IntervisteL'angolo di MaddalenaRubriche

HarperCollins Italia: tutto quello che avreste voluto sapere…

1.     Cosa vuol dire per voi essere diventati HarperCollins Italia? Avere un marchio riconosciuto a livello internazionale è motivo di orgoglio o di pressione?

Senza dubbio è motivo di grande orgoglio; certo, la pressione c’è, è inevitabile, ma trasmette la giusta carica di adrenalina che ci sprona a metterci alla prova e fare il possibile per fornire ai lettori contenuti di qualità, variegati e originali. La nostra nuova avventura è appena cominciata, ma abbiamo molti progetti in cantiere che non mancheranno di stupire. Un piccolo indizio? Vi aspettiamo a Bookcity 2016, ne vedrete delle belle.

2.     Quanta libertà avete nella scelta dei titoli da pubblicare?

Siamo autonomi nel costruire una “nostra” linea editoriale, soprattutto perché bisogna sempre tenere conto della sensibilità del pubblico di lettori e delle esigenze del mercato in cui si opera. Allo stesso tempo, essere parte di una realtà di così ampio respiro ci offre la possibilità di realizzare progetti e grandi lanci a livello internazionale.

3.     L’editoria corre ancora dei rischi per un lavoro valido?

Bisogna essere in grado di bilanciare diversi fattori, molto delicati, ma che in giusta misura possono fare la fortuna di un editore e costruirne identità e credibilità.
Una casa editrice deve essere in grado di soddisfare diverse tipologie di lettore, può dare spazio al fenomeno del momento, a mode e tendenze, ma senza dimenticare che il libro è un prodotto culturale, in cui il contenuto è predominante. Purtroppo spesso le case editrici sono caute nella valutazione di nuovi autori, ma di fronte ad un valido prodotto è indispensabile dare a quest’ultimo una possibilità.

4.     Wattpad, 20lines: sempre più editori pescano tra romanzi dalle idee interessanti, ma dalle strutture acerbe. Possibile che non ci siano metodi più affidabili per dare voce ad autori meritevoli?

I metodi di scouting tradizionali sono rimasti invariati e la volontà di ogni editore rimane quella di dare voci a storie che sappiano intrattenere, coinvolgere e far riflettere il lettore. Le nuove piattaforme – come ad esempio 20lines e Wattpad – sono uno strumento in più per interpretare desideri ed esigenze e avere gli occhi puntati su una vetrina privilegiata di ascolto come la Rete.
In più, crediamo che queste piattaforme, questi fenomeni meritino almeno una considerazione di fondo: non è interessante scoprire che – nell’era dell’iperconnesione e dei messaggi brevi – si senta il bisogno di esprimersi tramite una forma di scrittura più articolata?

5.     HarperCollins importa autori stranieri in Italia; esiste la possibilità che HCItalia esporti autori italiani?

Assolutamente sì, il processo può essere senza dubbio inverso, ci auguriamo anzi che possa essere così.

6.     Il Salone internazionale del libro di Torino si è appena concluso. Una vetrina a trecentosessanta gradi, ma nella quale non vi abbiamo trovato. Come mai?

Abbiamo preso parte a numerosi incontri e tavole rotonde, proprio per dare la possibilità di far conoscere meglio la realtà di HarperCollins Italia, condividere novità e dare anticipazioni sulle novità in uscita. Grazie agli incontri durante il Salone di Torino abbiamo avuto modo di confrontarci con altri editori e lettori sul futuro dell’editoria e sulle nuove sperimentazioni in ambito digitale. Giriamo la stessa domanda ai vostri lettori, cosa ne pensate delle novità del mercato editoriale?

7.     Perché è così difficile oggi, per un esordiente, arrivare in libreria?

Il settore dell’editoria è in sofferenza e, impossibile negarlo, saturo di pubblicazioni di qualsiasi genere. Questo rende sicuramente difficile per un autore farsi notare ed emergere dalla massa; il percorso è difficile ma non impossibile. A questo proposito ci teniamo a sottolineare che la nostra casa editrice è sempre aperta alla valutazione di nuovi manoscritti.

8.     Harmony è un marchio che io ricordo dall’infanzia, ma di autrici italiane nel vostro carnet ce ne sono veramente poche. Scelta di mercato o mancanza di valide proposte?

Da sempre, la nostra casa madre è la fonte primaria per la pubblicazione di titoli Harmony, vista la produzione ampia e consistente.

9.     Ambientazioni, personaggi, storia. Quale tra questi elementi colpisce un editore alla prima lettura?

Dal nostro punto di vista, gli elementi che influiscono di più sulla valutazione di un romanzo sono l’originalità dell’idea e la cifra stilistica del testo. Da qui, poi, si dipana l’intera storia.

10.  Come mai il fantasy italiano non ha lo stesso successo di quello estero?

Il fantasy è di per sé un genere di nicchia, fatta eccezione per i grandi casi editoriali che hanno fatto scuola, ed è per questo che viene percepito in maniera meno forte rispetto ad altre pubblicazioni quali il romance o il thriller. Detto questo, in Italia abbiamo alcune firme che non hanno niente da invidiare a grandi autori stranieri e, una tra tutte, è senz’altro Licia Troisi.

