Recensioni

Il pinguino Tango ha due papà

Titolo: E con Tango siamo in tre (And Tango Makes Three).
Autori: Peter Parnell – Justin Richardson.
Illustrazioni: Henry Cole.
Genere: Libro per bambini, illustrato.
Editore: Junior.
Prezzo: euro 12,00 (cartaceo, copertina cartonata).
La mia valutazione: * * * * *

http://www.ibs.it/code/9788884343451/parnell-peter/con-tango-siamo.html

Questo libro è tratto da una storia vera. Roy e Silo fanno parte della specie dei Pinguini antartici (Chinstrap Penguins, letteralmente pinguini sottogola), caratterizzati da una linea sottile di piume nere che circonda il loro collo e che somiglia al laccio di un cappello indossato sulle spalle. Dopo aver vissuto per anni fianco a fianco nello zoo del Central Park di New York, nel 1998 fecero la scoperta l’uno dell’altro e da quel momento sono diventati una coppia. Tango, il loro unico pulcino, è nato da un uovo deposto da un’altra coppia di pinguini di nome Betty e Porkey. Questi ultimi avevano spesso fatto schiudere le loro uova, ma non erano mai stati in grado di prendersi cura di più di un uovo alla volta. Nel 2000, quando Betty depose due uova fertili, Rob Gramzay decise di dare a Roy, a Silo e a una di queste due uova l’opportunità di diventare una famiglia. Se andrete a visitare lo zoo del Central Park, potrete vedere Tango e i suoi genitori sguazzare nella casa dei pinguini in compagnia dei loro amici, fra i quali ci sono Nipper, Squawk, Charlie, Wasabi e Piwi. Nello zoo del Central Park ci sono quarantadue pinguini antartici e nel mondo ne esistono oltre dieci milioni. Ma di Tango ce n’è uno solo.

Questo libro per bambini è stato al centro di un vero e proprio caso. Prima negli Stati Uniti, poi in Italia (e chissà in quanti altri Paesi).

Basato sulla storia vera di due pinguini gay dello zoo di Central Park (New York), è stato pubblicato per la prima volta nel 2005 da Simon & Schuster, una risposta coraggiosa e lungimirante ai pronostici secondo i quali nessun editore avrebbe avuto il coraggio di darlo alle stampe.

Secondo l’American Library Association, And Tango makes three (tradotto in Italia con il titolo E con Tango siamo in tre) è stato il libro più censurato del 2009: le associazioni gay, felici e commosse, si sono trovate di fronte e genitori e maestri indignati, giudizi feroci da parte di istituzioni pubbliche e private, biblioteche costrette a togliere il volumetto dagli scaffali. Un incendio culturale di vaste proporzioni. Che non si è spento valicando l’Atlantico. Comparso anche nelle biblioteche scolastiche italiane, il volumetto è stato fatto oggetto di una crociata da parte di alcune associazioni di genitori che, ben rappresentate in seno ai consigli di classe, hanno preteso che “E con Tango siamo in tre” venisse defenestrato. Ovviamente, con l’aiuto di qualche insegnante.

In un mondo in cui parlare di libri sembra tempo perso, non può che farmi piacere leggere opinioni erudite su questo racconto per bambini. Dall’altra, rimango basita (e anche un po’ spaventata) di fronte al livore e all’accanimento cui questa storia è stata sottoposta. Ricordo che stiamo parlando degli Stati Uniti, non di uno Stato confessionale e retrogrado. E dell’Italia, una delle madri della cultura europea, se non mondiale.

Per esperienza personale e lavorativa, so che l’argomento “omosessualità” viene toccato di solito con gli adolescenti. Mi chiedo, però, perché non sia possibile/auspicabile parlarne anche ai bambini di oggi, così curiosi e soggetti ogni giorno a una valanga di informazioni spesso errate, superficiali, dannose. Tanto più se questo argomento viene trattato con delicatezza e attenzione alla sensibilità di queste piccole creature.

I bambini hanno capacità di apprendimento, sono flessibili, liberi e decondizionati. Credete che si scandalizzino se Tango ha due papà? Quando a scuola ci sono famiglie di tutti i tipi: con mamma e papà, con la mamma da sola, con il papà da solo, con mamma e nuovo papà più il vecchio papà… e Martina che ha due belle mamme che vengono a prenderla? E Sandrino, che ha quei due signori, una con la barba e l’altro un po’ pelato, che si guardano sorridendo, mentre aspettano il loro bambino davanti al cancello? Crediamo davvero che siano ciechi, sordi e stupidi questi nostri bambini? O che non abbiano duemila domande da farci? Alle quali dobbiamo rispondere, con verità e sincerità?

Justin Richardson è professore aggiunto di Psichiatria alle Università di Columbia e Cornell. Peter Parnell è commediografo. Hanno affidato il loro racconto alla matita magica di Hanry Cole, un artista che lo ha reso semplicemente incantevole.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Amarilli73
    28 settembre 2015 at 9:34 — Rispondi

    Ti ringrazio tantissimo per aver parlato di questo libro. Come mamma, sto cercando di affrontare l’argomento con molta serenità e devo dire (ma questo non mi sorprende per niente) che I bambini anche piccoli ci possono dare lezioni e perle di intelligenza che noi adulti ce le sogniamo!

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