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Giappone: arrivederci

Anche questo viaggio è finito.
Ogni volta che lascio il Giappone mi domando se questa è stata l’ultima volta, o se avrò ancora occasione di tornare qui per stare vicina alle persone che amo.
Ma a pensarci bene questo si può dire riguardo a qualsiasi incontro, anche con le persone che vediamo tutti i giorni.
In giapponese c’è il detto 一期一会 Ichigo Ichie: ogni incontro è unico, ogni istante è irripetibile. Non ha senso sciuparlo con pensieri stupidi, o arrabbiarsi per cose poco importanti.
Grazie di avermi fatto compagnia.

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Immagine di copertina: Grazia Maria Francese.

Una curiosità…

“Noi siamo gente avvezza alle piccole cose, umili e silenziose…”
Così canta Chocho san, nel tentativo di spiegare al suo nuovo marito americano il proprio carattere e l’animo dei giapponesi.
Quel bastardo di Pinkerton non la ascolta nemmeno. Gli importa solo di portarsi a letto la giovanissima geisha (15 anni) che ha appena comprato da Goro, il sensale, e che considera una sua proprietà, come un qualunque souvenir.
Giacosa e Illica, i librettisti di Puccini, non credo fossero mai stati in Giappone quando scrissero il libretto della Madama Butterfly. Eppure quella frase coglie un punto focale dell’animo giapponese: l’amore per le cose piccole, umili, poco appariscenti, come i minuscoli fiorellini di crisantemo nel giardino della casa di Tokyo. Le cose troppo appariscenti, colorate, vistose, nell’estetica del Giappone sono considerate volgari.

Grazia Maria Francese è nata il 30 luglio 1955. Laureata in Medicina, esercita la professione di medico di Medicina Generale. Ha sempre amato leggere romanzi storici… al punto che ha finito per scriverne qualcuno! Il primo, Roh Saehlo – sole rosso è stato pubblicato a gennaio 2015 dalla Casa Editrice Soldiershop: il secondo è stato L’uomo dei Corvi, uscito con EEE. Sempre con EEE, ha pubblicato Arduhinus.

I suoi interessi culturali sono rivolti soprattutto a due argomenti (storia dell’alto Medioevo e cultura giapponese) che possono sembrare molto distanti tra di loro, ma inaspettatamente hanno parecchi punti in comune.

Vive in un cascinale ristrutturato nel Piemonte orientale dove ha creato un centro per la pratica di due discipline tradizionali giapponesi: Kendo e Zen. È affiliata al monastero buddista di Daihonzan Katsuzenji  (Nagano, Japan). Presiede l’Associazione “Sorriso Nuovo – ONLUS” che si occupa del rapporto tra stile di vita e salute.

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

1 Commento

  1. Lidia Calvano
    26 novembre 2017 at 16:00 — Rispondi

    Grazie per averci portato con te in questo meraviglioso viaggio!

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