Il D(i)ario di DarioRubriche

I quadri del desiderio: buona la prima!

Sabato 30 gennaio, ore 21, teatro del Navile di Bologna: inizia uno spettacolo singolare di cui già vi ho parlato pochi giorni fa, ‘I quadri del desiderio’, forse il primo esempio di pièce teatrale nata dai commenti su Facebook, sapientemente orchestrati e riadattati per il teatro da Enzo Pellegrino, pittore e filosofo.

Mettiamo in chiaro che non sono tanto esperto di teatro da arrogarmi il privilegio di farne da critico. Ma da spettatore, quello sì: posso dire se mi è piaciuto oppure no. E non so bene come dirvelo, ma… ho pianto. Ho iniziato ad avere il magone dopo pochi secondi, poi mentre ancora avevo le gote umide di lacrime stavo ridendo, poi mi sono commosso ancora e ho di nuovo riso, e di nuovo pianto. È tutto quello che vi potrei dire, forse, senza azzardare altro e farvi capire cos’è successo. Già, perché non sono stato l’unico a piangere, per nulla: ero in buona compagnia di gran parte dei presenti.

Non so se è capitato per lo spessore dei testi, l’adattamento teatrale che la regista Alice De Toma è riuscita a combinare (“è stata la regia più difficile che mi sia capitata di fare in tanti anni”, dirà lei dopo), o per il fatto che tante teste si incontravano per la prima volta da tutta Italia, dopo aver interagito su Facebook, Skype e quant’altro, vedendo diventati realtà tangibili le loro idee, ‘dipinte’ con ampi gesti delle braccia sui corpi degli altri attori e sullo sfondo del palco dal demiurgo, deus ex machina impersonato da Francesco Mastrorilli, trovata che a me è piaciuta molto per introdurre di volta in volta il ‘quadro’  successivo.

Diapositiva1Palpabile la tensione della prima tra gli attori, i sei quadri del desiderio li hanno costretti a diventare soggetti diversi da un minuto all’altro, emozionatissimo Enzo Pellegrino, coordinatore del progetto, reduce un’ora prima dal successo della sua mostra di pittura ospitata eccezionalmente in casa propria, relazionata dal giornalista di Rai 3 Damiano Ori.

“Sono sorpresa” ha dichiarato sempre la De Toma. “Sorpresa dei commenti che sto raccogliendo, non me lo aspettavo”.

Felice anche Nino Campisi, direttore del Navile e voce narrante fuori campo. “L’ultima scena, poi, è un bel dialogo drammaturgico che vale tutto lo spettacolo”.

Meno tecnica, ma più emozionale la riflessione dell’unica attrice non professionista del cast, Giusy Giulianini, che impersonava in scena il desiderio ed è stata l’unica sul palco quasi ininterrottamente, dall’inizio alla fine: “Mi ricorderò per sempre di questa esperienza per l’affetto che ho avuto dai miei compagni d’avventura”.

Non dico altro, già ci sono inviti per rappresentare lo spettacolo in Sardegna e in Calabria. Come avevo intuito pochi giorni fa, la stampa locale ha perso una buona occasione per dare ai suoi utenti qualcosa di diverso dalle varie sagre del tortellino o dello gnocco fritto, con tutto il dovuto rispetto per la nobiltà dei golosi prodotti. È stato uno spettacolo emozionante e intenso, coraggioso a modo suo, e chi ci ha creduto lo può dire forte: il resto è aria fritta.

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