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Giappone: I bagni giapponesi, di Grazia Maria Francese

Se mi chiedete che cosa fare il primo giorno in Giappone, la risposta è una sola: OFURO, ONSEN!

Terza puntata: i bagni giapponesi. Acqua calda e rapporti sociali.

温泉 Onsen vuol dire sorgente di acqua calda, cioè le terme. おふろ OFURO sono i bagni giapponesi, che è la stessa cosa, ma non con acqua termale, bensì con acqua riscaldata. In entrambi i casi si tratta di un rituale che leva di dosso tutta la fatica del viaggio (12 ore di volo dall’Italia) e dopo il quale ci si sente lessati, bolliti e totalmente immersi nell’atmosfera del luogo.

Noi ci siamo andati ieri al termine di un allenamento di Kendo durato quasi 4 ore, e questo me l’ha fatto apprezzare ancora di più. Per ovvi motivi non ho potuto fotografare all’interno, questa è l’insegna dove c’è scritto: OFURO NO OOSAMA, il re dei bagni.

Ofuro, primi Novecento

L’ingresso costava 1200 yen, meno di 10 euro. Proprio come da noi vero? Il mese scorso siamo stati al centro benessere di Acqui Terme, l’ingresso costava 60 euro, per cui dentro non c’era quasi nessuno.
Il Re dei Bagni invece era affollato da gente di tutte le età, dai bambini ai vecchi. Tutti lì a godersi il loro momento di relax domenicale, approfittando delle comodità fornite dallo stabilimento: vasca con i getti idromassaggio, vasca all’aperto, bagno di carbonato di calcio (una vasca piena di una soluzione lattiginosa, pare faccia bene alla pelle, ai vasi sanguigni e rinforzi le ossa), bagno di vapore con l’enorme anfora piena di sale con cui strofinarsi… una meraviglia.

Leggenda vuole che in passato i bagni fossero fruiti da uomini e donne insieme, in un ambiente di grande decenza e rispetto reciproco. Poi pare che i giapponesi, con l’apertura all’occidente si siano vergognati di questa usanza ‘incivile’, fatto sta che adesso vige la rigorosa separazione dei sessi.
Peccato…
Ricordo con nostalgia un vecchio ofuro nel centro di Tokyo, dove sono stata molti anni fa: sembrava di essere all’epoca Edo, con le vasche di legno piene di infusi di erbe curative e la bigliettaia che sembrava uscita da un film di Kurosawa.
Quello di ieri era già troppo tecnologico per i miei gusti, ma adesso è così.

Ah, per chi non lo sapesse, i bagni giapponesi sono vietati alle persone tatuate perché qui tatuaggio vuol dire yakuza, cioé la malavita organizzata. Chi si è fatto tatuare, perciò, si priva irrimediabilmente di questo libidinoso piacere.

Ultima cosa importante, prima di entrare nelle vasche comuni ovviamente ci si lava da capo a piedi servendosi delle doccette, bacinelle, shampo, balsamo e sapone messi a disposizione dallo stabilimento. Solo dopo essersi ben strofinati e sciacquati si può accedere alle vasche, che cosi restano sempre pulite.

Quando siamo usciti, nell’atrio c’era una macchinetta che misura l’età biologica, servendosi dei dati ricavati appoggiando il dito indice su un sensore. A me ha attribuito una età biologica di cinquanta… mai complimento fu più apprezzato, per la modica cifre di cento yen!

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L’immagine di copertina è di G. M. Francese. Le immagini all’interno dell’articolo sono state reperite nel web.

Grazia Maria Francese è nata il 30 luglio 1955. Laureata in Medicina, esercita la professione di medico di Medicina Generale. Ha sempre amato leggere romanzi storici… al punto che ha finito per scriverne qualcuno! Il primo, Roh Saehlo – sole rosso è stato pubblicato a gennaio 2015 dalla Casa Editrice Soldiershop: il secondo è stato L’uomo dei Corvi, uscito con EEE. Sempre con EEE, ha pubblicato Arduhinus.

I suoi interessi culturali sono rivolti soprattutto a due argomenti (storia dell’alto Medioevo e cultura giapponese) che possono sembrare molto distanti tra di loro, ma inaspettatamente hanno parecchi punti in comune.

Vive in un cascinale ristrutturato nel Piemonte orientale dove ha creato un centro per la pratica di due discipline tradizionali giapponesi: Kendo e Zen. È affiliata al monastero buddista di Daihonzan Katsuzenji  (Nagano, Japan). Presiede l’Associazione “Sorriso Nuovo – ONLUS” che si occupa del rapporto tra stile di vita e salute.

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