Interviste

Intervista: Alessandra Oddi Baglioni

Alessandra Oddi Baglioni ha alle spalle una lunga esperienza manageriale, maturata in aziende pubbliche e in  amministrazioni statali e comunitarie prevalentemente nell’area della comunicazione e delle relazioni esterne. Ha svolto attività e funzioni che spaziano dalla responsabilità diretta nella progettazione e realizzazione di eventi ed iniziative, alla organizzazione di uffici e gruppi di lavoro su tematiche specifiche, in Italia, a Bruxelles e a New York.

Alessandra, lo sai che con un inizio così mi spiazzi un po’? Perché mai? L’hai mai guardato il tuo curriculum?
Dai, non ci sono paragoni. E poi, non ho mai viaggiato per lavoro quanto hai fatto tu. Quelli per lavoro non sono viaggi, ma semplici spostamenti. Sai che pacchia conoscere l’aeroporto + un ufficio di New York? E l’aeroporto + un ufficio di Bruxelles? E così via. Tu hai viaggiato e viaggi per vacanza. Io l’ho fatto per lavoro. Evviva la teleconferenza, allora.
Evviva. Altre notizie personali? Ho convertito ad agricoltura biologica un’azienda di famiglia già dedita alla coltivazione del tabacco. Mi sono occupata di iniziative anche formative di sviluppo culturale finalizzato all’occupazione femminile, sia come Presidente di un’Associazione, sia come componente di organismi territoriali e nazionali.
Femminista doc? (occhiata complice) Certo. Ci mancherebbe. Sono stata attiva nell’associazionismo femminile e nelle battaglie per i diritti civili.
Con tutto questo lavoro hai trovato tempo per la scrittura? Pensa che ho scoperto a cinquant’anni la scrittura e l’utilizzo della storia quale mezzo di comunicazioni delle realtà attuali. Ho affrontato nei miei libri le tematiche femminili e il mondo dell’arte come capace di trasmettere valori universali, non tralasciando lo studio però della parte romantica dell’essere umano e l’universalità nel tempo e nello spazio dei rapporti uomo-donna. Due i filoni della mia scrittura. Il primo (Alessandraoddibaglioni.blogspot.com) segue la vita di personaggi reali trasfigurandoli in una visione romanzata; il secondo si addentra più sulle tematiche del romance (ho utilizzato lo pseudonimo di MarieTherese Taylor (marietheresetaylor.blogspot.it)
Due filoni molto lontani l’uno dall’altro. Due passioni? Assolutamente sì. Nel primo filone  ho pubblicato per i tipi della Volumnia un romanzo sulla guerra di Cipro, Lepanto e i rapporti tra la cristianità e gli ottomani dal titolo “Astorre II”. Per la Cangemi Editore, una rivisitazione del Risorgimento in chiave massonica e mazziniana dal titolo “La Dama e il compasso” e di nuovo per la Volumnia “Nozze Rosse”, in cui si esamina la storia da cui nasce la Deposizione di Raffaello attualmente alla Galleria Borghese. Attualmente sto scrivendo una biografia del pittore Alberto Burri.  Nel secondo filone ho pubblicato l`ebook “Noi ancora una volta”, una serie di racconti dedicati alle ultracinquantenni arzille e vitali, e il sequel, dal titolo “Un insolito Natale in Australia”.
 Sbircio nel tuo privato. Si può? Certo che si può. Sono felicemente nonna di cinque  splendidi nipoti, ho due figli adorabili, un cane a mezzo tempo e sono innamoratissima del mio terzo marito.
Un’ultima domanda. Quando ti vengono le idee per un romanzo/racconto? Le idee per la scrittura di solito mi vengono in macchina e questo comporta brusche fermate nelle piazzole delle autostrade e piacevoli incontri con camionisti filosofi.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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