Interviste

Intervista: RJ Scott

RJ Scott è un’apprezzata autrice di romance M/M, da poco pubblicati anche in Italia. Ringrazio Claudia Milani, che mi ha aiutato a contattare RJ e a tradurre l’intervista.

Benvenuta RJ. Raccontaci di te. Ciao. Sono una moglie e la mamma di due splendidi ragazzi. B., che frequenta l’università di Cardiff e studia inglese, e Matt che ha appena compiuto sedici anni. Matt soffre di autismo, quindi mi impegno molto per diffondere la conoscenza di questo disturbo. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2010, ma racconto storie da quando avevo cinque anni e ho capito quanto fosse bello dare vita alla propria fantasia.

Che tipo di scrittrice sei e qual è il genere che più ti rappresenta? Scrivo romance gay con protagonisti uomini (M/M) e le mie storie si concludono sempre con il ‘e vissero felici e contenti’. Mi siedo e scrivo i capitoli in sequenza, il primo, poi il secondo… e via dicendo. Molto raramente mi discosto da questo schema e imparo a conoscere i miei personaggi mano a mano che mi si dipingono nella mente.

Hai un autore (o un’autrice) al quale (alla quale) ti ispiri? Quando ero ancora una ragazzina mi ispiravo a CS Lewis e Enid Blyton (da noi conosciuta per la serie per ragazzi La banda dei cinque, ndt). Ora, invece, leggo tutto ciò su cui riesco a mettere le mani, ma non mancano mai un paio di M/M a settimana, e da ognuno imparo qualcosa.

Qual è il primo romanzo che hai pubblicato? Il primo libro che ho pubblicato è stato Oracle, nella lontana estate del 2010, a cui sono seguiti in rapida successione Moments, Back Home e The Christmas Throwaway (Il miracolo di Natale). Ci sono dei momenti in cui persino io mi stupisco del fatto che siano già passati cinque anni.

Da dove ti è arrivata l’ispirazione per Oracle? È nata dall’amore che ho nutrito sin da piccola per la Grecia e i suoi miti. Giasone e gli Argonauti, il Vello d’oro, il Minotauro. Mi intrigava l’idea degli dei, delle dee e dell’Oracolo. Così ho ripreso i punti principali e ho creato una moderna storia d’amore e avventura, e devo dire che ho amato ogni singolo istante della sua stesura.

Hai un luogo speciale nel quale ti rifugi per scrivere? Ho un ufficio, o per meglio dire una sala da pranzo convertita, con una scrivania nell’angolo. Quando scrivo, ascolto la musica con le cuffie, è il mio modo di concentrarmi su quello che devo fare.

Qual è il tuo metodo di scrittura? Sono un panzer. Il che significa che la storia si sviluppa mentre la scrivo, senza che ci sia programmazione. Scrivo dalle 3000 alle 5000 parole al giorno e un solo libro alla volta.

Come tieni separate (se ci riesci) la vita di tutti i giorni e l’attività di scrittrice? Sono abbastanza fortunata da poter svolgere l’attività di scrittrice a tempo pieno. Scrivo quando Matt è a scuola e quando ci riesco cerco di fare qualcosa anche durante il fine settimana. Dal momento che la scrittura è il mio mestiere e la Love Lane Books (editore) è diventata l’impresa di famiglia, le persone tendono a lasciarmi lavorare in pace quando serve.

Vuoi mandare un saluto a tutti i tuoi lettori? Amo i miei lettori. Mi piace parlarci e sentire la loro opinione. Vorrei ringraziare ognuna delle persone che hanno comprato uno dei miei libri: non riuscirei a vivere di scrittura se non ci fossero loro a supportarmi con i loro acquisti e a leggere ciò che scrivo. Vi adoro.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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