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Il Taccuino di Matesi: Una donna senza importanza

Questa commedia di Oscar Wilde venne rappresentata la prima volta nel 1893.

Lo sfondo è quello usuale del suo teatro: una società frivola e corrotta, dedita a giochi di parole, pettegolezzi e sesso superficiale, rappresentata pienamente da lord Illingworth, un pari del regno esteta, seduttore e libertino. Ha appena assunto come segretario personale il giovane Gerald (che è sui vent’anni), ambizioso ma senza preparazione particolare, sulla base, sembrerebbe, di una simpatia istintiva.

La madre di Gerald, la signora Rachel Arbuthnot, entra in scena, secondo le migliori tradizioni, al secondo atto, ma noi indirettamente la conosciamo già nelle ultime battute del primo, quando Lord Illingworth vede sul tavolo una lettera:

LORD ILLINGWORTH Che curiosa calligrafia! Mi ricorda la mano di una donna che conoscevo anni fa.

MRS. ALLONBY Chi?

LORD ILLINGWORTH Oh, niente, niente di particolare. Una donna senza importanza.

Oscar Wilde

Ma intanto abbiamo già scoperto che nella casa è presente un’ospite diversa da tutti gli altri, miss Hester, una giovane ereditiera americana, che è chiaramente innamorata di Gerald e, secondo gli usi del suo paese, non cerca affatto di dissimularlo. Sempre lei, all’inizio del II atto, fa trasalire Rachel quando dice: “Non abbiate una legge per gli uomini e un’altra per le donne. Siete ingiusti verso le donne, voi in Inghilterra. E fino a quando non considererete infamia nell’uomo quel che è onta nella donna, sarete sempre ingiusti.”

Ma ben altro si preannuncia per Rachel: perché in realtà lord Illingworth è George Harford, il suo seduttore e quindi il padre di Gerald. Nessuno lo sa, perché negli anni Rachel si è costruita una reputazione di vedova integerrima, ma da questo momento la donna si batterà accanitamente per proteggere il figlio e tenerlo lontano dall’influenza corruttrice del padre.

In una grande scena madre scopriremo quanto è accaduto venti anni prima: Rachel, diciassettenne, si è innamorata di George, lo ha seguito lasciando la casa paterna quando lui le ha promesso di sposarla ed è rimasta incinta. Ma George in realtà non aveva mai avuto tale intenzione e si è rifiutato perfino di dare il proprio nome al bambino.

LORD ILLINGWORTH  Mia madre vi offrì 600 sterline all’anno. Ma voi non voleste accettar nulla. Voi semplicemente spariste, e vi portaste via il bambino.

E cerca di ricattarla: mai potrebbe rivelare la verità a Gerald che non sa nulla, così come nessun altro. “Non vi illudete, Rachel. I figli incominciano con l’amare i loro genitori. Poi li giudicano. Di rado, per non dire mai, li perdonano.”

Lilla Brignone

Mentre madre e figlio parlano e Rachel capisce che, se gli raccontasse tutto, Gerald la condannerebbe per il suo peccato, Illingworth in un’altra parte della casa fa pesanti avance a Hester. Ne segue un diverbio fra padre e figlio che potrebbe finire nel sangue, se Rachel non si mettesse in mezzo, rivelando la verità.

A questo punto che fare? Gerald capisce bene che non può vendicare l’onore della madre sfidando a duello il padre, però esige che il problema venga risolto nel modo usuale, con un matrimonio. Ma Rachel si rifiuta: “Tu parli di espiazione per un male fatto. Che espiazione ci può essere verso di me? Non c’è espiazione possibile. Io son disonorata; lui no. Ecco tutto. È la solita storia di un uomo e di una donna, come si ripete ogni giorno, come si ripete sempre.”

Gerald non può accettare questa risposta. Pensa che abbia questo dovere non solo verso se stessa, ma verso tutte le donne della terra. Ma lei replica: “Io non devo nulla alle altre donne. Le donne son crudeli l’una con l’altra.”

E ancora:

“Come potrei giurare di amare l’uomo che aborro, di onorare colui che mi ha recato disonore, di obbedire colui che, usando del suo dominio, mi ha fatto peccare?”

