizio.

silvana-de-mari-lultimo-elfoIl fantasy è un genere molto apprezzato dai giovani. I suoi romanzi sono rivolti più ai ragazzi o ai loro genitori?
Dai dodici anni in su: un libro che è buono per un dodicenne è buono anche per un sessantenne.

Esiste un intento pedagogico in ciò che scrive?
Esiste la spiegazione delle linee della storia, quindi inevitabilmente insegna qualcosa.

Il fantasy è studiato fin dalla scuola media ma viene spesso descritto come genere per il “solo intrattenimento” e pertanto “genere letterario di serie B”. Perché secondo lei, questo pregiudizio?
Perché nel fantasy c’è la storia attuale, lo scontro tra una cultura di vita e una cultura di morte, tra il bene e il male riconosciuti in quanto tale, e quindi cozza con il relativismo del post moderno.

Dei romanzi scritti, ce n’è uno in particolare che lei sente più suo, che la rappresenta di più rispetto agli altri?
Sono tutti figli miei, dai libri di 700 pagine ai libricini.

Scrive romanzi ma anche saggi: quale dei due stili prevale in lei?
Ovviamente il romanzo, che è enormemente più faticoso.

Che tipo di letture generalmente predilige?
Leggo solo saggistica. Sono troppo persa nei miei mondi per entrare in altri.

Scrittore/scrittrice italiana/o preferito/a? Può citare due nomi?
Dante, Oriana Fallaci.

Gli ultimi due anni hanno visto il boom del self-publishing e il crescere di interesse per il genere Young Adult e romance. Cosa ne pensa lei in proposito?
In realtà io scrivo, sono persa nei miei mondi. Non conosco il mondo dell’editoria e leggo solo saggi di storia. Non so nulla di self-publishing. Conosco abbastanza l’inglese da capire che Young Adult  voglia dire giovane adulto, ma non mi risultava fosse una categoria umana a parte con una letteratura propria. Il mio inglese non arriva fino al romance.

A cosa sta lavorando adesso? Quali sono i progetti letterari del prossimo futuro?
Terminare la storia di Hania.

Un consiglio a un aspirante autore?
Scrivere. Tutti i giorni, senza fermarsi. Non chiedere consigli a nessuno. Quando l’aspirante scrittore  ha scritto qualcosa, rileggerlo e poi  trovare un buon agente.

Grazie all’avvocato Marina Lenti per aver fatto da tramite per questa intervista.

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43 Commenti

  1. Teresa Siciliano
    10 novembre 2016 at 7:35 — Rispondi

    Certo la “violenza” con cui l’autrice nega l’esistenza del femminicidio o, se preferite, minimizza sul problema è davvero impressionante.
    Non mi consola affatto che da noi vengano uccise meno donne che nei paesi mussulmani o in India.

  2. Fernanda Romani
    10 novembre 2016 at 8:37 — Rispondi

    Concordo con Teresa Siciliano. Una cifra statistica non cancella un problema.

  3. Federica D'Ascani
    10 novembre 2016 at 9:35 — Rispondi

    Mi chiedo come mai e come sia possibile che persone con questo modo di pensare fuorviante abbiano il potere di formare giovani menti tramite il fantasy. E di più non vado perché potrei trascendere. Al di là della questione “femminicidio” tutto ciò che è stato espresso in questa intervista non è solo mostrato con violenza verbale, ma anche con pregiudizi e preconcetti propri di un contesto storico che non dovrebbe più appartenerci. E mi impressiona il seguito che invece ne scaturisce.

  4. Poppi
    10 novembre 2016 at 10:32 — Rispondi

    Io mi vergognerei di aver dato spazio, voce e visibilità a una persona simile certo pur di ottenere visualizzazioni si fa questo e altro

    • Babette Brown
      10 novembre 2016 at 10:42 — Rispondi

      Nessuna vergogna. Riteniamo che ascoltare i pareri e le opinioni altrui, anche quando contrastano con i nostri, sia un esercizio di democrazia. La battuta velenosa lascia il tempo che trova e definisce molto bene chi l’ha scritta.

      • lucilla rossetti
        11 gennaio 2017 at 3:45 — Rispondi

        ascoltate tanto i pareri altrui tanto da censurare e mettere sotto controllo i commenti poco graditi dei lettori!!! complimenti per la democrazia di cui vi riempito tanto la bocca!!! siete ipocriti belli e bravi

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:47 — Rispondi

          Lei è completamente fuori strada. E non se ne accorge nemmeno.

