Interviste

Intervista: Laura Randazzo


Da quando ho imparato a scrivere.
Che parte, tempo e importanza, della
tua vita occupa la scrittura?
È con me ogni giorno, fa parte di me, non la scrittura in sé, ma le storie.
Tante, diverse. Alcune buone per essere raccontate, altre semplicemente che
rimarranno mie.
Scrittura come rifugio? Necessità?
Puro divertimento?
È rifugio: un luogo dove ritrovare vecchi amici, trovare
pace o sfogare rabbia. Dove ogni sentimento è libero di essere espresso. È
anche necessità: non riuscirei a tenere dentro di me tutte le storie, i
personaggi che vi si affollano, e poi è qualcosa che mi fa star bene. Ed infine
anche divertimento, o meglio, è qualcosa che mi dà gioia.
Generi preferiti. Come scrittrice e
come lettrice.
Come lettrice sono praticamente onnivora, ma vado a
periodi: c’è quello del paranormale, quello dello storico, quello del giallo…
dipende dal mio stato d’animo, motivo per cui spesso mi ritrovo con tre libri
iniziati. E qui ringrazio l’inventore dell’ebook reader, perché prima del suo
avvento mi caricavo in valigia almeno cinque tomi! Come scrittrice per adesso
mi sono cimentata maggiormente nel paranormal, forse perché in un mondo a
cavallo fra realtà e fantasia è più facile trovare ciò che cerco: la lealtà, il
coraggio, l’amore, la famiglia.
Quando e come scrivi?
Quando capita!
Pc, quaderno, papiro?
Mhmmm. Il papiro non l’ho ancora provato, chissà che non
sia una variante interessante…
Allora, in borsa tengo sempre almeno due piccoli notes o
quadernetti per appuntarmi ciò che mi viene in mente quando sono fuori casa
(sai quanto ho scritto mentre ero in attesa negli uffici pubblici?). A casa uso
di più il portatile, ma ho anche qui quadernoni e fogli stracolmi di appunti,
perché nel pc va quello che poi sarà letto, mentre appunti con richiami,
cartine, schizzi, cronologie, foto e quant’altro rimane nel mio archivio non
telematico.
Una stanza tutta per te,
sottoscala… Dove scrivi?
Nell’angolo del
divano ad L gigante del salone, fra cuscini e cioccolatini e, d’inverno, con
una tazza di tisana o cioccolata calda a fianco. Questo è il mio posto
preferito, quando è libero, altrimenti ripiego nello studio, affondata nella
poltrona sacco, sempre contornata di cioccolatini, biscotti e simili.
Progetti per il futuro.
Per quanto riguarda la scrittura, beh, continuare i libri
del branco, poi ho uno storico paranormale ambientato a Palermo che attende,
sommerso da tutti i libri che leggerò per fare le ricerche del caso (non vedo
l’ora di avere il tempo per cominciare!).
Per il resto… imparare cose nuove, leggere tanti libri,
viaggiare…
Famiglia alla larga, quando scrivi?
Ci riesci?
Oh, sì! Decisamente alla larga! Mio marito viene esiliato
dal mio angolino privato. Prima ascolto musica e poi silenzio assoluto!
Vita e opere.
Vita: incasinata!
Opere: i due libri della stirpe e poi vari racconti
pubblicati nelle antologie Emmabooks e nei blog.
Grazie, Laura, alla
prossima.
Grazie a te e a tutte le amiche del blog e di EWWA.
Se volete fare due chiacchiere con Laura Randazzo, la
trovate QUI:


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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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