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Il Mistero dello Scettro Quetzal

Nel mondo ogni antica civiltà lascia ai posteri oggetti misteriosi che hanno poteri enormi e allo stesso tempo pericolosi. Uno scettro, che contiene in sé il potere della divinità Maya Quetzalcóatl, è sepolto da qualche parte tra le lande abitate da questa antica ed enigmatica popolazione del Sud America. Se venisse trovato e capitasse nelle mani sbagliate, si scatenerebbe una profezia apocalittica. Ecco una nuova avventura che Layla, Taylor, Andrew, Anthony e tutta la famiglia di Berger dovranno affrontare; ora la missione è capire come il potente scettro divino Maya possa essere usato per sventare l’avverarsi della profezia.

In occasione dell’uscita de “Il Mistero dello Scettro Quetzal” di Ilenia Leonardini, abbiamo chiesto all’autrice di presentarsi.

Sono nata nel 1977 nell’assolata città marittima di La Spezia, in quella striscia di terra chiamata Liguria.
Sono figlia unica e vivo con mia madre nella piccola provincia di Luni Mare, in quanto ho perso mio padre il 18 dicembre 2015 a causa di un terribile “mostro invisibile”.
Il mondo perfetto e sognante del cinema mi ha sempre attratto, anche se sono un’appassionata di musica. Di entrambi i “mondi” apprezzo quello straniero.
Lo sport che ho praticato più volentieri è la difesa personale. Devo ammettere che mi ha ispirata molto, anche se rimango fedele al mio primo amore: il nuoto. Quando entro in mare è come se ritrovassi il mio ambiente, forse in un’altra vita ero un delfino, chi lo sa!

La scrittura l’ho incontrata verso i 14 anni. I miei primi manoscritti ricordano più sceneggiature e sono carichi di dialoghi, poi mi sono detta: “… e se creassi uno stile tutto mio?”
Così ho fatto!
La scrittura creativa è stata, ed è ancora, una passione terapeutica. Mi ha aiutata a superare i momenti di sconforto, specialmente dopo perdita del lavoro.
Io lo dirò sempre: “Scrivere fa bene al cuore e all’anima!”.
Mi piace spaziare tra i “generi letterari”.
Passo dal fantasy all’horror per poi catapultarmi nello sci-fi.
Ultimamente mi sono dedicata al thriller/noir e forse ho mescolato lo stile dark all’azione che, in genere, è presente nei “gialli”.
Creare mondi, situazioni inusuali e personaggi è qualcosa che si è fatto strada nel mio animo.
I generi letterari dai quali mi faccio trasportare, quando leggo, sono il fantasy (sovrannaturale e mondi fantastici), l’horror e lo storico. Sono amante dei miti greci, egizi e adoro le storie dei Nativi Americani.
Il periodo storico del quale vorrei, prima o poi, scrivere un romanzo, è la seconda guerra mondiale, per sottolinearne la sua drammaticità, in quanto credo sia stato il momento più oscuro nella storia del genere umano.
Chissà, forse un giorno …

I miei autori preferiti sono: Tolkien, Lewis, Michael Ende e la Alcott (Piccole donne è il mio libro preferito e mi riconosco in Josephine March per il fatto che anche lei adora scrivere).
Apprezzo anche la letteratura gotica dalla quale prendo spunto.
L’ispirazione mi coglie in qualsiasi momento, specie alla sera.
Mi piace molto mettere “in lavorazione” più storie perché seguo lo stato d’animo del momento.
Vi faccio un esempio: quando fa freddo e fuori c’è il diluvio mi sento ispirata nello scrivere storie di creature sovrannaturali; mentre se mi trovo in riva al mare volo con la fantasia e posso scrivere tante mini storie che parlano di sirene e altre creature mitologiche marine.
Molte mie amiche mi chiedono come io riesca a spaziare in questo modo e soprattutto a ricordarmi di ogni personaggio (e ne inserisco molti nelle mie creazioni).
Io rispondo che forse il mio cervello ha delle  “cartelle” simili a quelle di un computer.
Questa cosa mi fa sorridere.
Ma non ci posso fare niente, io sono fatta così.
Scrivere è un modo per liberarmi della quotidianità e rintanarmi in mondi perfetti, anche se non sempre ne hanno l’aspetto.

Nelle amicizie devo ammettere di essere molto timida, ma con le persone con cui condivido il mio animo di scrittrice sono molto espansiva e con esse parlo di come adori scrivere e di come ogni cosa mi ispiri.
Ci sono persone che vedono la mia timidezza, alle volte, troppo intensa. Nella vita ho dovuto lottare per raggiungere i miei obiettivi; ho trovato ostacoli da superare e amicizie che poi si sono dissipate.
Nel periodo dell’adolescenza non ero certo il tipo che adorava mettersi in mostra, infatti mi rifugiavo, quando potevo, al cinema. All’uscita, mi sentivo talmente carica di ispirazione che dovevo scrivere.

Anche ciò che mi circonda mi ispira, non solo i miei stati d’animo.
Non saprei che altro dire su di me, solo che mi reputo una persona sensibile che cerca sempre il lato positivo delle situazioni, crede nella vera amicizia e ritiene che se si crede in un sogno sia necessario inseguirlo.
È strano parlare di “me”, non saprei che altro aggiungere. Chi mi conosce sa che sono una persona semplice, senza fronzoli, che ama aiutare gli altri.

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Nel 2013, ho pubblicato il primo romanzo di una trilogia, dal titolo “Hurricanes & Sun”; l’anno dopo, è uscito il secondo volume, “Dark side … of the sun”.
Sempre nel 2014 ho pubblicato una raccolta: “Storielle e Favole”
Nel 2015 è uscito il terzo capitolo della trilogia: “Life Inside Hurricanes”. Ad esso sono seguiti “I mondi fantastici dell’anima” e “Tra mito e realtà, Dei reincarnati”.
Il 2016 è l’anno della primo self: “Amanti … dell’universo”. Presto uscirà anche il cartaceo.
A giorni uscirà il mio nuovo self: “Il mistero dello Scettro Quetzal”.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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