Interviste

Intervista a Connie Furnari

Connie Furnari è nata a Catania. Laureata in lettere, appassionata di cinema, pittura e animazione giapponese, ha pubblicato con varie case editrici e vinto diversi premi letterari. Predilige scrivere il fantasy e il paranormal, ma si dedica anche al romance e alla narrativa per bambini. Tutte le opere dell’autrice sono facilmente reperibili on line, sia in digitale che in cartaceo. Collaboratrice di molti web magazine letterari, vive tra centinaia di libri e dvd; adora leggere, disegnare manga, e dipingere quadri.

Qualcuno ha scritto sulla tua bacheca di Facebook: “Complimenti per i tanti romanzi che pubblichi. Non riesco a starti dietro. Brava!” Mi associo: stare dietro alla tua produzione è difficile. Quanti libri hai al tuo attivo? E in quanto tempo li hai scritti? Ciao Babette e ciao a tutti i followers, grazie per questo spazio. Dunque, a dir la verità ho perso il conto di quanti romanzi ho scritto, non scherzo… credo siano intorno alla trentina, dovrei controllare. Il tempo di stesura di un libro dipende da molti fattori, e non necessariamente dalla lunghezza. Per scrivere un romance di 200 pagine ad esempio, impiego meno tempo rispetto a un fantasy di 100 pagine. Lo so che stare dietro alla mia produzione è difficile… ma tanto i miei libri non scappano!

Ritmi veloci e generi/argomenti diversi. Quale genere ti è più congeniale? E perché? Il mio genere è il paranormal romance, mi diverto di più rispetto all’horror o al rosa, perché posso sbizzarrirmi e c’è sempre una storia d’amore romantica. Ci sono molti lettori infatti, soprattutto padri di famiglia, ragazzi, bambini, che non leggono i miei romance ma aspettano i miei fantasy. È bello avere un pubblico variegato, mi dà più soddisfazione rispetto al romance, perché i ragazzini soprattutto sono molto esigenti.

Come procedi nella stesura di un progetto/libro? Cedi all’ispirazione, oppure sei metodica, organizzata? Per mia disgrazia, l’ispirazione non mi manca. Purtroppo la notte devo anche dormire 😀 Non sono organizzata, ho sempre scritto di getto. Di solito scrivo in media un capitolo al giorno (più di Stephen King, che ha dichiarato di scrivere 6 pagine al giorno, fatemi un applauso ehhh!) Scrivendo di getto è difficile che io riesca a fermarmi, l’editing lo faccio dopo con calma, nel momento clou dell’ispirazione parto come un treno e prima che me ne accorga, ho scritto venti pagine.

Scrittura come mestiere? Molte delle tue colleghe sperano di pagare le bollette con i loro romanzi, mentre credo che tu sia a un livello “economico” superiore, vero? Senza volerti fare i conti in tasca, sai, ma mi piacerebbe parlare con una scrittrice che non si lamenta per lo scarso ritorno economico dalla pubblicazione. Il self publishing se usato bene può dare tanto, sì diciamo che ci pago le bollette e anche qualcosina in più :D. Intendiamoci, non faccio i milioni, ma la mia cifretta tonda al mese la raggiungo di solito, anche quando non faccio uscire nulla di nuovo, perché ho molti libri all’attivo. Certo, ci sono quelli che vendono di più e quelli che vendono di meno. Un buon riscontro economico l’ho sempre avuto, bene o male.

Parliamo un po’ dell’ultima fatica letteraria, la rivisitazione della fiaba della Sirenetta. Un rigurgito di infanzia? O un progetto pianificato a tavolino? Perché proprio la Sirenetta? Un personaggio affascinante, senza dubbio, ma perché proprio lei? Raccontaci tutto ciò che puoi (niente spoiler, naturalmente) per stuzzicare la curiosità dei lettori. Più che rigurgito, direi un singulto di vita! Avevo in mente già da tempo di scrivere questa storia, l’avevo iniziata parecchio tempo fa, mi capita con molti miei romanzi, avevo scritto la prima bozza della mia saga Heaven addirittura quando ero all’ultimo anno di liceo. Nessun progetto pianificato a tavolino: semplicemente la Sirenetta è stata sempre la mia fiaba preferita e volevo crearne una mia versione, cambiando la storia, e ambientandola come paranormal romance moderno.

Non posso fare spoiler, consiglio di leggerla perché è una saga frizzante, leggera, molto ironica e divertente, ma soprattutto con una romanticissima storia d’amore, perché Maiden e Max sono davvero come due adolescenti dei giorni nostri. È adatta ai romantici, ma è anche piena di colpi di scena, quindi consigliata dai 13 anni in su. Ho saputo di recente che molte figlie delle mie lettrici ne sono rimaste entusiaste, e ne sono felice.

Ho appena saputo che la copertina, molto piacevole, è opera tua. È il tuo primo esperimento, oppure curi da tempo le cover dei tuoi romanzi? E come procedi?  Tutte le copertine dei miei libri sono opera mia. Non mi considero per niente una grafica, ci mancherebbe altro, non ho né l’esperienza né i mezzi adatti a ricoprire questo ruolo. Semplicemente mi piace giocare con la grafica al pc, perché il disegno è sempre stata un’altra delle mie passioni. A quanto pare anche questa l’ho azzeccata visto che i lettori mi hanno sempre detto di amare le mie copertine.

Le copertine sono una questione di “culo”, concedetemi la parolaccia, perché se azzecchi quella giusta continui a vendere bene anche anni dopo aver pubblicato quel libro. Un esempio nel mio caso è la copertina di Touch, un romanzo che appena pubblicato ha fatto 100 copie vendute soltanto in un paio d’ore: dopo un anno vende ancora tanto, seguito dalle copertine di Secret Heart e Light my Fire. Queste sono le 3 che ho pienamente azzeccato. Riguardo ai fantasy, queste della sirenetta per ora sono in pole position, hanno fatto breccia.

Oltre al completamento della trilogia “marina”, hai altri progetti per il futuro? Ce ne puoi parlare? Avrei un sacco di progetti! È il tempo che manca. Avrei in mente un’altra saga paranormal romance, un racconto, e un paio di romance che tengo nel “cassetto”.  Ah, e un erotico che mi vergogno a pubblicare perché è troppo zozzo :D!

Ai lettori piace tanto entrare nell’intimità degli autori che amano. Come vivi le tue giornate? Tranquille, caotiche…? Come ogni altra persona: sbrigo le faccende di casa, mi collego su Facebook, e scrivo tanto. La sera mi piace rilassarmi bevendo una tisana e guardando un film. Di recente ho approfondito la scuola di pensiero ASMR (Santa Wikipedia ci viene in soccorso), che è ancora poco conosciuta in Italia ma che in America va forte da anni. Si tratta di ascoltare i suoni che fanno rilassare. Io, manco a dirlo, ascolto quelli dell’oceano e dell’acqua.

Connie ottima o pessima cuoca? Il tuo piatto preferito? Lo so, mi sto facendo spudoratamente i fatti tuoi. Me la cavo bene a cucinare, di solito sperimento, ma non è una delle mie passioni. Il mio piatto preferito? La paella messicana.

Per conoscere a fondo Connie Furnari, niente di meglio che leggere i suoi libri e cercarla qui:

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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