Interviste

Intervista a quattro mani: Corella & Soprani

Non c’è gusto.
Preparo tavolacci, cinghie, catene e frustini.
Arrivano queste due e si sdraiano su quei ripiani durissimi, felici come pasque.
Nessuna costrizione, sono volontarie e volonterose.
Le sciolgo e offro tè e biscotti.
Così imparano.

INTERVISTA SEMISERIA: rispondete una alla volta e non suggerite.

Colore preferito.
VITTORIA:  Nero
FEDERICA: Nero.

Cibo preferito.
VITTORIA: Ultimamente non mi piace mangiare. Campo di tè al bergamotto e minestrone. Sto dimagrendo a vista d’occhio.
FEDERICA: Sushi e dolci. Molti dolci.

In cucina, come te la cavi?
VITTORIA: Molto meglio di quello che tendo a far credere.
FEDERICA: Nessuno è mai sopravvissuto per lamentarsi. Mi dicono che sono brava e i miei cupcakes sono osannati da pubblico e critica.

Status sentimentale.
VITTORIA: Non ne ho più uno, aspetto di mutare.
FEDERICA: Innamorata come un vampiro scemo. Perennemente.

Attrice preferita.
VITTORIA: Dipende dai ruoli: Helen McRory in Peaky Blinders (serie TV) oppure Helen Mirren (Prospera nella versione femminile della Tempesta per la TV inglese).
FEDERICA: Cate Blanchet. Ellen Mirren, Rachel Weisz.

Attore preferito.
VITTORIA: Dipende dai ruoli: Ben Whishaw in quasi tutto quello che fa, Christopher Eccleston in quasi tutto quello che fa. Preferisco vederli in teatro, dal vivo, se ho modo.
FEDERICA: vivo o morto? Al Pacino, Cillian Murphy (non picchiatemi…), Edward Norton, Christopher Walken, Matthew Mcconaughey dopo la botta in testa

La donna dei tuoi sogni, dei tuoi incubi…
VITTORIA: Isabelle Adjani in Nosferatu.
FEDERICA: Gemma Arterton in Byzantium (santa madonna dell’abbondanza…)

L’uomo che vorresti essere.
VITTORIA: Il giovane Peter Murphy del gruppo dark Bauhaus, o il ‘vecchio’ Peter Muphy sessantenne e solista (googlatelo, è il vero ed unico principe delle tenebre a tutte le età).
FEDERICA: Paul Bettany. Clive Barker. Neil Gaiman.

Tornassi a nascere, uomo o donna, e perché.
VITTORIA: Preferirei non nascere. Non è poi sto granché, nascere.
FEDERICA: Bella domanda… non ho ancora deciso COSA essere in QUESTA vita! Un comodo ibrido mi va benissimo 😉

Serie Tv preferita.
VITTORIA: Hannibal.
FEDERICA: True Detective (prima stagione).

Genere di lettura preferito.
VITTORIA: Quello che mi insegna qualcosa di nuovo e autentico e mi fa chiudere il libro più grande e più ricca di prima.
FEDERICA: Che sappia aprirmi delle porte e non lasciarmi uscire troppo facilmente.

Scrittore preferito.
VITTORIA: Cormac McCarthy (La Strada), Truman Capote (A Sangue Freddo) Laurent Binet (HHhH), Safran Foer, Clive Barker, Jack Ketchum, Dulce Maria Cardoso (Le mie condoglianze), Angela Carter (La camera di sangue).
FEDERICA: Tanith Lee, Angela Carter, Paola Capriolo, Clive Barker, Michael Cunningham, Emily Bronte, Arturo Pérez-Reverte, Carlos Ruiz Zafón.

