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Intervista: Karen Waves

“Scrivere significa inseguire le idee e scoprire cosa c’è nella tana del coniglio bianco.” (Karen Waves)

Amneris Di Cesare ha raggiunto al telefono Karen Waves. Ne è nata una bella chiacchierata fra amiche. Questo è il risultato.

Quando hai cominciato a scrivere? Lo chiediamo sempre a tutte, è la prima domanda, quindi rilassati.

Ho sempre amato leggere e da piccola mi domandavo spesso come raccontare la mia parte della storia, da dove venissero i personaggi e se sarebbero potuti esistere oltre le pagine che leggevo. Ho anche provato a giocare con i romanzi degli altri mediante fan-fiction, finendo con lo scrivere un paio di romance di cui non sono molto soddisfatta. Un anno e mezzo fa, però, ho avuto una folgorazione per i protagonisti delle Cesoie e da lì l’ispirazione è rinata. Ho pensato che ne valesse la pena davvero, stavolta, e ho cominciato a guardare alla scrittura con serietà.

aaa-karen4Appartieni alla vecchia scuola del quaderno+penna, oppure usi il computer?

In genere scrivo i capitoli veri e propri con il computer, perché è più facile correggere; tuttavia ho preso l’abitudine di lavorare alla trama e all’intreccio con carta e penna. I pensieri e le idee scorrono più naturalmente. E poi, essendo ancora una studentessa, un quaderno nella borsa non manca mai.

Qual è il momento della giornata che preferisci per scrivere?

Scrivo di sera, soprattutto, ma se sono immersa in una parte importante tendo a ritagliarmi qualche giorno solo per scrivere. Faccio un tour de force dalla mattina alla sera, un po’ come Alfieri che si incatenava alla scrivania.

Ok. Il romanzo è stato scritto. Lo rileggi: ti piace ancora? Oppure lo butteresti nel cestino?

Grazie al cielo, no! La prima bozza non è mai quella definitiva. Non ci si può affezionare troppo, altrimenti fare editing risulterebbe più difficile e doloroso di quanto già non sia. Però non mi capita di scrivere qualcosa senza credere almeno nell’intuizione che ho avuto per quella scena, così non rimpiango nulla di ciò che scrivo, anche se poi lo taglio, lo riscrivo o lo modifico.

Ti capita di rileggere, a distanza di tempo dalla pubblicazione, i tuoi libri?

Sto scrivendo una serie, quindi ho avuto bisogno di rileggermi per controllare la timeline e la continuità narrativa delle vicende. Non so se mi piace, perché c’è sempre il diavoletto sulla spalla che suggerisce una nuova modifica!

C’è qualcosa di autobiografico nei tuoi libri?

I miei romanzi sono un mosaico di quello che ho vissuto, che mi è stato raccontato, ho letto. Non ho mai creato un personaggio ispirandomi apertamente a me stessa, ma penso che sia inevitabile che le mie esperienze colorino quello che produco.

aaa-karen2Scrivere: una gioia, oppure una sofferenza?

Entrambe le cose! Con la serie di Valentina e Won-ho ho cercato di coniugare scene divertenti, assurde, sensuali, con altre più commoventi, con una predilezione per le scene comiche, comunque. Scrivendo sempre cronologicamente, mi sono trovata spesso a dover lavorare a capitoli con un mood opposto al mio. Ho sofferto e riso con i miei personaggi, e alcune volte i loro abbandoni, le loro sofferenze, le loro titubanze sono serviti come catarsi, per sfogare quello che sentivo io.

Scrivi da poco tempo, ma hai notato se la tua scrittura è cambiata rispetto agli inizi?

Lo spero vivamente, altrimenti sarebbe gravissimo 😉 Credo che sia davvero importante continuare a evolversi, alzare lo standard, non accontentarsi di quello che si scrive. Per questo a metà del progetto di Vale e Won-ho, ho deciso di buttarmi sullo storico, anche se con una novella e non con un romanzo di ampio respiro. È stata una sfida che mi ha affascinato e insegnato molto, dato che ho dovuto cambiare cifra stilistica, adattarla al genere e alle situazioni. È stato bellissimo.

Riesci a conciliare vita privata e vita creativa?

Ho un fidanzato molto comprensivo: non pensa che io sia strana, anche se passo la cena a raccontargli le ultime avventure di una studentessa e del suo potatore. Ogni tanto, però, mi ricorda che devo anche mangiare, dormire e distrarmi. E prendere ispirazione dalla vita vera per scrivere le mie storie.

