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Giulia Beyman: Un cuore nell’oscurità

Titolo: Un cuore nell’oscurità (Nora Cooper Mysteries, #5).
Autrice: Giulia Beyman.
Genere: Mystery.
Editore: iEffe (6 maggio 2016).
Prezzo: euro 3,99 (eBook).

La mia valutazione: cinque stelline.

Emily ha solo dieci anni ed è scappata di casa per vedere la Parata del 4 luglio. Vuole punire suo padre, il famoso produttore cinematografico David Parker, per non aver mantenuto la promessa di accompagnarla ai festeggiamenti e allo spettacolo dei fuochi artificiali.
Quando la polizia trova tracce del suo sangue sulla scogliera di Aquinnah, tutti pensano che, a causa del buio, Emily sia scivolata sulle rocce e caduta in mare.
Nessuno sa che la bambina è prigioniera in uno squallido scantinato, non troppo distante da Promises House, la casa della sua famiglia.
Un nuovo, emozionante mistero da risolvere per Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.

Ho letto tutti i romanzi della serie di Nora Cooper e non potevo lasciarmi scappare questa anteprima. Ho ricevuto il manoscritto ieri sera, ho resistito fino a stamattina, ho cominciato a leggerlo e non mi sono più fermata. Chiuso l’ereader, sono rimasta per qualche minuto ad assaporare la storia appena letta. Come, alla fine di un buon pasto, la bocca profuma ancora delle pietanze squisite e dei vini che abbiamo assaporato, così la mia mente si è crogiolata nel ricordo di queste pagine magistrali.

Mi è piaciuto “Un cuore nell’oscurità? Sì, a cominciare dal titolo e dalla copertina. Evocativo il primo, terrorizzante la seconda. Una farfalla e un ambiente squallido: fanno pensare a qualcosa di prezioso che viene tenuto prigioniero; a sofferenza, a solitudine. Quelle che vive e patisce la piccola Emily, che nessuno cerca, perché tutti la credono morta.

Con questa premessa, ha inizio una storia che (l’ho scritto giusto dieci minuti fa a Giulia Beyman) fila liscia come un bicchiere di buon whisky invecchiato. Una macchina perfettamente oliata, i cui ingranaggi si muovono alla perfezione, senza sbavature, senza pause. Alla ricerca della soluzione e della verità.

Chi è che organizza il rapimento di Emily, per tenerla prigioniera in uno scantinato? Ebbene, il male assume l’aspetto di un uomo innocuo, di cui nessuno si cura. Grazie a questa invisibilità, il male agisce indisturbato, facendosi beffe di chi cerca disperatamente Emily, prima che sia troppo tardi. Ho odiato in modo viscerale questo individuo, nemmeno una scintilla di empatia. Molte volte, ho trovato delle giustificazioni per il villain di turno; questa volta, no, non ho potuto accettare le scuse miserevoli che sono state accampate per giustificare un’azione così spietata.

L’ambientazione è quella che conosciamo, Martha’s Vineyard, la villetta romantica di Nora, la sua agenzia immobiliare, le splendide case del litorale. Mi sembra di conoscere quelle strade, le spiagge, il vento fra i capelli e i gabbiani. Respiro la salsedine e cammino sul green del campo da golf. Giulia Beyman mi ha reso cittadina delle sue storie.

I personaggi: alcuni li ritroviamo libro dopo libro, e sono vecchi amici. Il primo fra tutti è Steve, il marito di Nora. Il loro amore si è realizzato in un legame forte e tenero insieme. Se Nora sorride di nuovo, sappiatelo, lo dovete a me: Giulia non ne voleva sapere di un matrimonio fra i due; ho dovuto insistere (è in archivio la chiacchierata serale grazie alla quale l’ho convinta). Mi piace spiare fra le tende di pizzo le scene di intimità domestica fra i due: il caffè caldo bevuto insieme, i piatti speciali che Nora cucina per il suo Steve; quell’aria di amore sereno che ci regala qualche momento di felicità in mezzo a una storia crudele.
Gli agenti Graham e Burns sono i titolari dell’indagine. Si sono amati e lasciati. Non è facile per loro lavorare fianco a fianco, dimenticando rancori e delusioni. Eppure, Giulia Beyman ha evitato sentimentalismi fuori luogo e ha saputo tirar fuori da entrambi cuore e determinazione.

Il romanzo è una corsa contro il tempo, sappiatelo. Vi troverete accanto a Nora Cooper, mentre la spingete, le gridate di fare presto, di sbrogliare quella matassa di indizi che il suo “dono” le presenta. Sarete anche in una cantina, a patire fame e sete, prigionieri come una bambina spaventata e confusa. Confusa perché i piccoli sono innocenti e non comprendono il male che arriva da quegli adulti che dovrebbero avere cura di loro.

Una storia impeccabile e avvincente. Leggetela.