      • lucilla rossetti
        11 gennaio 2017 at 3:52 — Rispondi

        Nessuno ovviamente vi impedisce di ascoltare e intervistare chi volete ma ci aspettavamo almeno che vi DISSOCIATE ufficialmente da quanto riportato dalla De Mari.. che vi piaccia o no rimane una terribile istigatrice di odio incivile e VERGOGNOSA. Troppo comodo definire ‘velenosi’ i commenti che non ti piacciono. se credi davvero credi nella ‘democrazia’ devi ascoltarli tutti. la autocritica e critica costruttiva fa sempre bene. Altrimenti siete arroganti e ‘supponenti’ come la signora di sopra.

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:47 — Rispondi

          Come vede, le abbiamo dato tutto lo spazio che ha chiesto, signora.

        • Luna
          11 gennaio 2017 at 8:58 — Rispondi

          Lucilla, forse non ha capito che qui non c’è nessuno che mette i commenti in moderazione. È la piattaforma che lo fa, autonomamente, come tutte quelle dei blog. Non è una cosa che si possa cambiare, anzi, è anche abbastanza fastidioso ogni volta dover approvare i commenti manualmente. Ma wordpress è studiato così. Quindi nessun complotto e nessuna mancanza di democrazia. Chiamasi tecnologia.

    • Federica D'Ascani
      10 novembre 2016 at 10:47 — Rispondi

      Cara Poppi, pensi che qui ci sia bisogno di visibilità? Hai mai dato uno sguardo al blog e agli argomenti trattati? Se lo facessi, ti renderesti conto dell’enorme castroneria che hai appena scritto. Ma tant’è, pur di parlare e avere un minutino di gloria si fa questo e altro…

      • lucilla rossetti
        11 gennaio 2017 at 4:09 — Rispondi

        Cara Federica d’ascani anche fosse il migliore sito blog del mondo non è un’attenuante anzi è ancora più grave!!! Questa intervista è una brutta caduta di stile rispetto al livello degli altri argomenti trattati, delude tanti lettori che da oggi non li seguiranno più.. le critiche dei Lettori vanno sempre ascoltate anche quando non vi piacciono. Non potete pretendere solo complimenti. forse il minutino di gloria lo stai cercando solo tu facendo la lecca c.lo di Babette Brown.

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:46 — Rispondi

          Lei esprime opinioni disgustose, signora. Delle quali risponderà nelle sedi opportune.

        • Federica D'Ascani
          11 gennaio 2017 at 9:57 — Rispondi

          Io non ho bisogno di fare la leccaculo di nessuno: so figa così come sono, cara la mia Lucilla.

    • Fernanda Romani
      10 novembre 2016 at 12:13 — Rispondi

      Cara, anonima, Poppy, chi adotta un comportamento democratico non deve vergognarsi di nulla. Chi invece fa commenti acidi, nascondendosi dietro a uno pseudonimo, dovrebbe prima guardare se stessa.

      • Babette Brown
        10 novembre 2016 at 13:29 — Rispondi

        Grazie, Fernanda.

      • lucilla rossetti
        11 gennaio 2017 at 3:43 — Rispondi

        Parlate tanto di democrazia e libertà di parola ma non accettate le critiche al vostro sito..troppo comodo!!!
        pseudonimo o no..la verità vi fa male!!! nessuno commento acido.. è un dato di fatto che con questa intervista di me rda avete aumentato le visualizzazioni.. la lingua vi batte dove il dente duole!!!

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:48 — Rispondi

          Da dove viene tutto il veleno che sputa dalle fauci, signora? Lei non è in grado di commentare con pacatezza.

      • lucilla rossetti
        11 gennaio 2017 at 4:19 — Rispondi

        comunque il blog si deve vergognare non per l intervista in quanto tale a questa pazza omofoba razzista e misogina ma per non essersi nemmeno DISSOCIATO!!! Anche la democrazia ha dei limiti alla ‘libertà di parola’ e razzismo e sessismo vanno condannati. Poi cosa c’entrano gli pseudonimi ?? ognuno si fa chiamare come cavolo gli pare… anche tu potresti nasconderti dietro lo pseudonimo Fernanda Romani nessuno ci assicura che ti chiami davvero così..

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:42 — Rispondi

          “Le opinioni espresse in questa intervista appartengono esclusivamente alla dr.ssa Silvana De Mari. La dr.ssa De Mari se ne assume l’esclusiva responsabilità. Dette opinioni non rispecchiano in assoluto né il pensare né il sentire delle persone che compongono lo Staff di Redazione o che collaborano con questo blog.”
          Se lei legge con attenzione l’articolo, trova la nostra dissociazione che, per sua comodità, ho riportato sopra.

