A modo mioInterviste

Francesco Falconi a (quasi) tutto Fantasy

Francesco Falconi, scrittore, è la nuova preda di Amneris Di Cesare. A lungo braccato, Francesco è caduto -finalmente!- nella rete della nostra abile cacciatrice di interviste.

La prendo molto alla larga con la prima domanda: perché scrivere? Quando e come è nata questa tua “necessità”?

Qualche anno fa, per un’intervista a Panorama, dissi: «La scrittura non è un mestiere. Non è un hobby. Né una passione. È un’esigenza di cui non si può far a meno. Perché senza ti senti soffocare. E sai che è l’unico modo per liberare quella bestia che ti strangola. Se provi questo, allora vuol dire che hai una bella storia da raccontare.» In molti mi chiedono se aver scritto fantasy sia un modo per evadere la realtà. Oggi penso esattamente l’opposto: il genere fantastico racconta la realtà che ci circonda in modo ancor più profondo. Quando a 14 anni iniziai a scrivere Estasia, era sicuramente per divertimento. Amavo il fantasy e desideravo creare la mia storia. Oggi la scrittura rappresenta qualcosa di più complesso. Scrivere mi permette di mettere ordine nel caos che mi circonda e capire il chiaroscuro dentro la mia anima.

Siccome mi piace farmi i fatti degli scrittori, voglio sapere: come scrivi? A mano? Con il computer? Ti porti dietro sempre un Moleskine? Usi il microfono/dittafono dell’iPhone?

Le idee arrivano quando meno te le aspetti, e le appunto semplicemente nelle note dell’iPhone. Tutto il resto via Mac, con il programma Scrivener che mi permette di ordinare documenti in maniera metodica. Ogni libro implica uno studio approfondito dell’ambientazione, degli eventi storici e dei personaggi. So che sarebbe molto più poetica e romantica la versione moleskine con penna stilografica, ma mentirei. I mezzi digitali di oggi, la sincronizzazione sul cloud e via dicendo sono molto utili e rendono più semplice concentrarsi nella fase creativa.

Scrivi tutti i giorni qualche pagina, oppure ti lasci sedurre dall’impeto dell’ispirazione? Sei un metodico della scrittura o un esuberante estemporaneo?

Dipende, non esiste un’unica metodologia. Come primo lavoro sono ingegnere per un operatore telefonico, quindi posso scrivere solo la sera o nel fine settimana. Questa è l’unica costante, tutto il resto dipende dall’umore, dall’ispirazione e dalla stanchezza. A volte scrivo pagine e pagine di getto, che poi rivedo con calma. Costruisco sempre un plot abbastanza dettagliato, che poi puntualmente modifico. Cerco sempre di non farmi prendere la mano dai personaggi, cosa non semplice perché se questo implica genuinità, possono anche essere soggetti all’umore del sottoscritto e quindi perdere coerenza. Insomma, è un lavoro complesso, ma dopo aver pubblicato sedici libri posso dire con certezza che ogni romanzo ha una sua particolare storia e anima, non è possibile incasellarlo.

Orario migliore per scrivere? Alba o tramonto?

Nel mezzo, ossia durante la notte (sogghigno).

Quello che scrivi ti piace, sempre? Oppure dopo che lo hai scritto entri nel panico e odi tutto di te compreso il colore degli occhi?

Quando correggevo i miei primi libri non ero convinto appieno, e non lo sono tuttora. Forse non avevo trovato la mia vera strada. Negli ultimi anni, sono sincero, trovo molto più soddisfacente ciò che ho scritto, credo mi rispecchi di più.

Quando scrivi ti diverti, oppure soffri?

Tento ad avere un rapporto empatico con i personaggi, stranamente quasi più con i protagonisti secondari, e questo è uno dei motivi per cui spesso quelli escono dalle pagine in modo prepotente. Quando però me ne accorgo, cerco di mantenere un rapporto distaccato. Non voglio provare pena o fare degli sconti seguendo il mio umore del momento. Non sarebbe corretto nei confronti della storia. Ovviamente non sempre ci riesco, ed è per questo fondamentale l’intervento degli editor.