Musa ispiratrice.
VITTORIA:  Una ragazza bellissima di Castellana Grotte chiamata Stefania G. Barbieri, che fa la stilista di moda. Googlatela.
FEDERICA: Questa è una domanda trabocchetto per farmi litigare con qualcuno, vero?…

Genere musicale preferito.
VITTORIA: Il pianista sperimentale POLLINI e il “Liuto senza Corde” cantato in Balenese. Googlatelo che merita. Scherzo: Goth e dark. Mi piace anche Teho Teardo con le sue colonne sonore.
FEDERICA: Musical, ebbene sì! E poi musica classica, soprattutto barocca, e rock, quello vero, sano, di una volta.

Cantante preferito.
VITTORIA:  Peter Murphy adesso, da uomo sessantenne con profonda voce sexy e testi degni di T.S. Eliot o di un qualsiasi poeta islamico.
FEDERICA: David Sylvian. Till Lindemann. Skin.

Band musicale preferita.
VITTORIA: Bauhaus, Rammstein
FEDERICA: Rammstein, Muse, Skunk Anansie

Social network: sì o no?
VITTORIA: No. Ma mi tocca.
FEDERICA: Sì. Pillola rossa per sempre.

INTERVISTA SERIA: sempre una alla volta o, se lo ritenete opportuno, insieme.

Perché scrivere?
VITTORIA:  Nessun perché, non serve a nulla, se non a gratificare l’ego.
FEDERICA: Perché mi fa stare bene e mi aiuta a far stare bene gli altri.

Come è nata questa “necessità” (posto che sia una necessità…) e quando?
VITTORIA:  Non è una necessità. Non è una missione. Scrivi: se sei brava bene, altrimenti mettiti il cuore in pace e smetti di ammorbare l’universo con la tua roba. Tutto qui.
FEDERICA: Fin da piccola ho sentito il ‘bisogno’ di raccontare storie, di creare mondi e di popolarli di personaggi (che, di fatto, stavano già lì, ma mi lasciavano la pia illusione di avere il benché minimo potere decisionale su di loro…)

Come scrivi? Carta e penna, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone?
VITTORIA:   A video. Non ho epifanie alla cassa della Coop. Quello che faccio è ragionato. A volte però è sognato.
FEDERICA: A video. Quando c’è il capo sullo Smartphone.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi?
VITTORIA:  La mattina la dedico alla depressione e ai pensieri suicidi. Il resto della giornata tento di scrivere cose che non facciano rotolare via le palle al prossimo mentre le legge. Non è facile.
FEDERICA: Quando ho tempo. Meglio la mattina o nel primo pomeriggio, perché la sera sono sempre in coma.

Che cosa significa per te “scrivere”?
VITTORIA: Vedere risposta sopra: riempie i vuoti tra un pensiero suicida e l’altro.
FEDERICA: Dare voce a chi voce non ha e raccontare storie che meritano di essere raccontate.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che l’hai scritto?
VITTORIA:  No: una volta scritto è già obsoleto e posso fare di meglio. Si può e si deve fare meglio ogni maledetta volta. Nessuno sarà mai arrivato o completo. Se tu scrittore credi questo, hai già fallito. Anzi, sei un fallito.
FEDERICA: Dipende. Di solito subito dopo no. Quindi evito di rileggerlo. Quando ci ritorno lo miglioro. E poi lo miglioro ancora. E ancora. E ancora….

Rileggi mai i tuoi libri, dopo averli pubblicati?
VITTORIA: A mente fredda, dopo un po’ di tempo. Li trovo già ‘vecchi’ rispetto al presente e mi rendo conto che avrei potuto fare meglio. Odioso.
FEDERICA: Sì, e un po’ ne sorrido, un po’ me ne vergogno. Sono sempre uno stimolo a migliorare.

Quanto c’è di autobiografico nei tuoi libri?
VITTORIA: Le parti non criminali, signor agente.
FEDERICA: Emozioni, atteggiamenti di alcuni personaggi, a volte anche episodi reali della mia vita, debitamente ‘romanzati’. C’è molto del mio mondo, quello visibile e soprattutto quello invisibile.