E tuttavia non si rammarica del suo peccato perché così ha avuto Gerald. Il dissidio con il figlio sembra insanabile. Verrà superato solo grazie alla mediazione di Hester.

GERALD Avrò appena trovato un amore per perderne un altro? Non me lo dire. Oh mamma, sei crudele!

MRS. ARBUTHNOT (rivolta a Hester) Ma lo ha trovato veramente un altro amore?

MISS HESTER  Voi lo sapete che io l’ho amato sempre.

MRS. ARBUTHNOT Ma noi siamo poverissimi.

MISS HESTER  Chi è povero quando è amato? Oh, nessuno. Io odio le mie ricchezze. Sono un peso. Lasciate che egli lo divida con me.

Gianni Santuccio

C’è ancora da risolvere il rapporto con George, che intanto ci ha ripensato ed è disposto a sposare Rachel, pur di avere accanto quel figlio ritrovato all’improvviso. Ma il rifiuto è netto: del resto ormai Gerald disprezza suo padre e Rachel glielo comunica usando le stesse parole da lui pronunciate: “I figli incominciano con l’amare i loro genitori. Poi li giudicano. Di rado, per non dire mai, li perdonano.”

E George getta la maschera: “Parola d’onore, Rachel, nessuna donna mi ha mai amato come voi. Perbacco, voi vi deste a me come un fiore, che ne facessi quel che volevo. Voi eravate il più bello dei balocchi, la più incantevole delle avventure.”

E incrudelisce ancora: “Me ne dispiace, sul serio! È stata un’esperienza divertente l’avere incontrato fra la gente del proprio rango, e trattati con tanti riguardi anche, la propria amante e il proprio…”

Allora Rachel lo schiaffeggia e, dopo che è uscito, s’abbandona singhiozzando sul sofà: “L’avrebbe detto, l’avrebbe detto!”

Gerald e miss Hester, che non si sono accorti di niente, rientrano dal giardino e l’abbracciano entrambi affettuosamente, assicurandole che vivrà con loro. Ma Gerald nota il guanto di lord Illingworth sul pavimento.

GERALD Oh oh, mamma, di chi è questo guanto? Hai avuto una visita? Chi era?

MRS. ARBUTHNOT Oh, nessuno! Nessuno in particolare. Un uomo senza importanza.

E cala il sipario.

***

Notevole, non vi pare? Considerando che siamo nell’Inghilterra vittoriana del 1893. E che a scrivere è un esteta, in fondo non tanto dissimile da Illingworth.

Vidi questa commedia una volta sola tanti anni fa, in una riduzione per la tv in bianco e nero, recitata da Lilla Brignone e Gianni Santuccio. Due grandi interpretazioni, ma anche un taglio significativo nell’ultima battuta di George, quella che causa lo schiaffo.

Perché George si abbassa fino a quel punto? Forse si sente ferito perché il figlio e perfino la sua ex amante lo respingono. Forse è la boria. Ammetto che i suoi sentimenti rimangono un po’ oscuri. Ho letto addirittura un’interpretazione in senso gay: George si sentirebbe attratto sessualmente da Gerald. Certo non si capisce per quale motivo abbia offerto il posto di segretario al figlio: perché gli piace, come dice all’inizio? In che senso? Non mi pare, però, che ci siano molti appigli nel testo per questa maligna ipotesi interpretativa. E quindi potrebbe darsi che in qualche modo sulla figura di Illingworth si sia sovrapposta quella dell’autore, che era molto attratto nella sua doppia vita da ragazzi giovani.

Forse una tale simpatia istintiva potrebbe essere quella che all’epoca si chiamava voce del sangue. Il che spiegherebbe perché allo schiaffo George non reagisca violentemente, neppure solo a parole, e perché, prima di andar via per sempre, guardi dalla finestra il figlio in giardino e sospiri.

Il passo è ambiguo, secondo me volutamente. Ma la cosa certa è che l’autore sta con Rachel, ritenendo ingiusto che il trattamento inflitto alle donne sia così diverso dall’indulgenza concessa agli uomini. Non per niente l’ultima battuta della commedia, che definisce Illingworth  “un uomo senza importanza”, capovolge quella iniziale del personaggio e suona lapidaria come una sentenza di condanna.

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Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

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