        • Babette Brown
          11 gennaio 2017 at 7:45 — Rispondi

          Legga l’articolo con attenzione e vedrà che il blog si è dissociato. Trovo i suoi commenti inutilmente aggressivi. In questo modo, lei si mette allo stesso livello della persona che sta aspramente criticando.

  5. Luna
    10 novembre 2016 at 10:48 — Rispondi

    È la seconda volta che leggo le opinioni di questa autrice ed è la seconda volta che mi vengono i brividi, nel leggerle. Chi parla è una donna colta, un medico, eppure è convinta di cose che non hanno un comprovato storico e, al pari di tutti gli estremisti di ogni religione, esprime giudizi senza sapere bene ciò di cui parla, senza informarsi prima. Cito: “La civiltà cristiana ha ridotto la violenza contro le donne a minimi mai conosciuti in altre civiltà”. Peccato che in realtà nel passato ci siano state civiltà matriarcali ben prima dell’avvento del Cristianesimo. E questo non solo fra Romani e Greci, che tendiamo per natura a sentire più vicini a noi e alla civiltà occidentale (sono loro infatti i padri della filosofia e del diritto che stanno alla base del nostro vivere moderno), ma in molte altre civiltà. Non dimentichiamoci i cretesi e i mesopotamici. Mi sembra di capire che, nonostante gli studi fatti, la laurea e la specializzazione, chi fa affermazioni di questo tipo non conosca la storia dell’uomo e della civiltà al pari di chi decanta altri assolutismi e fa parte di religioni differenti da quella Cristiana. Fra i Cretesi, ad esempio, nel 3500 prima di Cristo c’era una parità fra i sessi e un rapporto privo di pregiudizio verso il sesso che oggi ce lo sogniamo, persino nella società Cristiana. Invito la persona che fa queste affermazioni a studiare un po’ di storia e le lascio anche qualche link a riguardo. https://www.tmcrew.org/femm/storiadelledonne/creta1a.htm

  6. Luna
    10 novembre 2016 at 10:55 — Rispondi

    ***di chi decanta. Mi scuso, nel commento precedente ho saltato una parola.
    Approfitto comunque di questo nuovo commento per far notare alla signora De Mari che la caccia alle streghe è stata perpetrata proprio dai cristiani, nel momento massimo del loro potere spirituale e politico, quello dell’Inquisizione. E che quel periodo viene definito dagli storici come “uno dei più bui della storia dell’umanità”. Così, giusto per ribadire.

    • Babette Brown
      10 novembre 2016 at 10:59 — Rispondi

      Avevo sistemato io il “chi” che mancava.

      • Luna
        10 novembre 2016 at 11:03 — Rispondi

        Grazie mille 🙂

  7. Laura Gay
    10 novembre 2016 at 11:06 — Rispondi

    Quoto il commento di Teresa Siciliano. È vero, ci sono paesi in cui le donne vivono sottomesse, maltrattate e uccise, e la legge non le tutela. Ma ciò non toglie che anche da noi ci siano casi di donne sottomesse, maltrattate e uccise, e non sempre la legge è dalla loro parte. Il numero non conta. Laddove si trovi anche una sola donna maltrattata per me è doveroso indignarsi e attivarsi per trovare una soluzione.

  8. 10 novembre 2016 at 11:12 — Rispondi

    Un medico, una donna: si potrebbe pensare al meglio di questa dottoressa De Mari.
    Purtroppo, qui ci troviamo davanti, invece, al Medioevo ideologico di una persona che, secondo me, non ha valori. Che peccato, un vero spreco.
    Come hanno scritto altre, non vado avanti per non trascendere e perché per quanto mi riguarda quella persona non merita nemmeno di essere considerata.

  9. 10 novembre 2016 at 11:48 — Rispondi

    Dico solo che peccato. Termine cristiano che non amo, ma ben si inserisce qui dove ravviso un peccato originale di chiusura nei confronti di un paio di secoli di pensiero laico e illuminista.

  10. Christiana V
    10 novembre 2016 at 12:50 — Rispondi

    Assurdo pensare che sia una donna colta a credere in ciò che viene espresso nelle parole di questa intervista. Assurdo pensare che si minimizzino le morti violente di donne (ovunque esse accadano) sotto la voce di numeri statistici. Assurdo pensare che esistano spiegazioni simili… Assurdo, davvero, e concordo con Teresa e Federica: solo tanta violenza verbale. Che tristezza!

