IntervisteL'angolo di MaddalenaRubriche

I Plesiosauri pubblicano?

Plesio Editore nasce nell’ottobre 2011 dalla passione di alcuni amanti del genere fantasy e della letteratura d’evasione. Dal desiderio di dimostrare che il fantastico è e vale molto più di quanto comunemente si pensi.

Con i nostri libri vogliamo ottenere un prodotto eccellente, curato, amato in ogni fase di lavorazione. Un prodotto per la cui realizzazione non sono stati accettati compromessi, per il cui acquisto un cliente non debba mai dispiacersi. Un libro che sia il risultato dell’amore che lo scrittore ha impiegato nello scriverlo e della passione che l’editore ha provato nel lavorarci sopra. Le nostre collane, Aurendor, Sirio, Cucciosaruri ed ePlesio, vogliono diventare un faro per tutti gli appassionati di letteratura fantastica e noi lavoreremo affinché ciò avvenga.

Di quanto detto sopra, c’è una frase che ci preme sottolineare; la mancata accettazione di compromessi. Di nessun tipo. Plesio si schiererà con la buona letteratura e con i bravi autori (questo è il minimo), ma anche con la trasparenza, il rapporto umano, il lavoro duro, l’originalità e, soprattutto, il coraggio.

Ecco appunto; il coraggio. Non si può cambiare un mondo senza coraggio e quello dell’editoria non fa eccezione. Ne consegue la nostra scelta di essere noi i primi investitori dei libri che pubblicheremo.

La pubblicazione di ogni nostro libro sarà una spesa nostra e nostra soltanto.

49_bigBuongiorno Giordana e benvenuta nel salotto di Babette Brown Legge per Voi. Oggi è una bella giornata e ci accomodiamo in terrazza, la vista del mare spero che ti piaccia. Lui è Alfred il mio maggiordomo virtuale, ci porterà qualcosa di fresco da bere.

Ora che siamo rilassate, che la brezza ci accarezza e il sole ci scalda possiamo iniziare.

1.     Plesio pubblica narrativa di genere, in un momento in un cui il mercato editoriale si veste di rosa voi puntate sul fantasy e sulla narrativa d’evasione. Perché?

Un terrazzo, il mare, un maggiordomo… fermi tutti. Prima di iniziare, voglio una radler.

E ora che siamo a posto, posso dare la risposta più naturale di tutte. Perché ci occupiamo dei generi che ci sono più congeniali.

2.     Epic, Urban, Paranormal che caratteristiche deve avere un testo per catturare la vostra attenzione?

Banalmente, deve emozionarci. Deve farci pensare “fantastico!”, deve commuoverci. Ecco, questo è il primo passo. Poi deve anche essere in linea con le nostre collane, essere ben scritto e strutturato ed essere potenzialmente ben accetto dal mercato librario.

3.     Self publishing una risorsa o un danno per l’editoria?

Una risorsa e un danno per l’editoria. Non ho nulla contro il self publishing in sé. Credo che alcuni autori facciano bene ad utilizzarlo. Penso anche che certe opere vivano meglio in self publishing che sotto editore. Tuttavia vedo anche dinamiche narcisistiche (dalle quali non è immune neanche l’editoria tradizionale), che nel mondo dei self spopolano. E queste sì che soffocano il mercato del libro e, soprattutto, il lettore.

4.     Chi cura la grafica delle vostre copertine?

Una persona orribile e poco raccomandabile. Niente meno che il nostro grafico e impaginatore (se proprio volete sapere di chi sto parlando cliccate qui, ma ricordatevi che lo sconsiglio).

5.     Booktrailer, Giveaway quanto sono importanti per la promozione di un romanzo?

Non ho mai riscontrato troppa utilità nei booktrailer, anche se ne abbiamo alcuni all’attivo. Discorso diverso invece per i giveaway, che funzionano soprattutto per il mercato digitale, almeno in riferimento alla nostra esperienza.

6.     Cosa chiedete a un autore?

Di collaborare nella maniera più professionale possibile alla realizzazione del suo libro. E un quintale di sardine in scatola, perché mantenere Mur inizia ad essere oneroso. Avete idea di quanto mangi un plesiosauro?

7.     Quest’anno Plesio Editore compie cinque anni, dobbiamo aspettarci qualche sorpresa?

Cinque anni? Siamo già così vecchi? Accidenti, mi riprendo un secondo dallo shock e ci penso. Credo che, come del resto lo scorso anno, cercheremo di essere sempre più presenti agli eventi di spessore nazionale che riguardano il mercato del libro. Ieri Torino, domani chissà.

8.     Tre consigli agli autori esordienti.

Rischio di essere banale. Tuttavia non ci sono grandi suggerimenti da dare. Penso che in fondo la ricetta sia semplice, almeno sulla carta.

1)     Leggete tanto. Leggete quello che vi piace e non disdegnate i manuali di scrittura. Non prendete le regole come dogmi, ma conoscetele.

2)     Scrivete tanto. L’eccellenza arriva con la pratica.

3)     Siate costanti sempre. Nella scrittura, nella formazione, nella ricerca di un editore. La costanza paga sempre.

Grazie Giordana per essere stata così disponibile e per il tempo che ci hai dedicati, ora godiamoci il sole e chiediamo ad Alfred un altro giro di bibite. Tanto paga Babette.

Grazie a te, alla salute!

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4 Commenti

  1. Babette Brown
    9 giugno 2016 at 16:51 — Rispondi

    COMMENTO NEL GRUPPO DI MARCO CANELLA
    Io, semplicemente, credo che il self sia una delle opportunità che può avere uno scrittore. Non penso affatto che sia un danno per l’editoria… È semplicemente una questione di scelte! Questo il mio pensiero. Ciao 🙂

  2. Babette Brown
    9 giugno 2016 at 16:52 — Rispondi

    COMMENTO NEL GRUPPO DI GIOVANNA BARBIERI
    Un male non direi, ma come self si tende sempre a essere considerati dei fannulloni che per hobby decidono di scrivere un romanzo acquistato solo dagli amici. 🙁 Molte CE, che pescano nelle vendite Amazon, dovrebbero leggere il romanzo prima di sottoporre all’autore un contratto. Alcuni pieni di errori di grammatica. Non sarebbe male migliorare la qualità.)

  3. Babette Brown
    9 giugno 2016 at 16:53 — Rispondi

    COMMENTO NEL GRUPPO DI CELESTE GIAMPIETRO COLLINS
    Come tutte le opportunità il self va usato con criterio, ricordandosi che la qualità e il duro lavoro ripagano sempre. A iniziare dalla noiosa, ma necessaria revisione grammaticale, per finire con una storia credibile e non forzata, personaggi interessanti e dialoghi non banali. Mi è capitato di leggere romanzi con questi requisiti sia self, sia pubblicati con CE.

  4. Babette Brown
    9 giugno 2016 at 16:54 — Rispondi

    COMMENTO NEL GRUPPO DI CHISTIANA V
    Io credo che l’equilibrio giusto sia nel mezzo: il self è sia un danno sia un’opportunità per l’editoria. Purtroppo (o per fortuna) ogni medaglia ha il suo rovescio e quello del self è la noncuranza con cui un autore propone QUALSIASI COSA GLI GIRI IN TESTA SENZA CURARLA (forma corretta, editing, cover adeguata, formattazione, italiano leggibile).
    Come dicevo questo è il rovescio. Il dritto, invece, è la possibilità di “sperimentare” generi mai provati, progetti che prima sembravano utopie, collaborazioni a più mani. Ovviamente mi riferisco a quegli autori che rispettano il proprio lavoro e i loro lettori.

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