Recensioni

Il segreto del voltone

Titolo: Il segreto del voltone. Il commissario Botteghi e una vecchia storia livornese.
Autore: Diego Collaveri.
Genere: Noir.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 10,12 (copertina flessibile).

Valutazione di Giusy Giulianini: cinque stelline.

Diego Collaveri non è solo uno scrittore noir, bravo per giunta, ma anche un cultore di musica e di cinema, che coltiva con competenza professionale. Insegna, appunto, sceneggiatura alla Scuola Carver di Livorno e questo suo talento traspare da ogni pagina del romanzo, in cui la città di volta in volta prende vita, come quinta teatrale di oggi e di ieri.

Livorno dalle due anime: patria di Galeazzo Ciano, ministro del Governo Fascista, eppure luogo di nascita del Partito Comunista Italiano, nonché roccaforte della Resistenza partigiana.

Quelle ombre, di colori antitetici, si allungano fino a oggi a disegnare una vicenda di ideali e meschinità, intrisa di sangue antico che chiama altro sangue.

La scoperta del cadavere di un crocierista americano nel canale del Voltone, sotto Piazza della Repubblica, segna l’inizio di un mistero per il quale il commissario Mario Botteghi, già protagonista del precedente L’odore salmastro dei fossi (parimenti edito da Fratelli Frilli Editori),  e la sua squadra si trovano a indagare a ritroso nel tempo, nel lontano 1947 quando l’esercito di liberazione era alle prese con le operazioni di sminamento e messa in sicurezza della città. Un patto segreto, un artificiere e un gruppo di partigiani, canali e nascondigli sotterranei, forse un tesoro celato: questi gli ingredienti di un mistero che pare aver seminato una lunga scia di morte, da quei giorni fino a oggi.

Un investigatore, Botteghi, che non si nega un vizio: la sua passione per il gioco e la dipendenza dalla nicotina paiono quasi anestetici per una disperazione che non conosce sollievo duraturo, se non la voluttà con cui inala il fumo, assaporandone gli effetti irritanti, e il castello investigativo che riesce a edificare con pazienza e acume. Attorno a lui una schiera di comprimari ritratti con sapidità: i suoi collaboratori Busdraghi detto Panzer, maniaco della forma fisica, e Mantovan detto Il ragazzo, uno ‘straniero’ del nord con grandi capacità intuitive; la sua amica Mariella, ostessa extra large della trattoria “La boa”, dispensatrice di cibi consolanti e di consigli non richiesti; la dottoressa Trevigiani, sinuosa e ammaliante direttrice della locale Biblioteca, che tra occhiate languide e conturbanti ancheggiamenti gli fornisce irreprensibili fondamenti storici per la sua indagine nel passato.

Un mistery complesso e pienamente riuscito, questo di Collaveri, che svela appieno il volto di una città in moto continuo tra fantasmi e vestigia: il cantiere navale, che fu glorioso, le fiammate incandescenti di opposte fedi politiche, le contraddizioni della Guerra Fredda. Una città in cui il salmastro permea strade e umori, tutto avvolgendo in una sorta di ristagnante miasma.

La scrittura di Collaveri, visiva e fortemente cromatica, incatena il lettore per quasi 260 pagine, nelle quali l’indulgenza a una certa toscanità espressiva nulla toglie al respiro di una vicenda che affonda in un passato di dolore universale.

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DCollaveri_CompositDIEGO COLLAVERI, nasce a Livorno nel 1976.

Fino al 2000 lavora in campo musicale, come chitarrista e arrangiatore.

Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e possibilità di pubblicazione.

Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”. Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e poi per il cinema breve.

Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano La Repubblica e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaboratore di quest’ultima per i successivi tre anni.

Per implementare le conoscenze registiche intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi). Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live.

Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl.

Nel 2013 pubblica alcuni racconti brevi dell’ispettore Quetti sul settimanale Cronaca Vera.

Dal 2015 è docente del corso “Scrivere per il cinema” presso la scuola di scrittura Carver a Livorno.

Ha pubblicato: I casi dell’Ispettore Quetti (2010 Aletti Editore/2014 GDS), protagonista anche dei suoi successivi romanzi; Il signor Boganov e la città innevata (La Piccola Volante Edizioni/2011); Le pergamene di Ankor – La morte dagli occhi di ghiaccio (Sogno Edizioni/2012); La vendetta del cigno nero (La Mela Avvelenata/2014 Autopubblicazione); R.E.M. – 3 ore di paura – AA.VV. (La Mela Avvelenata/GDS/2014); Marionette (GDS/2014); La riconquista di Eden (La Mela Avvelenata/2014); 2014 Asylum 100 – AA.VV. (St-Book Edizioni); Anche tu te ne andrai (Autopubblicazione/2014); L’odore salmastro dei fossi (Fratelli Frilli Editori/2015); Il segreto del Voltone (Fratelli Frilli Editori/2016).

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Giusy Giulianini

Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna.
Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì?
Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato’.

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