  11. Susan
    10 novembre 2016 at 13:31 — Rispondi

    Non conoscevo la signora De Mari come medico, come autrice o come donna. Naturalmente nulla dico della sua professione di medico: non mi compete.
    Per quanto riguarda la De Mari-autrice, posso dire che trapela una certa arroganza e supponenza dalle sue parole. Chiudersi nel proprio mondo senza guardare altri autori o romanzi non fa certo migliorare i propri scritti.
    La De Mari-donna, mi vengono i brividi. Non credo di aver mai sentito tanto maschilismo uscire dalla bocca di una donna, e forse neanche da quella di un uomo. Ciò che è peggio è che certe frasi arrivino da una persona colta: è facile riconoscere la falsità di certe sparate alla Adonolfi&co., ma qui si usa la storia e la religione per giustificare la tendenza dell’uomo nell’usare la forza nei confronti nella donna. Forza di qualsiasi tipo, sia fisica che verbale o peggio ancora psicologica. Sì, l’uomo che uccide è uno su mille. Ma l’uomo che dice “puttana”? L’uomo che vieta alla moglie di uscire di casa? L’uomo che la picchia? L’uomo che la umilia? L’uomo che insegna alla figlia a essere sottomessa e al figlio a sottomettere? Parlare poi di religione che “protegge” le donne è ridicolo: quanti sono, oggi, gli uomini che si nascondono dietro la fede per giudicare le azioni delle donne?
    Mi spiace, non riesco a vedere il buono di questo articolo. Sia che venga intervistata la De Mari-autrice, che la De Mari-donna, trovo sia uno spreco di spazio del web.

    • Babette Brown
      10 novembre 2016 at 13:37 — Rispondi

      Riteniamo che il diritto di parola sia sacrosanto. Non penseremmo mai a toglierlo a qualcuno. Anche non condividendone le opinioni.

  12. Antonella Albano
    10 novembre 2016 at 15:47 — Rispondi

    Io stimo molto Silvana De Mari come donna e come scrittrice. Vorrei saper scrivere come lei. È una Pasionaria coraggiosa. Le donne forse a Creta e magari in Etruria forse non stavano male; la civiltà greca le ha schiacciate e trattate come dementi incapaci di intendere, a Roma è stato leggermente meglio. L’amore romantico, il “prima le donne e i bambini” è nato incontestabilmente nel medioevo, che è anche l’epoca in cui era scomparsa la schiavitù, che guarda caso c’era prima ed è rinata dopo. Forse prima di gridare allo scandalo sarebbe meglio controllare se Silvana De Mari non abbia ragione su molte cose.

    • Babette Brown
      10 novembre 2016 at 18:25 — Rispondi

      Forse sarebbe meglio studiare un po’ di storia. La schiavitù nel Medioevo non è sparita per niente. C’erano schiavi nei monasteri inglesi, per esempio. Per non parlare dei servi della gleba. Quanto all’amor cortese, riguardava solo una élite, non certo tutta la popolazione.

  13. Silvana Sanna
    10 novembre 2016 at 16:47 — Rispondi

    Sono davvero disorientata, stupita per quella sparata a proposito della violenza sulle donne! Ma avete già detto tutto voi e rischierei di ripetere gli stessi concetti. Mi dispiace, però, avevo letto diverso tempo fa un libro per ragazzi di Silvana De Mari (attratta dal fatto che di nome si chiami come me (!!!)) e mi era piaciuto.
    Quello che mi ha colpita, oltre a tutto il resto, è il fatto che lei dice di non leggere ciò che scrivono le altre ma di starsene chiusa nel suo mondo. Mah! Io adoro leggere i lavori delle colleghe! Immergermi nel loro mondo, anche se mi capita a volte di non condividere il loro modo di pensare, me le fa sentire amiche, sorelle, unite quantomeno dalla stessa passione per la scrittura. Forse la signora De Mari non si rende conto di quello che perde…

  14. 10 novembre 2016 at 17:16 — Rispondi

    Concordo con Antonella Albano. Stimo molto la De Mari come scrittrice e come persona, e anche per il coraggio delle sue idee e la sua capacità di andare controcorrente. E’ vero però che il suo linguaggio sia perentorio e possa spiazzare e infastidire chi non la conosce.
    Rispetto all’intervista, non mi sembra assolutamente che la De Mari “giustifichi” l’uccisione anche di una sola donna o che dica che dobbiamo essere felici se qui da noi ne muore “solo” una ogni tanto. Ogni vita è sacra, un solo assassinio è comunque uno di troppo, ma non mi pare che lei dica qualcosa di diverso. Capisco che il tono possa infastidire, ma se si legge con attenzione e senza pregiudizi, il contenuto può anche apparire sotto una luce diversa.