Quando scrivi, ti diverti, oppure soffri?
VITTORIA:  Soffro e dico sempre: perché cacchio fare una roba del genere. Non sarò mai all’altezza delle mie aspettative.
FEDERICA: Sto bene e sono felice anche quando soffro.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo?
VITTORIA: Sì, sono cambiata, maturata, diventata più tecnica, più addentro al mestiere, più efficace. Continuo a odiare questo gioco.
FEDERICA: Decisamente sì. Migliora continuamente e spero non si fermi mai.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa?
VITTORIA: Scrivo quando posso e quando voglio.
FEDERICA: A fatica, oh Dei, quanta fatica!

La scrittura ti crea mai problemi nella vita quotidiana?
VITTORIA: No.
FEDERICA: No. Solo quando non trovo il tempo per scrivere.

Come trovi il tempo per scrivere?
VITTORIA: Lo cerco.
FEDERICA: Lo rubo.

Gli amici/i parenti ti sostengono, oppure ti guardano come se fossi un’aliena?
VITTORIA: Nessuno si interessa a quello che faccio, non credo mia mamma abbia mai letto nulla di mio, così pure i parenti e la maggior parte degli amici. Anche perché odio parlare di questo aspetto della mia vita e generalmente, a chi non scrive della scrittura frega una cippa, è la grande verità che a molti non arriva. Questo vale per tutti.
FEDERICA: Mia nonna mia ha sempre sostenuta. Adesso è un po’ rinco e non ascolta più le cose che le leggo, ma le devo molto da questo punto di vista. Mio padre si dice orgoglioso, molto orgoglioso, anche se sembra un po’ incredulo. Credo si domandi come siamo arrivati a questo. La mia coinquilina mi sostiene, mi sprona, mi bacchetta, a volte mi picchia (ma tanto sa che a me piace…). Gli amici che leggono le mie cose mi sostengono. Quelli che non le leggono fanno il trucco dell’opossum morto. Ma va bene lo stesso.

Nello scrivere un romanzo, navighi a vista come insegna Cotroneo, oppure usi la scrittura architettonica, metodica consigliata invece da Bregola?
VITTORIA: Una commistione dei due. Ma tendo a fare schemi perché vorrei sviluppare un metodo il più professionale possibile. Scrivere senza costrutto si fa a 15 anni, quando fai sul serio hai bisogno di una scaletta, uno scheletro, una mappa.
FEDERICA: Entrambe le cose. Ma i momenti di ‘trance’ sono quelli in cui scrivo le cose migliori.

Quando scrivi, lo fai con costanza, come faceva Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione?
VITTORIA: Io sono per scrivere SEMPRE e COMUNQUE, perché è allenamento, se non altro. Ma a volte la vita non te lo permette.
FEDERICA: Vorrei poter scrivere ogni giorno. L’ispirazione non è un problema. I giochi di ruolo on line sono stati un’ottima palestra per questo. Adesso si fa quello che si può.

Tutti dicono che per scrivere bisogna prima leggere. Sei una lettrice assidua?
VITTORIA:  Sì.
FEDERICA: Non quanto vorrei, adesso, un tempo sì, fin troppo.

Leggi tanto? Quanti libri all’anno?
VITTORIA:  Da un minimo di 30 ad un massimo di 60 – 70
FEDERICA: 20, 30.

Qual è il genere letterario che prediligi?
VITTORIA: Sono onnivora e comunque prediligo il genere ONESTO. Merce rarissima.
FEDERICA: Non ho un genere preferito. Non amo i sottogeneri moderni come urban fantasy, paranormal romance, young adult. Se un libro è ben scritto e mi prende non mi lascio fermare dal genere. Chi sa scrivere bene può scrivere anche l’elenco telefonico.

È lo stesso genere che scrivi, o è differente? E se sì, perché?
VITTORIA: Non è lo stesso genere, ma cerco di applicare la stessa onestà.
FEDERICA: Vedi sopra.