OoO

Giulia Beyman risponde alla domanda che tutti le facciamo.

Perché ho scelto di scrivere mystery?
Sapete… Non è sempre così semplice. Bisogna far tornare i conti e pensare molto al plot, e intrecciare così tanti fili stando ben attenti a non fare confusione e a non lasciarne nessuno in sospeso…
Comunque, queste sono le risposte che ho trovato per la mia domanda:
1) Conoscete un altro modo di uccidere qualcuno senza finire in prigione? O, capovolgendo: conoscete un altro modo di salvare chi amate senza rischiare la vostra vita?
2) Nell’eterna lotta tra il bene e il male, quando scrivi un mystery puoi far vincere il bene ogni volta che vuoi. Che magnifica sensazione! Il mondo è pieno di cattive notizie e di incertezze, ma io ho sempre il mio lieto fine.
3) Posso mettere nelle mie storie persone che detesto e farle trovare in situazioni così infernali che riesco a sentirmi meglio senza alcun senso di colpa.
4) Io amo le domande e un mystery è un enorme contenitore di domande.
5) Qualsiasi cosa succeda nelle mie storie, posso sempre pensare che è tutta finzione.
6) Posso scoprire l’assassino prima di chiunque altro.
7) Quando prendo informazioni sul modo migliore per uccidere qualcuno senza lasciare tracce, nessuno fa strani pensieri su di me.
8) Posso pensare: “vorrei ucciderlo (o ucciderla)” senza sentirmi in colpa.
9) Mi sento un po’ meno strana se la prima cosa che guardo, quando apro un quotidiano, sono gli annunci funebri.
10) Scrivo mystery semplicemente perché questo è il tipo di storie che mi piace leggere, e ancora di più, scrivere.
Ciao,
Giulia

OoO

Giulia Beyman vive a Roma con suo marito, un figlio e una numerosa e intraprendente famiglia di gatti. Ha lavorato per una decina di anni come giornalista free-lance per quotidiani come Il Corriere della sera e l’Unità, occupandosi di cronaca romana, libri, moda. Nel ’98 ha cominciato a scrivere sceneggiature per la televisione italiana collaborando a fiction come “Un Posto al sole”, “Carabinieri”, “Incantesimo”, “Don Matteo”, “Al di là del lago”. “Prima di dire addio” è il suo primo romanzo mystery, che ha come protagonista Nora Cooper, agente immobiliare con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà. Pubblicati in italiano da Amazon in formato eBook, tutti i romanzi della serie Nora Cooper Mysteries rono tradotti anche in inglese.
Una protagonista amatissima dai lettori. Una serie Bestseller della Rete.
http://giuliabeyman.blogspot.it/

NORA COOPER MYSTERIES:
#1 Prima di dire addio
#2 Luce dei miei occhi
#3 La bambina con il vestito blu
#4 Cercando Amanda
#5 Un cuore nell’oscurità

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. 4 maggio 2016 at 8:46 — Rispondi

    Grazie! Grazie! Grazie, Babette!
    Questa recensione, trovata come un regalo stamattina, è stata un risveglio più efficace di dieci caffè accompagnati dai più buoni e dolci cornetti che ci siano in circolazione.
    Le tue righe hanno cancellato la stanchezza di questi giorni e sciolto la tensione meglio di qualche esercizio di stretching o di una lunga passeggiata.
    Posso dire che la tua recensione è talmente bella, che mi sono commossa? E che è talmente evocativa e piena di amore, per le storie e per le parole, che sarei corsa a leggere il libro se non mi fossi ricordata di averlo scritto io?
    Continuo a pensarlo. I migliori doni non sono mai solo ‘cose’.
    Grazie,
    Giulia

    • Babette Brown
      4 maggio 2016 at 9:42 — Rispondi

      Come ho già detto: siamo commosse in due.
      La storia di Emily e di Nora mi ha trascinata via, dalla prima all’ultima pagina. Ho letto anche i ringraziamenti, l’edizione, tutto quello che c’era, fino a pagina 313. Poi, mi sono arresa: il libro era DAVVERO finito. Oggi, con calma, rileggerò quelle parti che più hanno soddisfatto la mia fame di lettrice bulimica (ma selettiva). In pratica, ricomincerò da pagina 1…

  2. 4 maggio 2016 at 9:15 — Rispondi

    La rece che tutti gli scrittori di mystery vorrebbero! Brava Giulia, sono contenta che la tua nuova fatica di Nora stia già spopolando. Ma d’altronde, non avevo dubbi. 🙂
    Nella mia wishlist!

    • Babette Brown
      4 maggio 2016 at 9:43 — Rispondi

      Semplicemente meraviglioso, Stef. Giulia Beyman è un appuntamento irrinunciabile. E avere l’anteprima (L’ANTEPRIMA!) mi ha onorato.

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