Raccontaci quanto ritieni sia cambiata la tua scrittura nel corso degli anni.

Non è facile scrivere in poche parole il percorso che ho seguito in dieci anni e sedici romanzi. Senza dubbio, ho cercato in ogni libro di crescere, senza incasellarmi per forza in un genere o in un target di riferimento.  Ho scritto fantasy, fantastico, slipstream, mainstream, biografie. Mi sono spostato dai ragazzi più piccoli agli adulti e viceversa. Ho preferito ambientazioni reali alla costruzione di mondi, per permettermi di concentrarmi di più sull’anima dei personaggi. E ho intenzione di tentare altri salti in futuro. Per fortuna i miei lettori mi hanno sempre seguito, senza spaventarsi per gli improvvisi cambi di rotta.

Hai scritto prevalentemente fantasy, ma ciò non ti esime dall’inserire in un’ambientazione fantastica qualcosa di reale e di personale: quanto hai messo di tuo, di privato, nei libri che hai pubblicato?

In ogni storia c’è qualcosa di me, soprattutto del Francesco nel momento in cui l’ha scritta. Non mi svelo mai del tutto, non mi concentro mai dentro un unico personaggio. L’ambientazione fantastica, come ho detto prima, l’ho ormai abbandonata. Costruire un mondo è un’operazione complessa: implica fornire ai lettori parametri su geografia, storia, politica e scienza del luogo che si intende creare. Un processo molto affascinante, senza dubbio, ma trovo ancor più bello addentrarmi nel buio dell’anima umana.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati?

Assolutamente no, a meno che non debba scrivere un sequel e sia costretto a rinfrescarmi la memoria rileggendo degli stralci.

Schemi, schede personaggi, outline, traccia, oppure navigazione a vista?

Assolutamente schede personaggi, schemi, file aggiuntivi, file di studio sull’ambientazione e sulla storia. Sembra un lavoro noioso, ma per me è una delle parti più divertenti, anche perché la considero educativa e mi permette di studiare e conoscere fatti o luoghi di cui avevo una conoscenza poco approfondita.

Ok, siamo arrivati al momento clou, quello dove parliamo dei tuoi libri. Io ti conosco da Estasia, il tuo primo fantasy, che so avere una storia particolare. Ce la racconti?

Iniziai a scrivere Estasia a 14 anni, su un quadernone, perché amavo tantissimo il fantasy. Negli anni ’90 non c’era ancora stata l’invasione odierna, e anche al cinema davano pochi film. Rimasi entusiasta de La Storia Infinita, e da quel momento nacque il mio assoluto amore per Ende. Le sue storie hanno profondamente influenzato il primo volume di Estasia, che poi trovò una sua originalità nei sequel. Accantonai quel quadernone per venti anni, finché non lo ripresi in mano quando mi trasferii a Roma. Sotto suggerimento di un amico lo riportai sul PC e provai a proporlo agli editori. Il resto lo sapete tutti (sorriso, sa di piacere).

Dopo Estasia, gli altri libri: hai un aneddoto particolare oppure la genesi degli altri tuoi capolavori da raccontare ai nostri lettori?

I miei ultimi libri nascono generalmente da esperienze vissute in prima persona. Il primo fu Muses. Ero su un autobus a Roma, quando entrò una ragazza in stile dark, identica ad Alice la protagonista del libro. Si sedette nell’unico posto libero, accanto a una signora di mezza età. Quest’ultima la squadrò dall’alto al basso, si alzò e andandosene le urlò contro: “Brutta lesbica”. Quella fu la scintilla per Muses.

Dei tuoi romanzi ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è, vuoi descriverci le emozioni che ti ha suscitato scriverlo?