    • Federica D'Ascani
      10 novembre 2016 at 18:35 — Rispondi

      Insomma…

    • lucilla rossetti
      11 gennaio 2017 at 4:41 — Rispondi

      Mi dispiace deluderti ma quello che dice la De Mari fa schifo sia nei toni sia nei contenuti!!! oltre a denotare una grandissima ignoranza nella storia del mondo occidentale..Questa zitella si permette di dire che tante ragazze mogli e fidanzate non vengono uccise in quanto DONNE!!! dice che il femminicidio come fenomeno specifico non esiste.. e se non c’è lo stesso accanimento omicida nei confronti degli uomini ex fidanzati ex mariti lei lo giustifica con la forza fisica superiore del maschio più violento per sua natura.. E da perfetta cattolica integralista paragona perfino i feti abortiti (che non sono ancora PERSONE) alle donne uccise da PERSONE adulte e consenzienti.. Non a caso non ha nemmeno citato IL ROGO DELLE STREGHE uccise dalla chiesa in quanto DONNE tanto diffuso nel suo tanto amato Medioevo.. e quanto alle nostre LEGGI( secondo stai tanto diverse dagli islamici) non ha citato nemmeno il DELITTO D ONORE che giustificava l’uccisione delle donne fino a 30 anni fa.. perfino il divorzio da noi era vietato fino a 40 anni fa, mentre nei paesi musulmani è sempre stato possibile.. Forse sei tu che non sai leggere quello che ha scritto..fatti un paio di occhiali nuovi che è meglio.

    • lucilla rossetti
      11 gennaio 2017 at 4:47 — Rispondi

      e comunque il coraggio di andare ‘controcorrente’ lo può dimostrare in cose molto più coraggiose.. perché non se ne torna in Etiopia ad aiutare bambini orfani e donne incinte??? Troppo brutto eh??molto più comodo stare al calduccio di casa sua a sparare cazzate.. Ci vuole davvero poco ‘coraggio’ a dire certe cazzate dopo aver intascato milioni di euro con suoi libricini di favole, zitella senza figli e fancazzista.

      • Babette Brown
        11 gennaio 2017 at 7:43 — Rispondi

        Nonostante il suo atteggiamento, come vede i suoi commenti sono stati approvati e compaiono nel blog.

  15. Maddalena Cafaro
    10 novembre 2016 at 18:01 — Rispondi

    Da un grande potere deriva una grande responsabilità. Mai frase di un eroe Marvel fu più appropriata in questo contesto. Si suppone che dal Medioevo e dall’amore cortese ecc, l’essere umano (intenso per entrambi i sessi) sia progredito, grazie alla cultura, coltivando l’empatia verso il proprio prossimo. Se anche il termine femminicidio fosse stato coniato ingiustamente, ed utilizzato altrettanto ingiustamente, questo non toglierebbe che la morte di una neonata, di una bambina, di una ragazza, di una donna, di un’anziana, per mano di un uomo che fisicamente è più forte, ed è pienamente cosciente della sua forza, è quanto di più aberrante possa esserci. Non siamo animali, non vige la legge del più forte mangia il più debole, siamo esseri umani che provano sentimenti e indipendentemente da dove si perpetra un crimine, indipendentemente dalla religione professata resta un crimine. Non servono dati statistici, le persone non sono numeri, serve l’indignazione. Se in un altro paese determinati fatti sono accettati, non per questo io debbo farlo, soprattutto quando le vittime lo diventano perché incapacitate o impossibilitate a difendersi. Da una scrittrice come la dott.ssa De Mari mi aspettavo degli input di riflessione sulla scrittura, non una diatriba sui suoi pensieri personali, che restano suoi anche se non condivisibili dalla mia persona. Concludo che non solo gli uomini salvano le vita, pompieri, dottori (come lei dovrebbe sapere), poliziotti, ad oggi sono composti da ambedue i sessi. Ebbene sì anche le donne salvano le vite, agli uomini e alle altre donne.

  16. verymary
    10 novembre 2016 at 23:27 — Rispondi

    e meno male che legge solo saggi di storia! LOL
    chissà come sarebbe vissuta durante l’inquisizione…

  17. Federica D'Ascani
    11 gennaio 2017 at 9:59 — Rispondi

    Me portate un tranquillante alla Lucilla in cassa due? Me pare n’attimino sopra le righe!

  18. Mario
    11 gennaio 2017 at 21:01 — Rispondi

    Guarda caso stracattolica, ultracattolica che però non segue gli insegnamenti del suo capo spirituale.

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