Recensioni

Il morso del ramarro, di Valeria Corciolani

Editore: EmmaBooks (Collana
Mistery).
Tre ricchi rampolli annoiati che scelgono il furto
d’appartamento per dare un guizzo d’adrenalina alle loro giornate vuote. Un
professore raffinato e burbero, un farmacista latin lover, un capitano in
pensione e un vispo pescatore decisi a portare a termine la loro impresa in
barba all’età. Una badante peruviana che non sa più quale sia su casa. Un
giovane medico del pronto soccorso alle prese con un inquietante mistero. Una
mamma single alle prese con ex marito fedifrago, suocera complice, zia anziana,
nuovi amori, figlia adolescente e due gemellini terribili.
Persone diverse, ma con una cosa, anzi un luogo, in
comune: la palazzina liberty in cui vivono, in una cittadina di mare. Lì
prendono vita e si snodano le loro storie, i personaggi si annodano, i
sentimenti si chiariscono e ci accompagnano con gustosa ironia alla soluzione
dell’enigma. Che era partito da un semplice ciondolo. A forma di ramarro.
Valeria Corciolani è nata e
vive a Chiavari. Lavora come illustratrice e conduce corsi nelle scuole per
avvicinare i bambini all’arte ed alla creatività. Nel 2010, ha pubblicato per
Mondadori il suo primo romanzo, Lacrime
di coccodrillo
. Nel 2012, il racconto Il
gatto l’Astice e il cammello
(Antologia Giallo
Panettone
, Mondadori). Nel 2013, il racconto Mephisto (Antologia Animali
Noir
, Falco Editore).

Una storia corale, semplice
ma non banale. Scritta in punta di penna da una sensibile scrittrice che già
conosciamo e apprezziamo.
Marisol viene da un minuscolo paese vicino a Lima e ha
passato tutta la trafila di chi è arrivato in Italia alla ricerca di un futuro
migliore, per sé e per i propri cari: l’incubo
dei permessi di soggiorno che scadono, la ricerca di un lavoro vero, in regola,
lo sconforto, la paura di dover andare via. Di aver fatto tutto per niente. Ammettere
la sconfitta di non esserci riuscita.
Finalmente, arrivata a Chiavari, ha
trovato un buon lavoro presso il professor Giovanni e un vero cielo con un vero sole.
Il professor Giovanni. Prima era un uomo in gamba, insegnava all’università,
poi è morta la sua cara moglie e adesso la malattia
. Un ictus. Tutto il lato sinistro del corpo è storto,
accartocciato, e la mano ha le dita strette in su, come un mazzo di asparagi.
Giovanni
vive nel ricordo della moglie Aurelia, con la quale ha diviso una vita ricca e
piena d’amore. Ha tre amici, che sbaraglia a scacchi ogni giorno, perché la sua testa è meravigliosa. Sotto i folti
capelli bianchi, la mente brilla. Forse troppo…
Stesso pianerottolo. Una famiglia
a metà, visto che Leonardo il fedifrago è stato buttato fuori dalla casa e
dalla sua vita da Valeria, la moglie inferocita. Che è rimasta con i figli:
Anna, adolescente adorabile nella confusione che l’età le crea, e due gemellini
terribili. Di fronte ai quali, è meglio chiedere pietà o, se ci riesce,
scappare a gambe levate.
Un medico, arrivato da
Treviso, perché innamorato della fidanzata del suo migliore amico. Una decoratrice
che è anche una squisita musicista (e non parliamo degli occhi maliardi e dei
capelli come seta).
Gli amici di Giovanni che,
insieme a lui, compongono un quartetto di moschettieri invincibili, nonostante
l’età e gli acciacchi.
Infine, i cattivi del
romanzo. E sono cattivi davvero, perché la posizione di privilegio che
ricoprono nella società (sono belli, ricchi, di ottima famiglia) li spinge alla
noia e ad una carriera da furfanti. Rubano nelle case degli amici e finora la
Polizia non ha trovato una sola prova dei loro misfatti.
Tutto ha inizio con i ladri
che prendono di mira la casa del professor Giovanni. Questa volta, però,
vengono sorpresi sul fatto e reagiscono malamente. Il professore e Marisol
vengono sopraffatti ma, mentre il primo non reagisce, la donna scaglia una
maledizione contro i tre e…
… Lapo, Carlo e Giorgio
cominciano a manifestare strani sintomi fisici. Sarà la maledizione? Loro ne
sono convinti e il terrore sconvolge, a poco a poco, le loro vuote esistenze.
Di che perdere la testa con
un simile miscuglio di personaggi e di vicende! Eppure, Valeria Corciolani non
si perde d’animo e dipana una storia deliziosa che, di capitolo in capitolo,
arriva al suo epilogo. Anche se continueremo a chiederci: cosa succederà a Filippo
Tosi, il medico, quello che è scappato da Treviso in balìa di un amore ferito?
Forse, l’autrice ha pronto un nuovo romanzo. Lo spero ardentemente.
Le vicende catturano l’attenzione
del lettore. La partecipazione è continua e attenta, sollecitata da un
escamotage narrativo: le ultime parole di un capitolo sono quelle di apertura
del capitolo successivo, anche se i personaggi che vi compaiono non sono mai
gli stessi. Una specie di collana di margherite, come quella che occupava i
miei pomeriggi di bambina. Tantissimi anni fa (Paleolitico Superiore, insomma).
I personaggi, anche quelli minori, sono cesellati con maestria. Ci sembra di conoscerli da sempre.
Un linguaggio accurato e
ricco accompagna e favorisce la lettura, che termina con qualche rimpianto. Ci dispiace
lasciare questi personaggi, questa cittadina, questo vero cielo con un vero sole.
Quattro stelline.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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