Di solito gli ultimi due sono quelli che mi rispecchiano di più, perché più simili a me. Si cresce, si cambia e anche i romanzi in qualche modo ti seguono. Senza dubbio Gray e Adam&Eve, con stile più oscuro e decadente, con maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi. Anche in queste storie c’è molto di me, ma non vi svelerò mai dove (risata, sono persa).

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno?

La lettura è la palestra per la scrittura, punto. Non se ne esce. Ma non solo, la lettura è anche insegnamento, piacere, svago. È un universo intero. Come si vive senza? Leggo circa un libro a settimana, almeno di media, quando sono in ferie anche uno al giorno. Dipende dal romanzo, ovviamente.

Immagino che la domanda possa risultare retorica, visto il genere che scrivi, ma te la faccio ugualmente: qual è il genere letterario che prediligi? Lo stesso per cui scrivi oppure ne ami anche altri e quali e perché?

Non è retorica e non posso dire che il fantasy sia il genere che prediligo. Anzi, non esiste un genere che preferisco. Di più, detesto i generi. Una storia, qualsiasi sia, deve trasmettere un’emozione. Non deve lasciarti indifferente dopo l’ultima pagina. Ti deve lasciare un senso di nostalgia, il vuoto per quei personaggi che vorresti ancora al tuo fianco. E allora questo romanzo meraviglioso accende l’anima dell’immaginazione, spingendoti a creare tu quel seguito che non potrai mai avere. Ecco perché, di solito, scrivo finali molto aperti.

Qualche nome di Autor* che ti rappresentano o ami particolarmente? Puoi citarne due italiani e due stranieri?

Mazzantini e Pirandello. McCarthy e Wilde.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene?

Purtroppo è top secret. Posso solo dirti che sto lavorando a tre romanzi molto diversi tra loro come genere (ammicca) e target. Sto cercando di capire la direzione da prendere, quello che nell’immediato mi rispecchia di più.

Un consiglio a un aspirante scrittore?

Leggere, ovviamente. Non voler diventare “lo scrittore”, perché non è un mondo di veline. Non voler diventare “la Rowling”, perché non si scrive una storia per soldi. Evitare le mode, cercare la propria strada. Mettersi sempre in discussione, con umiltà e tenacia.

Grazie per averci concesso questa intervista.

OoO

Francesco Falconi si racconta…

Sono nato a Grosseto il 26 giugno 1976, una piccola cittadina della Maremma toscana. Mi sono laureato nel 2002 in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Siena, ma oggi risiedo a Roma dove lavoro come consulente per Altran Italia presso un operatore telefonico di terza generazione.

Nel 2006 ho esordito nel mondo editoriale con la saga fantasy Estasia, edita da Armando Curcio Editore, un successo editoriale che ha venduto migliaia di copie, di cui sono stati pubblicati tre volumi.

Successivamente, nel 2008, ho pubblicato Prodigium con Asengard Editore, una nuova saga rivolta a un pubblico di giovani adulti. Con il racconto Anobium ho partecipato all’antologia Sanctuary edita Asengard che raccoglie brani firmati dagli scrittori fantasy italiani più noti.

Nel 2010 ho pubblicato Gothica – l’Angelo della Morte, edito Edizioni Ambiente. Un romanzo sociale per la collana Verdenero Romanzi, dove si trattano in chiave fantastica temi come gli OGM, la clonazione, il rapporto tra scienza e chiesa.

In seguito è uscito L’Aurora delle Streghe – Underdust per la Reverdito Editore, mentre per fine 2010 il primo libro della saga Nemesis – L’Ordine dell’Apocalisse, edito Castelvecchi Editore.

Per lo stesso editore, ad Aprile 2011 è prevista la biografia di Madonna: Mad for Madonna. La Regina del Pop.

A Ottobre 2011 sono tornato al mio genere d’esordio, i romanzi per ragazzi, con un libro scritto a quattro mani con Luca Azzolini, per Piemme Edizioni: Evelyn Starr – il Diario delle Due Lune. Sempre nello stesso autunno, è uscito il sequel di Nemesis – La Chiave di Salomone, per Castelvecchi Editore.

