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I consigli di Valentina: ricetta “fai da te” per il successo editoriale

Quando pensi di essere finalmente in vacanza e vuoi rilassarti, ecco che abbassi la guardia e commetti l’errore fatale: apri Facebook, che di rilassante non ha proprio niente, e inizi a leggere i post che compaiono in bacheca. Uno in particolare attira la tua attenzione. L’argomento è di quelli spinosi e antipatici che appena li scorgi ti dovrebbe apparire il cartello “SCAPPA! NON CI CASCARE!”. Eppure, per quante bacchettate sulle mani tu ti stia dando, non basta… le dita corrono veloci sulla tastiera e scrivono l’infausto commento.

Da questo momento verrai coinvolto in una spirale discendente di critiche, insulti, attacchi personali (di cui magari tu stessa ti farai portatrice, perché quella questione davvero ti urta i nervi, e anche se hai preparato una bolla felice per tutta l’estate e ti scoccia davvero lasciarla, non riesci proprio a resistere), da cui puoi sfuggire solo disattivando le notifiche del post, e sia quello che sia.

Ma… c’è un ma. Le recenti discussioni, per quanto poco originali, mi hanno portata ad alcune considerazioni che ho deciso di riportare qui, sperando che possano essere utili a voi per il vostro futuro nel mondo dell’editoria, e a me per lenire il senso di colpa di aver buttato il mio tempo commentando, anziché scrivere, ovviamente!

Perciò, se volete, aiutatemi in questa missione impossibile. Leggete l’articolo e magari ditemi se voi siete d’accordo oppure no 🙂

 Ricetta “fai da te” per il successo editoriale.

Ps: il titolo è ironico, non esiste alcuna ricetta per il successo. Ma se ci fosse….

“Buongiorno. In riferimento alla polemica di ieri (non dico quale tanto l’una vale l’altra, il discorso di base non cambia) vorrei informare tutti gli autori miei colleghi, amici e non, che attaccare il lavoro altrui, in qualunque forma lo si faccia, litigare e polemizzare su tutto, cercare di attirare l’attenzione a scapito degli altri… non serve per conquistarsi uno spazio nel mondo dell’editoria. Anzi, il contrario.

Perché? Perchè c’è una categoria di autori che le Case editrici, tranne forse quelle a pagamento, evitano come la peste: i piantagrane.

Il mestiere di scrivere non si basa solo sulla qualità di ciò che scrivete che, se siete attenti e volenterosi, si può sempre migliorare, ma anche sull’atteggiamento, sull’immagine e sulla reputazione che uno si crea. Allora pensateci. Credete davvero che una Casa editrice seria, che basa il suo lavoro anche sulla reputazione e i contatti che riesce a creare, vorrà mai legare il suo nome a chi non perde occasione per screditare gli altri? Rischiando il linciaggio mediatico con tutti i problemi che ne conseguono? Io direi proprio di no. Questo non è il modo corretto di lavorare e questo tipo di “attenzioni” non faranno altro che danneggiarvi. Poi non venite a chiedermi “Perché loro sì e io no?” La risposta la sapete già, nessuna magia.

Quindi a questo punto penserete “Tanto c’è il self!”.

Eh no, io non ne sarei tanto sicura, perché se sputate nel piatto in cui mangiate, insultando non solo le colleghe, ma anche i lettori (quelli, cioè, che ci permettono di fare questo lavoro), non potete pretendere che poi vi leggano.

Allora, che cosa possiamo fare per avere “successo” e ritagliarci il nostro piccolo ma meritato spazio nel mondo dell’editoria?

Possiamo:

– scrivere pensando prima di tutto a migliorare il nostro lavoro piuttosto che puntare il dito su quello degli altri, accettando tutte le critiche costruttive da parte di editor, blogger, beta reader, lettori eccetera;

– rispettare quelle piccole regole non scritte sulla promozione che rendono la vita più semplice a tutti: non chiedere l’amicizia solo per avere il “mi piace” alla pagina; non inviare il link d’acquisto del proprio libro a persone che non sappiamo se sono interessate; non aggiungere persone ai propri gruppi senza aver chiesto il permesso.

– E poi… lavorare, lavorare sodo! Scrivete, con impegno, non arrendetevi. Lavorate sullo stile, sulla forma, cercate di superare i vostri limiti e alzate sempre l’asticella; pretendete il meglio da voi per i lettori. Non abbiate paura di fare gavetta (con annesse le porte in faccia e le fregature); portate rispetto per il lavoro degli altri.

VI ASSICURO che in un modo o nell’altro i risultati arriveranno, e non li avrete ottenuti a scapito dei colleghi, ma saranno solo ed esclusivamente merito vostro. Non c’è più soddisfazione così?

Ok, spero che questo articolo vi sia utile, altrimenti sentivi liberi di ignorarlo, nessun problema. Se vi è piaciuto, lasciate un commento.

Alla prossima.

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1 Commento

  1. Lidia Calvano
    30 novembre 2017 at 21:34 — Rispondi

    Grazie, Valentina, parole sacrosante! Un po’ ottimistiche, forse, ma spero tanto che il mondo giri effettivamente come tu concludi: che alla fine il merito sia riconosciuto e chi usa i mezzucci venga emarginato. <3

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