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Intervista: Macrina Mirti

Macrina Mirti, pseudonimo di Maria Cristina Grella, è laureata in Lettere e insegna Italiano e Storia in una scuola superiore di Perugia, la città dove vive. Dal 2013 è socia EWWA.

Ha pubblicato racconti su diverse riviste femminili (Vera e Confessioni donna) e ha partecipato a molte delle iniziative della Delos, per la quale ha già pubblicato Il dolce sapore della vendetta, Finiamola qui, e Una donna responsabile nella collana Senza sfumature; i racconti storici Il canto del cuore e Le ragioni del cuore e il romanzo breve, contemporaneo, Un fiuto infallibile per i bastardi, nella collana Passioni Romantiche.

Allora, Macrina, pronta per il round di domande? Rispondi senza guardarti intorno, senza chiedere aiuto a nessuno, neppure al marito, ok? Pronta? Via!

Colore preferito: Giallo

Cibo preferito: Melanzane alla parmigiana.

In cucina come te la cavi? Benino, ma non cucino carne.

Attore preferito: Edward Norton.

Attrice preferita: Julia Roberts.

L’uomo dei tuoi sogni? Mio marito (Sorvegliata a vista. Capiamola…)

La donna che vorresti  essere? Me.

Tornassi a nascere, uomo o donna e perché? Uomo. Non hai i mestrui e non vai in menopausa. Tra l’altro, nessu
no pretende che tu sappia di economia domestica. Ti pare poco?

Serie TV preferita: Salem.

Genere di lettura preferita: Il noir storico.

Genere di evasione preferita: Camminare.

Caldo o freddo? Una mezza cosa, diciamo una temperatura tra i 23 e 27 gradi. (Ecco, io morirei se dovessi abitare con Macrina. Evviva il freddo!)

Tecnologia o tradizione? Sono tradizionalista, ma uso la tecnologia se mi fa comodo.

Social network sì o no? Sì, ma con moderazione.

Scrittore preferito: Carlos Ruiz Zafon.

Musa ispiratrice? Il mondo intorno a me.

Cantante preferito? Ligabue. (Brava ragazza!)

Genere musicale preferito? Il pop.

Band preferita: Gli Stadio. (Ri-Brava ragazza!)

Ora le domande serie:

Mi faccio i fatti tuoi: tuo marito cosa dice di questa tua attività/passione/mania/ossessione? Gli amici, i famigliari? Ti “sopportano”, ti guardano come un’aliena o invece ti sostengono?

Mio marito considera la scrittura una delle mie tante stranezze e, in quanto tale, la sopporta. Gli amici comuni si preoccupano per lui quando leggono i miei noir. In genere, vicini e parenti mi guardano con commiserazione. Per loro una scrittrice seria è una di quelle che trovi in libreria. Dal momento che non ci sono, suppongo pensino che io sia una millantatrice mentecatta.

Ci vuoi parlare della tua attività di scrittrice?

Ho iniziato a scrivere horror. Il perché è presto detto. Ho passato gli anni dell’adolescenza in un vecchio collegio di suore. Mi parlavano sempre del diavolo e delle anime dei morti che sarebbero tornate dall’Inferno per portarmi via, se non mi fossi comportata bene. Ero terrorizzata. Ho esorcizzato le mie paure scrivendo. I miei horror, però, non li voleva nessuno. Troppo metafisici e poco splatter, credo. Allora ho cominciato a virare verso un genere diverso. Ogni tanto, sento ancora il bisogno di uccidere qualcuno, soprattutto quando sono arrabbiata. Il delitto, però, è severamente punito dalla legge e io non sono capace di far male a una mosca. Allora mi sfogo scrivendo e uccidendo tutte le odiose carogne che mi capitano a tiro. (Ok, sono armata. Macrina, non mi fai paura)

Sei impegnatissima sul fronte della difesa degli animali. So che sei volontaria presso alcuni centri di accoglienza per animali. Ce ne parli?

