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Gianmaria Bozzolan vive a Papirolandia

Primo premio al curriculum più stringato del West. Diciamo che Amneris Di Cesare ha dovuto insistere un po’ anche per ottenere la data di nascita…

Gianmaria Bozzolan, nato a Padova nel 1979.
blog: http://marisangoea.blogspot.com
sito: http://www.papirolandia.it

10534966_10205361049376059_7484190104973755583_oCome si diventa grafico e perché?

Nel mio caso ci si diventa con tante sere spese al tavolo da disegno o imparando a usare software di grafica. Non ho una formazione artistica tradizionale. Ho studiato ragioneria e lavorato molti anni come contabile. Tuttavia ogni giorno ho sempre dedicato un po’ di tempo al disegno. Ho frequentato corsi di approfondimento e qualche anno fa ho avuto la fortuna di vincere un concorso di fumetto che mi ha permesso di  frequentare la Scuola Internazionale di Comics, grazie alla quale ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze.

La giornata tipo di un grafico: ce la puoi descrivere?

Lavoro in un agenzia di comunicazione. Mi occupo principalmente di CMS e gestione contenuti di siti web. Purtroppo non c’è molto tempo per le illustrazioni e i fumetti. Per cui dopo le  ore di lavoro ordinario torno nel mio studio e mi dedico alle mie caricature e ai miei disegni su commissione.

Pittore/artista preferito.

I fumettisti in genere.  Jacovitti su tutti. Massimo Bonfatti e anche i grandi disegnatori Disney: Cavazzano, De Vita, Scarpa… Mi piace molto lo stile  di Robert Crumb e Joe Sacco. Akira Toriyama per lo stile Manga/umoristico.

auto-sovraccarica-bozzolan600x600Autore/Libro preferito.

Restando nel fumetto, mi sono piaciute molto le storie di Manu Larcenet. Nella letteratura in senso più ampio i romanzi di Haruki Murakami.

Colore o bianco e nero?

Trovo stimolanti entrambe le strade. Il bianco e nero per la possibilità di giocare con luci e ombre in maniera netta, anche se è più rischioso perchè l’errore e la bruttura sono dietro l’angolo. Il colore è un mondo  vasto e mi permette un’espressione a 360°, quasi in 3D.

Pittura, fotografia o personal computer?

Disegnare a china e acquerelli  mi dà maggiore soddisfazione. Mi piace ritrovarmi in mano il disegno fisico finito. Se non mi piace lo rifaccio, ma quello che mi lascia è sempre un senso di appagamento. Il digitale, una volta acquisito un proprio metodo, ha il vantaggio di velocizzare il lavoro e saltare alcuni passaggi. L’altra faccia della medaglia  è  la possibilità  di ritoccare e rivedere le cose all’infinito e questo è pericoloso, per cui devo impormi sempre dei tempi precisi. Il computer preferisco usarlo per i lavori su commissione con deadline strette o per i lavori più grafici.  Le tecniche tradizionali le uso per  i lavori personali o per le caricature dal vivo.

Realizzi copertine per libri?

Ho realizzato la copertina di “Nero” scritto da Angela di Bartolo, un racconto per ragazzi da me illustrato ed edito da Runa Editrice. Ho illustrato inoltre “La palla di pezza” di Lorenzo Paolocci, un’autobiografia che ripercorre la storia del calcio nell’Italia del dopoguerra.

screenshot-bozzolanL’avvento dei social network, Facebook specialmente, ha favorito o complicato le cose per voi grafici?

I social network sono molto utili per crearsi una rete di contatti, per essere aggiornati sulle novità delle case editrici e sulle presentazioni di nuovi libri nella propria città. Sono un mezzo più immediato per dare visibilità ai propri lavori.

Manga, anime, cartoon: quanto hanno cambiato/influenzato il mondo della grafica queste discipline?

Da tempo, il fumetto e i cartoon sono entrati a gamba tesa nel mondo della grafica.  Alcuni disegni manga sono diventati marchi che fatturano miliardi di dollari, le case di moda usano i cartoon per abbellire i loro capi, le aziende pubblicizzano i loro prodotti  ingaggiando i personaggi dei fumetti come testimonial.

E i writer metropolitani? Sono stati di ispirazione?

Ho sempre seguito il mondo della cultura hip-hop: il writing, disciplina originariamente legata a tale cultura, è sempre stato valvola di sfogo e di ri-elaborazione di tutte le forme d’arte. Nei pezzi disegnati sui muri o i treni ho spesso visto anticipare tendenze poi ritrovate sul web , sulla pubblicità o nelle gallerie d’arte.  Grafica, lettering, prospettiva, fumetto, classicismi, videogames, calligrafia, studio del colore, interazione con l’ambiente circostante: nel writing ce n’è per tutti i gusti.

walter-bishop-papirolandiaGraphic novel – fumetto: sai dirci la differenza?

Il fumetto è una forma d’arte e di comunicazione a 360°. Attraverso il fumetto si possono raccontare storie fantastiche, storie umoristiche, reportage giornalistici o scientifici e qualsiasi altro tema. Il fumetto può essere usato per divulgare un messaggio, per pubblicizzare un prodotto o per spiegare come usare l’ultimo modello di  televisione. Il fumetto è il modo di raccontare qualsiasi cosa in forma di immagini e testi.

“Graphic novel” è un termine entrato in voga negli ultimi anni e identifica semplicemente i fumetti pubblicati in formato libro. Non si tratta quindi delle tradizionali pubblicazioni mensili o settimanali di brevi storie più o meno seriali (da Dylan Dog a Topolino) ma di romanzi che si chiudono nel corso dello stesso (o di pochi) volumi.

Hai da poco pubblicato un albo per bambini: è stato difficile realizzarlo? E che cosa hai inserito di tuo personale nei disegni che hai realizzato per “Nero” di Angela Di Bartolo?

Non ho avuto particolari difficoltà. L’autrice e la casa editrice Runa si sono fidati ciecamente e mi hanno lasciato molta libertà espressiva. Il libro parla di due compagni di classe che vanno alla ricerca di un gatto scomparso. Il romanzo è ambientato in luoghi precisi di Roma e ho dovuto documentarmi molto. Street View e Google Maps sono stati molto utili per trovare visuali interessanti e portare a termine il mio lavoro.

Progetti futuri?

Ora sto finendo  delle illustrazioni  su commissione. Inoltre sto imparando a  usare  app per creare ebook interattivi per bambini. Mi piacerebbe misurarmi in questo mondo.

OoO

L’immagine del gufo che dorme contiene

un testo di Simone Marzini.

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Amneris Di Cesare è scrittrice e blogger. Su Amazon la trovate qui.

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