Recensioni

Il vero cuore di un uomo, di Amy Lane

Editore: Dreamspinner Press
(1 aprile 2014).
Pagine: 315.
Traduzione: Emanuela Cardarelli.
Copertina: Catt Ford.
Con un atto di eroismo e sacrificio, la sorella di
Anderson Rawn lo salva dalla distruzione della loro piccola colonia mineraria,
ma le sue azioni condannano il tredicenne a dieci anni di solitudine
nell’iperspazio, nel viaggio alla ricerca di una nuova casa. Usando l’elettronica
e la disperazione, Anderson si costruisce una famiglia per tenergli compagnia,
ma la famiglia non sempre è una benedizione.
Quando finalmente Anderson arriva, C.J. Poulson lo
accoglie con curiosità e stupore, perché chiunque sopravviva a un inferno e
reinventi la scienza olografica è una leggenda e merita il rispetto di C.J. Ma
più questi indaga su come Anderson sia sopravvissuto negli ultimi dieci anni,
più si sente attratto da una fantasia davvero pericolosa, una fantasia che può
offrire la chiave della salvezza di Anderson e della sua distruzione.
Nonostante le sue migliori intenzioni, C.J. non può
resistere alla seduzione di Anderson. La loro attrazione rischia di
distruggerli entrambi, perché il cuore di un uomo che riesce a sopravvivere
alla distruzione del suo popolo e a rimanere consapevole di sé è il cuore di un
vero uomo e non potrà essere rinnegato.

Termino la lettura di questo
romanzo pienamente soddisfatta. La storia è avvincente, ben congegnata: pesca a
piene mani nella fantascienza classica, quella dei viaggi spaziali, delle
colonie minerarie sperdute. La mescola ad una storia d’amore fra Anderson Rawn,
che per dieci anni ha vagato in solitudine su una navetta, e C. J. Poulson che
lavora nella stazione spaziale dove, finalmente, Anderson arriva. Non da solo,
perché la sua abilità ha creato negli anni dei compagni di viaggio, degli
ologrammi così perfezionati da rasentare l’umanità.
Se guardiamo più da vicino
queste “creazioni”, ci rendiamo conto che, dopo molti tentativi, Anderson ha
dato vita a proiezioni di se stesso: tutti i lati della sua psiche sono così
umanizzati, anche quello più oscuro e pericoloso. Ed è Alpha, che rappresenta
questa parte e di cui Anderson si serve per espiare un peccato non perdonabile:
lui è sopravvissuto, mentre tutta la sua gente è morta a seguito della pioggia
di meteoriti che ha distrutto la colonia mineraria.
Con un dolore simile dentro
di sé, non ci meravigliamo nel vedere con quanta fatica il nostro giovane eroe
riesca a guarire e ad accettare se stesso e l’amore che prova, ricambiato, per
C. J.
L’autrice è abilissima nel
seguire i suoi protagonisti lungo questa strada difficile e dolorosa. Li fa
accompagnare da un gruppo di splendidi comprimari, dagli ologrammi
(indimenticabile Kate), agli psicologi che aiuteranno i due a vivere,
finalmente, un’esistenza degna e piena d’amore.
Buona la traduzione di Livin
Deverel, che rende molto chiare le parti “scientifiche”.

In conclusione, QUATTRO stelle
meritate. Ah la fantascienza, mio primo amore!
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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