Autori e autrici che ti rappresentano, o che ami particolarmente. Citane due italiani e due stranieri.
VITTORIA: Cormac McCarthy (La Strada), Truman Capote (A Sangue Freddo) Laurent Binet (HHhH), Safran Foer, Clive Barker, Jack Ketchum, Dulce Maria Cardoso (le mie condoglianze), Angela Carter (La camera di sangue). Italiani? Eraldo Baldini (Gotico Rurale) e Alexandra Censi (La Risata dei Mostri).
FEDERICA: Paola Capriolo/Nicola Lombardi. Tanith Lee/Angela Carter.

Di gran voga alla fine degli Anni Novanta, più recentemente messi al bando da molte polemiche in rete e non solo: cosa puoi dire dei corsi di scrittura creativa che proliferano un po’ ovunque? Sei favorevole, o contraria?
VITTORIA: Vorrei frequentarne uno per pura curiosità, ma costano troppo e mi dicono essere pieni di gente che non sa nemmeno l’italiano di base. Boh. Se non provo, non posso sapere.
FEDERICA: Non sono contraria perché ciascuno ha diritto di fare ciò che crede. Ma personalmente non credo molto nella loro efficacia. La scrittura è una strada che si intraprende da soli, con esercizio costante, letture continue e tanta, tanta, tantissima umiltà.

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che prediligi e senti più tuo?  Se sì, qual è?
VITTORIA: Una volta andati, sono andati. Il mio romanzo prediletto è il prossimo.
FEDERICA: Beh, li amo tutti, anche quelli che tengo nascosti come il parente pazzo. Ma quello che sento più mio lo sto ancora scrivendo e chissà se lo finirò mai.

Vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato scriverlo?
VITTORIA: Non è possibile, non vedo nel futuro.
FEDERICA: Parla di mostri, soprattutto. Parla di un mondo-sotto-il-mondo. Quando mi ci immergo ho la sensazione di tornare a casa.

Hai partecipato a concorsi letterari?
VITTORIA: Mi fanno ansia, li evito.
FEDERICA: Sì, alcuni.

Li trovi utili a chi vuole emergere e farsi valere?
VITTORIA: Non ho opinioni al riguardo: se però ti chiedono soldi per partecipare, possono sprofondare nella melma di cui sono fatti.
FEDERICA: Li trovo utili per mettersi alla prova e confrontarsi, sempre con la consapevolezza che in molti casi il risultato finale è frutto del parere di pochi giudici.

A cosa stai lavorando, ultimamente, e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?
VITTORIA: Lavoro ai nuovi episodi di Victorian Solstice e al seguito di Victorian Vigilante.
FEDERICA: Nuovi episodi di Victorian Solstice e Abominio!, seguito di Victorian Vigilante. Entrambi insieme a Vittoria.

Vuoi parlarcene?
VITTORIA: Molta Londra Vittoriana, molto pathos, molta violenza, molta crudeltà fisica e mentale. Molte lacrime, molto amore.
FEDERICA: Per chi ha seguito e amato Jonas e Jericho sarà un ritorno a casa. Per chi ancora non li conosce sarà, spero, un nuovo inizio. Riguardo ad Abominio!… Nelle Infernali macchine del Dottor Morse non avete visto NIENTE! Ci stavamo solo scaldando ;).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

5 Commenti

  1. Sophia
    29 novembre 2015 at 10:04 — Rispondi

    Splendide. Emergono la passione e l’intelligenza di cui sono dotate, in ogni ambito. Scrittrici sublimi.

  2. 29 novembre 2015 at 11:23 — Rispondi

    Grazie Babette. Come al solito faccio la figura della S*****a

  3. gabriella giacometti
    30 novembre 2015 at 14:58 — Rispondi

    Grazie Babette, e grazie a Vittoria e Federica per questa intervista. Mi avete conquistato con Jonas e Jericho e la voglia di conoscervi personalmente aumenta di giorno in giorno. Vi aspettiamo a Roma. Brave!

    • Babette Brown
      30 novembre 2015 at 15:25 — Rispondi

      Grazie a te, Gabriella. Passerò a Federica e Vittoria il tuo messaggio.

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