Interviste

Intervista: Francesca Giuliani

Oggi faccio due chiacchiere con una giovanissima EWWA, la tessera n° 225 che corrisponde a Francesca Giuliani, giornalista per diversi siti internet, scrittrice, editor e blogger.

Benvenuta Francesca. Vorrei cominciare  col parlare di una delle tue “professioni”, e precisamente quella di editor. Ho potuto vedere dal curriculum che mi hai inviato che sono moltissimi i testi che hai editato. La maggior parte dei quali è stata pubblicata. Come ti sei preparata per questa attività? Quali studi hai dovuto intraprendere?

Come dico sempre, l’esperienza migliore si fa sul campo: solo così si può diventare una brava editor. Ma, d’altro canto, senza basi non si va da nessuna parte. Mi sono diplomata in Scrittura Creativa a RAI ERI e laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Roma Tre, dove mi sto specializzando in Informazione, Editoria e Giornalismo. Leggere è la migliore palestra che si possa fare, tra un editing e l’altro, perché mantiene il cervello in costante allenamento; se poi si tratta di libri di linguistica meglio ancora!

Rapporto editor-autore. Come lo imposti e come lo porti avanti? E quali difficoltà incontri, di solito?

Il rapporto con gli autori deve essere di assoluta fiducia reciproca. Loro mi danno in mano il manoscritto, è come si mi affidassero un figlio e io dovessi fare del mio meglio per farlo crescere bene. Sento molto il peso di questo passaggio e quindi mi rendo sempre disponibile per gli scrittori: sanno dove trovarmi, conoscono il mio numero e la mia mail e possono contattarmi in qualsiasi momento, non solo durante ma anche dopo l’editing. Si inizia con un accordo su cosa fare e poi procedo nell’analisi del testo. I cambiamenti che apporto sono evidenziati e facilmente individuabili dall’autore, che con un solo clic può scegliere se accettarli o meno. I miei sono dei consigli, mai delle imposizioni. Il testo è e rimane il loro, nonostante a fine lavoro mi senta molto vicina al manoscritto.

Il libro che ti ha dato maggiori soddisfazioni come editor?

Praticamente tutti mi hanno dato soddisfazione, perché opero un lavoro di pulizia e dare ordine al caos mantenendo la magia del testo non è impresa facile. Certo, quando poi gli autori mi comunicano che hanno firmato un importante contratto con una casa editrice major mi si riempie il cuore di gioia, come del resto quando si affidano nuovamente ai miei servizi. La fiducia è una delle cose più importanti nel mio lavoro, e se mi contattano di nuovo significa che sto andando nella direzione giusta.

Quello che ti ha creato maggiori difficoltà?

Ogni libro ha almeno un punto in cui mi incarto; magari ci passo giorni senza riuscire a trovare la soluzione, perché il problema è abbastanza grande e non so che consiglio dare all’autore. È il momento più importante e critico del mio lavoro, perché se è facile vedere piccoli dettagli che tra inizio e fine del testo cambiano (per esempio nelle prime pagine il protagonista ha gli occhi chiari e poi se li ritrova scuri), individuare altri tipi di errori (come personaggi che non potrebbero fare determinate azioni) richiede uno sforzo enorme. Quando supero l’ostacolo provo una sensazione indescrivibile, che mi ripaga di tutto lo sforzo fatto.

Passo al secondo argomento di cui vorrei parlare con te. Hai un blog, che si chiama “Non riesco a saziarmi di libri”. Da quanto tempo è attivo? E di che cosa tratta?

Non riesco a saziarmi di libri mi ha accompagnata per due anni (e una manciata di mesi). L’avevo aperto dopo essermi licenziata da un portale; avevo deciso di creare qualcosa di mio, qualcosa in cui potessi esprimermi, dare suggerimenti a chi ne richiedesse, aiutare i lettori, e soprattutto gli scrittori, per l’editing e la correzione di bozze. Sono così trascorsi molti giorni, ricchi di soddisfazioni e crescita personale e lavorativa. In seguito alla famigerata legge per i cookies ho deciso di chiudere il blog. Chiudere. Una parola brutta, segna sempre la fine di un’era mentre all’orizzonte si affaccia l’incerto. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, difatti in due settimane dalla chiusura del blog ho iniziato a scrivere, di nuovo. C’è stato un momento in cui facevo fatica a prendere la penna in mano (sì, sono una ragazza vecchio stampo, penna e foglio di carta), forse perché soffocata dalle tante cose che succedevano nella mia vita. Ora, che certamente non passo il tempo su un’amaca in riva al mare, in così poco tempo si sono affacciate tre storie. Allentare la corda e la pressione mi ha dato una carica di energia e fantasia indescrivibile, una sensazione mai provata prima. Ho già buttato già la trama di tutte e tre e iniziato a caratterizzare i protagonisti, cosa da non sottovalutare, e ho scritto i primi capitoli. D’altronde mi sono affacciata al panorama editoriale proprio come scrittrice e, se fossi uno dei miei personaggi, un ritorno alle origini per ripartire come e meglio di prima sarebbe un nodo focale della storia! Nonostante questo, non ho deciso di allontanarmi dal web, né di smettere di fare l’editor. I miei scrittori sanno che mi possono sempre trovare. Ti dico in anteprima, dato che sono ancora alla fase delle trattative con la webmaster Sara Della Torre Valsassina, che con la nuova stagione aprirò un nuovo sito; sarà diverso da Non riesco a saziarmi di libri, fresco, giovane, pulito, professionale ed elegante. A grandi linee abbiamo già in mente il progetto, ma le cose da definire sono tante e io, come sempre, piena di impegni fino al collo.

Quali social hai usato per la tua professione di blogger? E quale/i ritieni più interessante/i?

Uso tantissimo Facebook, soprattutto per parlare con i fan. Poi c’è Twitter, che non è propriamente un Social, ma un canale pubblicitario, anche se non tutti lo considerano così. Se Facebook, infatti, ti fa notare cose inerenti alla tua cerchia di amici, ed è quindi come una piazza virtuale, Twitter è una moderna televisione perché si sceglie il programma (in senso lato) da vedere tramite l’hashtag. Infine uso Instagram, per pubblicare foto inerenti non solo ai libri ma anche alla mia vita privata.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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