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News: Figlia di nessuno, di Amneris Di Cesare

“Ci sono racconti che si rifiutano di restare semplicemente tali”. È quello che dico il più delle volte alle presentazioni dei miei libri. Perché mi è successo spesso. Con Nient’altro che amare, il romanzo della Zannuta, con Sirena all’orizzonte e ancora con Mira dritto al cuore: romanzi che sono nati da un racconto che aveva qualcosa in più da rivelare. A volte decine di migliaia di battute in più.

È il caso di Figlia di nessuno, inizialmente “battezzato” con il titolo Sonhar não custa nada, che ha partecipato e si è classificato tra i finalisti del Premio Verbania for Women dello scorso Aprile. Quando Mariangela Camocardi, madrina d’eccezione di un concorso letterario meraviglioso, mi informò che si sarebbe realizzata una raccolta con tutti i testi finalisti, le chiesi il permesso di tenere quel racconto per me perché… aveva ancora qualcosa da dire. Nivea, la mia protagonista, ballerina di samba e prostituta, doveva ancora rivelarmi la storia di violenza per cui la madre aveva perso la vista e anche del suo forse unico, vero amore, João. Una parte di storia che nemmeno io, allora conoscevo.

Nivea è una donna delle favelas di Rio de Janeiro. Balla e si prostituisce per causa di forza maggiore. Non conosce l’identità dell’uomo che l’ha generata, ha perso la madre molto presto. Non le importa comunque di scoprire il segreto del suo passato, quello che le interessa davvero è attraversare la vita senza illusioni che, secondo lei, possono essere fatali. Riuscirà a uscire dal fango in cui ha vissuto ma sarà costretta a farvi ritorno, attratta dal richiamo irresistibile della vita stessa.

Un racconto breve, oggi in realtà una novella, scritto di getto e su cui ho poi meditato a lungo, perché la mia più grande preoccupazione era quella di essere rispettosa nei confronti dei brasiliani, della loro cultura e del loro meraviglioso modo di essere.

Non so se ci sono riuscita, giudicherà chi legge. Ma per mostrare il mio amore sconfinato per il Brasile, alla fine del romanzo ho aggiunto le pagine più accorate, la mia dichiarazione d’amore sconfinato per un Paese che porterò sempre nel cuore, sul cui suolo ho visto i natali. Un privilegio, quello di essere nata in Brasile, che custodirò dentro di me con gelosa cura e per il quale non ringrazierò mai abbastanza il Destino.

Un grazie tutto speciale e di cuore, comunque, va a Mariangela Camocardi, per aver organizzato un così bel concorso, al quale sono stata onorata di aver partecipato.

Figlia di nessuno (sonhar não custa nada).

In uscita il 25 novembre 2016.

https://animoto.com/play/sQAJ7cK4fS84nmCWseF6Cg#

 

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Mi chiamo Nivea Maria Gonçalves Mello Branco. Tanti cognomi per indicarne uno solo, vero e stampato a fuoco sulla mia carne: figlia di nessuno. Mia madre proveniva dalla Rocinha, la favela più grande del Sud America, costruita su una collina di fronte all’oceano: non c’è vista panoramica migliore in tutta Rio. Sognava un uomo che la portasse lontano, che le desse una casa dove vivere insieme felici. Perché sonhar não custa nada, e sognare è un errore che non ho mai commesso. Ho conosciuto tanti uomini e non ho permesso a nessuno di umiliarmi. Sono stata amata e ho amato anche io, una volta sola. Amare è l’unico lusso che mi sono concessa. Questa è la mia storia. Mi chiamo Nivea e sono figlia di nessuno.

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Amneris Di Cesare

Amneris Di Cesare

2 Commenti

  1. 21 novembre 2016 at 15:52 — Rispondi

    Grazie Amneris, il tuo racconto mi era piaciuto moltissimo e da autrice non posso che darti ragione. Ci sono storie, uscite dal nostro cuore e scritte in poche pagine, che chiedono più spazio e che meritano più attenzione da parte nostra, così che si possa dare libertà di parole ai nostri protagonisti. Sono sicura che Figlia di nessuno piacerà tantissimo ai lettori. In bocca al lupo, cara Amneris, e soprattutto grazie per quello che hai detto di me.

  2. 24 novembre 2016 at 9:37 — Rispondi

    Mariangela, grazie! Vedo solo ora il tuo commento e mi dispiace non averti risposto prima e ringraziato ancora per quanto sia stata bene a Verbania. Un’esperienza bellissima che, se riuscirò a scrivere un racconto degno del concorso per tempo, mi piacerà ripetere. Un abbraccio. Ancora, di nuovo grazi.

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