11.  Tre consigli a un autore che volesse presentarvi una sua opera.

Dal punto di vista pratico, consigliamo sempre di inviare una sinossi ben strutturata; a questo aggiungiamo due qualità fondamentali: disponibilità a lavorare sul testo e grande umiltà.

12.  Concorsi letterari: utili, superati? A quando il prossimo?

I concorsi letterari sono un ottimo trampolino di lancio, permettono ai nuovi autori di mettersi alla prova e allo stesso tempo di ottenere maggiore visibilità. Il nostro primo concorso letterario, eLit Italian Talents, indetto nel 2014, ha dato buoni risultati sia in termini di adesioni, sia per quanto riguarda l’originalità dei testi ricevuti. Speriamo in futuro di poter replicare!

13.  Chi decide le copertine dei libri? Per altro le vostre, ultimamente, sono una più bella dell’altra.

Le copertine dei romanzi sono frutto di un lavoro di team, ogni reparto influisce sulla resa finale mettendo in gioco le proprie competenze, in modo che ogni cover sia accattivante, ma anche immediatamente evocativa del genere e del contenuto del romanzo stesso.

14.  Cosa deve fare un blog per collaborare con voi?

Siamo sempre felici collaborare con nuovi blogger, per farlo potete scrivere all’indirizzo [email protected] indicando i dati del blog e le preferenze in merito alle letture. Vi aspettiamo!

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MADDALENA CAFARO

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Maddalena Cafaro

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5 Commenti

  1. Macrina
    21 giugno 2016 at 9:38 — Rispondi

    Molto interessante. Spero che diano una linea più decisamente storica al romance storico. Comunque è una delle CE che seguo di più. Grazie Maddalena e grazie alla tua gentile interlocutrice.

  2. Babette Brown
    21 giugno 2016 at 10:27 — Rispondi

    Il Blog ha qualche problema, perciò pubblico i commenti che qualcuno ha dovuto scrivere nel gruppo Facebook.
    ADELE VIERI CASTELLANO: Autrici del gruppo leggetevi l’intervista e mi raccomando… SIATE UMILI, eh!?!?!? Queste poche righe che in realtà dicono e non dicono, hanno avuto il potere di rovinarmi la giornata. HC è arrivata in Italia, si è fagocitata un marchio STORICO come Harmony e ora sta tagliando fuori le autrici italiane per far posto alla narrativa (ancora e ancora e ancora e ancora…) anglosassone. Non che sperassi in qualcosa di diverso quando arrivò l’annuncio dell’acquisto della Harlequin Canada da parte di quel filibustiere dei media di Mardok ma avevo una minuscola speranza… me illusa, stanno facendo terra bruciata intorno alle autrici italiane che Harmony aveva acquisito (dopo tanta, tanta fatica) e ci stanno portando i loro autori. Sadness

  3. Babette Brown
    21 giugno 2016 at 10:28 — Rispondi

    Il Blog ha qualche problema, perciò pubblico i commenti che qualcuno ha dovuto scrivere nel gruppo Facebook.
    MADDALENA CAFARO: Più che tagliando fuori le sta relegando nella collana Elit, non che altre CE non facciano altrettanto, ma in passato riuscivi a trovare un Harmony di un’autrice italiana, a quanto si è capito da adesso non sarà più così.

  4. Babette Brown
    21 giugno 2016 at 10:29 — Rispondi

    Il Blog ha qualche problema, perciò pubblico i commenti che qualcuno ha dovuto scrivere nel gruppo Facebook.
    VALENTINA G. BAZZANI: Resta il fatto però che per un esordiente, è difficile entrare nella realtà delle grandi case editrici senza il lavoro di rapprentanza di un agente letterario. E questo non penché la ce non sia disponibile a valutare nuovi manoscritti, ma perché temo che visto l’enorme quantità di testi che arrivano alla redazione editoriale (diciamo quella che si trova in prima fila), è molto diffcile emergere e arrivare alle scrivanie di quelli che contano, gli editor, che fanno il vero lavoro di scouting. Purtroppo per esperienza posso dire che, senza quelle “corsie preferenziali” garantite dagli agenti letterari, è molto difficile (non impossibile) ottenere risposte.

  5. Babette Brown
    21 giugno 2016 at 10:30 — Rispondi

    LAURA GAY: Non sempre è così, Valentina G. Bazzani. Ci sono alcune importanti CE che non vedono di buon occhio che le loro autrici siano rappresentate da un agente. Nel caso di HC, io so che non è necessario avere un’agenzia alle spalle per essere letti e pubblicati da loro. Il problema è che, a differenza di quanto hanno dichiarato nell’intervista, le loro autrici italiane restano un po’ nell’ombra. Adesso le pubblicano solo in digitale, per esempio: edicola e librerie se le scordano (salvo rari casi di autrici che pubblicano con loro da tempo), quelle sono appannaggio delle americane. E poi non le promuovono affatto, non hanno partecipato neppure al salone del libro di Torino!!!

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