Da quando scrivo seriamente sono più occupata e ho meno tempo da perdere. Questa nuova “incombenza” mi ha aiutato a organizzare meglio le mie giornate e a trovare il modo per fare ciò che per me è importante.

Università, casa scrittura. Riesci a sopravvivere?

A volte non dormo. Certi giorni ho pensato che sarei affogata! Quando ho bisogno di scrivere, di liberarmi di una storia e di metterla su carta, però, mi rendo conto che i sacrifici pesano poco.

aaa-karen3Gli amici ti sostengono, oppure ti guardano come se fossi un’aliena?

Si sono ormai rassegnati al fatto che Karen vive con tante voci nella testa, ma non è matta, ha solo una grande immaginazione.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista”, oppure usi la “scrittura architettonica”?

Sono più architettonica che avventuriera, ma credo di prendere spunto da entrambe le “scuole”. Elaboro sempre il plot con largo anticipo, con uno schema preciso delle scene, ma è capitato spesso di dover cambiare qualcosa in corso d’opera, perché i personaggi chiedono altre svolte, altri eventi, un altro futuro per se stessi.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione?

Non scrivo per 365 giorni. Terminata la stesura di un romano, mi prendo una breve vacanza e poi mi dedico esclusivamente all’editing per qualche mese. Nel frattempo comincio altro, ma l’attenzione è soprattutto rivolta alla revisione. Il momento della progettazione di una storia, invece, è quello più estemporaneo: posso pensarci svogliatamente per settimane e poi finire tutto nel giro di due giorni.

Per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei una lettrice assidua? Leggi tanto? Quanti libri all’anno?

Non saprei vivere senza leggere, è una delle cose che mi rendono più felice e con cui mi rilasso. Senza i libri a farmi da esempio non sarei mai diventata una scrittrice. In genere leggo tra i cinquanta e gli ottanta libri l’anno.

Quale è il genere letterario che prediligi? È  lo stesso genere che scrivi o è differente?

Per adesso ho scritto soltanto una serie romance e una novella storica, ma leggo anche altra narrativa di genere e letteraria. Anche come scrittrice, in futuro, mi piacerebbe spaziare, senza precludermi nulla.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri.

Nomino Italo Calvino, Dante, Shakespeare e William Blake perché sono tra gli autori preferiti di Kwon Won-ho, il nostro potatore-letterato.

aaa-karen5Cosa puoi dire a favore dell’insegnamento della scrittura e ai corsi che proliferano un po’ ovunque e cosa contro?

La scrittura è un’arte molto personale e non ci sono regole o soluzioni che valgono per tutti. Il rischio delle scuole di scrittura è che persone poco scrupolose approfittino degli aspiranti scrittori per una questione economica, finendo col dare informazioni inutili o dannose. Un corso tenuto da professionisti seri, che affianchino l’autore nella stesura del testo, per esempio, potrebbe essere comunque un valore aggiunto. Non lo escludo a priori.

Dei tuoi romanzi, ce n’è uno che senti più tuo?

Le cesoie di Busan è il primo romanzo che ho pubblicato, quindi ha un posto speciale nel mio cuore di autrice. Penso di averlo scritto con la sincerità assoluta che si trova solo nella prima volta.

A cosa stai lavorando?

Sto scrivendo la seconda novella della serie di Valentina e Won-ho. A differenza della precedente (Bad girl), questa non riprenderà la vicende del secondo romanzo, ma mostrerà la quotidianità di Valentina e Won-ho nella nuova casa di Marsango. Nonostante l’affetto che li ha uniti e fatti riconciliare, le cose non stanno andando esattamente come il ragazzo coreano aveva previsto. Valentina si sente insicura, Won-ho è impaziente. Scintille all’orizzonte.

Un consiglio a un aspirante scrittore?

Scrivi quello che ti rende felice, anche se pensi che non possa avere sbocchi, perché la prima persona che deve essere contenta di quello che hai fatto sei tu.

E ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione?

Impara dalle esperienze passate, sia nel bene che nel male. Se hai capito che ci sono cose che non funzionano per te, non farle di nuovo e non avere paura di sperimentare altro.

Grazie per averci concesso questa intervista.

Grazie a te per l’invito e l’ospitalità!

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