Interviste

Intervista: Bianca Rita Cataldi

È con noi Bianca Rita Cataldi, di cui
esce oggi il romanzo “Isolde non c’è più” .

Benvenuta. Comincio subito con le domande. Da dove arriva questa
benedetta/maledetta ispirazione?
Penso che il modo migliore per lasciarsi trovare
dall’ispirazione sia passeggiare. Passeggiando ci si guarda intorno, si
osserva, si ascolta, si accoglie il mondo che ci circonda nella sua interezza.
Ogni storia nasce da un insieme di stimoli che giungono dall’esterno. Restare
chiusi in casa e disperarsi davanti alla pagina bianca è del tutto inutile.

L’ispirazione è arrivata, la storia si delinea nella tua mente.
E poi?
Prendo
appunti su carta o sul cellulare a seconda del momento in cui arriva
l’ispirazione. La fase degli appunti e della scaletta è fondamentale, aiuta a
chiarirsi le idee e a porsi la domanda chiave: “Che cosa voglio
comunicare?”. In seguito riporto tutto direttamente su pc.
A questa domanda –DOVE scrivi?- di solito mi arrivano risposte
diversissime. Chi ha una stanza tutta per sé, chi scrive arrampicata sullo
sgabello della cucina… Tu?
Scrivo dappertutto: a casa, in autobus, all’università e
soprattutto nei bar, moltissimi bar. Porto sempre il portatile con me. Mi piace
fermare le idee mentre sono ancora in volo, lasciarle cadere d’impatto
direttamente sulla pagina. Aspettare il rientro a casa mi farebbe venire
l’orticaria.
Chi legge per primo i tuoi romanzi? Il primo lettore dei miei
romanzi è il mio migliore amico. Lui legge, stampa le pagine, scrive le sue
annotazioni e poi le commentiamo insieme nel nostro bar preferito. Conservo con
piacere tutti i fogli commentati: è bellissimo rileggere le proprie storie
attraverso gli occhi di una persona che sa giudicare con competenza senza mai
mentirti.
Mi accorgo che lavori molto fuori casa. Forse perché è difficile
tenere a bada i familiari? Come risolvi il problema dei seccatori?
Esco di casa. Non scherzo,
è proprio così! Senza contare che al di là dei familiari c’è anche il gatto che
morde il portatile o che mi fissa con i suoi occhioni oltre lo schermo.

Sei metodica nella scrittura? Scrivo quando sento di doverlo fare. Potrei
restar ferma per giorni e giorni e poi scrivere tantissimo in un’ora sola.
Scrivo quando la storia lo richiede, altrimenti lascio che riposi, che resti a
maggese in attesa del momento in cui porterà frutto. 
Golvan
è un adolescente come tanti, costantemente affamato di verità su di sé e sul
mondo che lo circonda. È innamorato da sempre di Gwenn, splendida coetanea con la
quale, però, non ha nulla in comune e non riesce neppure a metter su una
conversazione di senso compiuto. Totalmente diverso è il rapporto che ha con
Isolde, una donna più grande di lui di sei anni che conosce da quando era poco
più che un bambino e che ha sempre visto come modello e guida nella vita.
Isolde, occhi verdi e sorriso enigmatico, è la sua migliore amica, la sua
confidente e la sua compagna di telefilm. Con lei beve cioccolata calda alla
cannella e ascolta musica steso su un tappeto. Quanto è sottile la linea che
divide l’amicizia dall’amore? La scomparsa improvvisa di Isolde farà emergere
sensazioni, gioie ed emozioni che la vita quotidiana aveva soffocato e
nascosto. Perché l’amore sa sempre come trovare la strada e venire alla luce.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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