Il 28 Ottobre mi è stato consegnato il Premio Letterario Genere Young Adults “Arte Giovane Roma Capitale 2011”, patrocinato dal Comune di Roma.

A maggio 2012 è stato pubblicato il sequel de “Evelyn Starr – La Regina dei Senzastelle”. Durante lo stesso periodo è uscito “Muses”, romanzo di una nuova saga edita Mondadori.

A novembre 2012 è stato pubblicato un mio racconto inedito, Halo, sulla rivista Effemme n°6, di FantasyMagazine, poi rilasciato gratis sulle varie piattaforme di ebook.

A Marzo 2013 sono stati opzionati i diritti cinematografici di Muses. A maggio 2013 è stato pubblicato il seguito di Muses, intitolato Muses – La Decima Musa.  A Novembre 2o13, il successo della serie Evelyn Starr approda alla collana Piemme Bestseller.

Ad Aprile 2014 è uscito un nuovo romanzo autoconclusivo, sempre per la collana Chrysalide Mondadori, dal titolo Gray, che prende spunto con una rivisitazione moderna e personale dall’opera di Oscar Wilde. A giugno 2014, il racconto “La Contessa di Sangue” è stato pubblicato nella raccolta “Orologi senza tempo”, edito NPE, i cui ricavati sono devoluti in beneficenza per la ricostruzione della Città della Scienza.

A Febbraio 2015 è stato pubblicato in digitale dalla casa editrice VandA.ePublishing il libro “Adam & Eve, il giardino dei peccati”, primo romanzo di narrativa realistica ambientato a Firenze che riprende la metafora del peccato originale di Adamo ed Eva.

Bibliografia

abcdeEstasia- Danny Martine e la Corona Incantata (Armando Curcio Editore, Novembre 2006)
Estasia – Il Sigillo del Triadema (Armando Curcio Editore, Marzo 2008)
Prodigium – I Figli degli Elementi (Asengard Edizioni, Ottobre 2008)
Estasia – Nemesi (Armando Curcio Editore, Aprile 2009)
Anobium (racconto nell’antologia Sanctuary, Asengard Edizioni, Maggio 2009)
Prodigium – L’Acropoli delle Ombre Edizione Limitata (Asengard Edizioni, Novembre 2009)
Prodigium – L’Acropoli delle Ombre (Asengard Edizioni, Aprile 2010)
Gothica – L’Angelo della Morte (Edizioni Ambiente, Maggio 2010)
L’Aurora delle Streghe – Underdust (Reverdito Editore, Luglio 2010)
Nemesis – L’Ordine dell’Apocalisse (Castelvecchi Editore, Ottobre 2010)
Mad for Madonna (Castelvecchi Editore, Aprile 2011)
Evelyn Starr – Il Diario delle Due Lune (Piemme Edizioni, Ottobre 2011, Piemme Bestseller, Novembre 2013)
Nemesis – La Chiave di Salomone (Castelvecchi Editore, Novembre 2011)
Evelyn Starr – La Ragina dei Senzastelle (Piemme Edizioni, Maggio 2012)
Muses (Mondadori Editore, Maggio 2012)
Halo (racconto su Effemme n° 6, Novembre 2012)
Muses – La Decima Musa (Mondadori Editore, Maggio 2013)
Gray (Mondadori Editore, Aprile 2014)
La Contessa di Sangue (racconto nell’antologia Orologi senza Tempo, NPE edizioni, Giugno 2014)
Adam & Eve, il giardino dei peccati (VandA.ePublishing, Febbraio 2015)

AMNERIS DI CESARE

Amneris Di Cesare gestisce la Rubrica di interviste e recensioni “A modo mio”.

Potete trovare i suoi romanzi QUI.

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1 Commento

  1. Giulia
    20 ottobre 2016 at 8:57 — Rispondi

    Uno dei miei scrittori italiani preferiti!

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