Recensioni

Freddo come il ghiaccio, di Anne Stuart

Peter.
Sapeva come lo soprannominavano. “L’uomo del ghiaccio”. Sia per il suo gelido
autocontrollo, sia per la sua particolare perizia. Non gli importava. Potevano
chiamarlo come volevano. Ciò che contava era che riusciva sempre a portare a
termine il lavoro.
La
signorina Spenser doveva andarsene, prima che fosse troppo tardi. Prima che
fosse costretto a ucciderla.
Titolo:
Freddo come il ghiaccio (Cold as Ice). Serie Ice II.
Autrice:
Anne Stuart.
Traduttrice:
Cristina Ingiardi.
Genere:
Romantic Suspense.
Editore: Leggereditore.
Prezzo:
euro 4,99 (e-book).
La mia valutazione: quattro stelline.
Geneviève Spencer, avvocatessa di Manhattan, aveva un disperato
bisogno distaccare la spina. Solo un ultimo semplice lavoro – una breve sosta
sullo stravagante yacht del miliardario Harry Van Dorn per fargli firmare delle
scartoffie – e avrebbe raggiunto la giungla del Costa Rica per le meritate
vacanze. Ma sotto la scorza del filantropo, Van Dorn nasconde un animo
disturbato e violento, e Geneviève rischia di diventare la sua nuova vittima.
Lo sa bene Peter Jensen, che veste i panni dell’assistente personale di Van
Dorn, ma in realtà è un agente segreto con l’incarico di assicurarsi che il
regno del terrore di Harry muoia con lui. Geneviève non aveva messo in conto di
diventare un ostaggio su uno yacht dirottato, né tanto meno di sentirsi
attratta da Peter.
 

Peter
Jensen-Madsen-altri alias a non finire è il bad boy per eccellenza. Un bastardo
dentro, un bellissimo maschio alpha fuori. Anche se, all’occorrenza, può
sembrare scialbo e inoffensivo. In fin dei conti, siamo abbastanza abituate a
un protagonista del genere. La sorpresa è la protagonista femminile: Geneviéve
è tosta, chiacchierona, con sette chili di troppo che lei odia e che gli uomini
ammirano (sono tutti grossomodo sul fondoschiena…).
La vicenda è inverosimile
e assomiglia a uno di quei film di James Bond prima maniera, con il
super-malvagio alla conquista del mondo. Una volta che abbiamo deciso di non
badare alle sottigliezze, ci godiamo il romance. Adrenalina a fiumi,
morti-non morti, eros niente male, più cerebrale che fisico (ne vogliamo di più!). Lieto fine di
prammatica che ricalca quello del primo volume della Serie Ice (Ghiaccio nero,
trovate la recensione qui: http://babettebrown.it/ghiaccio-nero-di-anne-stuar/), ugualmente frettoloso, soddisfacente ma non
esaltante.
Molto simpatico, ma io
non sono normale, il cattivo di turno. Quasi quasi l’ho preferito a tutti gli
altri: amorale, narcisista e belloccio. 
Anne Stuart la trovate anche qui:
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 23 gennaio 2015 at 12:05 — Rispondi

    Devo leggerlo assolutamente e dopo la tua recensione ancora di più.grazie

  2. Babette Brown
    24 gennaio 2015 at 4:29 — Rispondi

    Sono lieta che la recensione abbia sollecitato il tuo interesse.

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