Sono un Cancro con Luna in Pesci. Per me i più deboli vanno difesi sempre e a qualunque costo. Non parlo solo di animali. Ho fatto per diversi anni l’insegnante di sostegno e, anche quando sono tornata in classe, ho sempre guardato con attenzione ai ragazzi in difficoltà. Forse perché, a causa della mia infanzia difficile, so cosa significhi aver bisogno d’aiuto. Gli animali abbandonati hanno molto bisogno d’aiuto. Sono soli, in un mondo ostile, chiunque può far loro del male e non pagarne il prezzo. Non è giusto. Con gli anni ho imparato che tutti gli esseri viventi soffrono, amano, hanno paura, provano emozioni. Noi, però, continuiamo a trattarli come cose. Non lo sopporto. Sono antispecista. Desidero un mondo dove l’uomo viva in armonia con il creato, rispettando la natura e gli altri esseri che vi abitano. Con il mio lavoro e la mia testimonianza cerco di sensibilizzare gli altri. Parecchi dei miei studenti e le loro famiglie hanno cambiato il loro rapporto con gli animali.

C’è un genere letterario che, pur vendendo moltissimo, da molti è bistrattato e considerato di “serie B”. Il genere rosa o romance. Secondo te perché?

Le lettrici sono soprattutto donne, over cinquanta, desiderose di evasione. Questo ha favorito il fiorire di una letteratura di genere che i sedicenti uomini di cultura non vedono di buon occhio. Mi ricordo Umberto Eco prendere in giro la povera Carolina Invernizio per un intero capitolo di “Sei passeggiate nei boschi narrativi”. Il perché è semplice. L’ho già spiegato: questo è un paese maschilista. Il comportamento di alcuni precedenti presidenti del Consiglio è stato esemplare. Però, tutti i libri di successo, anche se scritti da maschi, sono stati dei romance mascherati. “La solitudine dei numeri primi” ne è un esempio. Se poi pensiamo al più grande romanzo della letteratura italiana, riducendo la trama ai minimi termini, che cosa ne esce fuori? La storia di un matrimonio contrastato. Quindi, credo che un buon romance sia un buon libro, come qualsiasi altro buon libro. Con buona pace dei maschietti e delle femmine che cercano in ogni modo di imitarli. Le intellettuali gemebonde. Gozzano le chiamava così.

Lettere rubate (Delos Digital)

Peroscia, dicembre 1376.

Dopo la fuga dell’odiato legato papale, Uguccione dei conti di Braccio, alla guida del Consiglio della città, tenta di stringere un accordo con Matteo Olivi, il capo della fazione avversa esiliata anni prima. Tale patto dovrà essere suggellato dal matrimonio tra sua figlia, la dolce Griselda, e il maggiore degli Olivi, Giuliano. I due ragazzi da fanciulli si sono amati, ma ora Giuliano rifiuta il matrimonio. Teme che Griselda si possa prendere gioco di lui e del suo amore. Infatti, la giovane donna non ha mai risposto alle lunghe lettere che lui le ha scritto durante l’esilio. Griselda si dispera e cerca un chiarimento. Il giovane Olivi comprende che grave errore sia stato rinunciare alla donna amata, ma è tardi per tornare indietro. Matteo lo ha spedito alla corte Angioina a curare gli interessi di famiglia. Nel suo esilio napoletano, Giuliano decide di scrivere una lettera al padre, nella quale gli esprime l’intenzione di sposare Griselda.

Matteo Olivi, però, è assassinato e il secondogenito, Giacomo, fa arrestare i familiari di Griselda con l’accusa di aver progettato il delitto. Servendosi della lettera scritta da Napoli, accusa il fratello di parricidio e, inoltre, tenta di violentare la contessina ricattandola. La fanciulla si ribella e lo costringe alla fuga. Giacomo medita vendetta, ma non sa che suo fratello si è salvato dagli agguati che lui gli ha teso ed è giunto alle porte di Peroscia, pronto a conquistarla. Il conte di Braccio e il suo primogenito saranno liberati e Giuliano e Griselda potranno coronare il loro sogno d’amore.

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2 Commenti

  1. Macrina
    10 settembre 2017 at 8:06 — Rispondi

    Ma che bella sorpresa! Grazie

  2. Lidia Calvano
    10 settembre 2017 at 10:14 — Rispondi

    Apprezzo la scrittura di Macrina in ogni campo, ma ho un debole per la sua anima horror! <3

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