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Giulietta deve morire

Inghilterra – Francia, 1891 – Due fazioni rivali; due giovani innamorati in fuga; due investigatori che lottano contro le tenebre, dove nulla che sia innocente può durare, nulla che sia bello.

Londra.
La pietà non alberga qui.

La Padrona del mondo nasconde molto bene le proprie mani adunche, che tutto hanno rapinato, che tutti hanno domato. Il mondo è il cortile d’Inghilterra, la prova di un delirio di onnipotenza che non ha confini.

Mammina Vittoria è consapevole del potere oscuro che la tiene sul trono da tanti anni? La Buona Morte –ah, mai nome fu più assurdo e terrorizzante- colpisce con sapiente crudeltà i nemici della corona. Una lotta sorda, che si combatte nel buio dei vicoli e delle prigioni più nascoste.

«… Siamo l’ordine, dove quelli insubordinati come te portano il caos. Ci chiamano la Buona Morte e facciamo quello che la Polizia di solito non fa. Sai bene che con le Furie è consigliabile essere molto gentili e chiamarle le Benevole. Per noi è lo stesso. Io sono V. Confessa: dove vi nascondete, quanti siete, i nomi, gli indirizzi.»

Teatri luccicanti, un’aristocrazia chiusa nei suoi riti stanchi, palazzi e giardini. Questa è la facciata che Londra offe al mondo che l’ammira e la teme. Dietro, violenza, lacrime e sangue.

Da questo teatro impazzito vogliono fuggire due anime ancora immacolate, toccate da un amore fanciullo che crede nell’impossibile, nella gioia, nel futuro. Loro daranno la caccia agli innamorati, pronti a salvarne uno e a perderne per sempre l’altra. Gli altri faranno esattamente il contrario.

«Henry Glenarvon, il figlio del Sigillo. L’Impero non si affiderà mai a lui, per nostra fortuna. Un bambino davvero brutto, per quel che mi riguarda. Tutto ossa, un mento eccessivamente grosso. Eppure, signori, noi dobbiamo trovarlo entro ventiquattro ore. Vivo, incolume, integro fin nei più discreti dettagli anatomici, pourquoi, signori, egli è l’erede legittimo della Casata che domina la nostra Compagnia dai tempi di Re Giorgio.»

(…)

«Boudicca Lovelace non è una ballerina del vaudeville. Non è una puttanella costosa nelle belle case d’appuntamento vicino a Regent Street, Valentine… È la figlia del Signore dell’East End, padrone delle puttane, del contrabbando, del taglieggiamento e del traffico di schiave bianche verso il Medio Oriente. Comanda un esercito di tagliagole.»

Accanto a Henry e Boudicca, come numi protettivi, Jericho e Jonas, pronti a combattere fino all’ultimo perché l’innocenza non venga violata e asservita.
Li ricordate Jericho Marmaduke Shalmardine e Jonas Marlowe?

Jericho spegneva fiamme per una notte, toglieva pezzi di vetro dalle ferite, spine di rosa da dita di bimbo, consolava lacrime che sgorgavano non richieste. Sì, Jericho ingannava e poi chiedeva oboli. Ma che prezzo ha smettere di soffrire, anche solo per poche ore? Non c’è un prezzo, non c’è un limite. Qualsiasi cosa pur di avere sollievo, persino la dignità e l’anima. Quell’uomo, Jericho Marmaduke Shelmardine, era il diavolo armato di buone intenzioni, era il veleno che ti addormenta senza dolore.

Jonas Marlowe, stipite contro le perle della lunghissima spina dorsale, attendeva il compimento e taceva. Guardava il medium e non osava interferire, non era più un tutore dell’ordine da tempo.
Era venuto a patti col bene e col male.
Era mutato di pelle, anche se la pelle nuova ancora gli faceva male.

Una lotta senza quartiere, che non chiede e non concede misericordia. Un gruppo di anime e corpi che viene sbalzato dalla normalità –ma che cosa è normale nella vita di Jericho e Jonas?- e scagliato in un’avventura che sembra non lasciare scampo.

“Giulietta deve morire” è l’ennesima prova del talento mostruoso di Federica Soprani e Vittoria Corella per inventare storie che afferrano il lettore e lo tengono prigioniero. Fino all’ultima parola, che non si vorrebbe mai leggere: fine.

OoO

Jonas Marlowe, ex investigatore di Scotland Yard, non ha alcuna voglia di accettare il caso che il suo socio gli propone, ma Jericho Marmaduke Shelmardine sa essere molto, molto convincente. Il Visconte Chelsea e la sua innamorata Boudicca Lovelace hanno deciso di fuggire nel Continente per coronare il loro sogno, ma il loro amore è una macchia che il padre di Henry non può accettare, e l’appartenenza alla borghesia non è il certo il difetto peggiore del padre di Boudicca… Jonas e Jericho, custodi di questi novelli Romeo e Giulietta, si trovano irrimediabilmente invischiati in trame oscure e perverse, che li portano a conoscere i segreti più innominabili dell’Impero. La strada che imboccano è avvolta dalle tenebre, le stesse che calano sulla loro vita e su quella del visconte e della sua amata. La sentenza infatti è chiara: Giulietta deve morire…

Titolo: Giulietta deve morire (Serie Victorian Solstice).
Autrici: Federica Soprani e Vittoria Corella.
Genere: Romance storico.
Pagine: 192.
Editore: Harper Collins, eLit. Uscita 30 giugno 2016.
Prezzo: euro 3,99 (eBook).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 28 giugno 2016 at 19:58 — Rispondi

    grazie per la recensione.

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