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Federica D’Ascani presenta “Volevo solo te”

Volevo solo te. Ed eccoci qui, Un titolo: un mistero. Perché la D’Ascani ha deciso di scrivere uno storico così strano, ambientato in una campagna così inusuale come quella dell’agropontino, vedi Maccarese? C’è chi risponderebbe: e perché no? Io invece una motivazione ce l’ho e anche abbastanza sfaccettata.
Ora, non voglio buttarvela sul patetico, ma devo raccontare le cose per quel che sono e quindi spiegare da cosa nasce la voglia di raccontare un periodo a me così alieno.

Due anni fa, ancora lavoravo in un posto chiamato lager, gli ultimi due nonni che mi erano accanto decisero di seguire i rispettivi coniugi. Ciò, ovviamente, significa che mi sono ritrovata in brevissimo senza radici. Certo, c’era una radice che mi ha cacciata dall’ospedale perché chiacchieravo troppo, ma questa è un’altra storia…

Insomma, vi chiedo: voi sapete che significa rimanere senza passato? Senza la memoria, soprattutto, di una vita non raccontata per mancanza di tempo, per eccessiva pigrizia, per desiderio di… di cosa? Questa è stata la domanda che mi ha tormentata fino all’anno scorso. Sì, ci ho messo un anno per elaborare domanda e risposta… sono lenta contrariamente a ciò che può sembrare su Facebook. In ogni caso, piano piano ha iniziato a prendere vita un progetto, nella mia vita, per rendere omaggio a tutte quelle persone che ancora ci sono e che ancora possono testimoniare il secolo scorso. L’idea si è concretizzata a Natale 2014 davanti a Nonna Germana e Nonna Lucia, le nonne di mio marito che io ho adottato. Sì sì, le ho adottate proprio io.

Be’, figuratevi la scena: io a un capo del tavolo, le nonne dall’altro, tutti i parenti intorno a noi a mo’ di platea. Scatta l’intervista pomeridiana con quelle due memorie così felici di poter parlare di ciò che le riguardava che il resto proprio non conta.
«Guardate che devo scrivere un erotico» esordisco io col sorriso malizioso capace di farmi tornare in due secondi una ragazzina di 5 anni, pestifera e pedante.
«Embé? E che voi te’l digo?» rispondono loro in dialetto (mantovano per entrambe. Il veneto lo avrei trovato più tardi appena scese le scale di casa di mia suocera, tranquilli).

«Ma… Non so, Federica… Insomma, loro mica facevano certe cose negli anni loro» cominciano a cincischiare le varie zie pudiche.

«Be’, ma se lei è rimasta incinta della prima fuori dal matrimono!» fa un’altra, concreta. Io, bocca spalancata e sguardo sbrilluccicante per lo scoop, mi avvento sulla preda come una pantera ballonzolante (be’, la gravidanza diciamo che mi è rimasta addosso!).

«Davvveeeeeeeero?» faccio quindi, incalzando. «E poteva capitare che qualcuno uscisse di casa di nascosto, di notte, per vedersi col moroso?» continuo, ormai in estasi.

«Be’, c’era il fiol de coso… Com’è che se ciama?… Bo’, vabbe’, quello, che ‘spettava la del 31 (dicasi centro di lavoro ancora in uso oggi)  che se calava zo dalla finestra…»

Io ormai in visibilio, scrivo e scrivo…

Ecco, più o meno Volevo solo te è iniziato così. Poi è continuato con i vicini, con i suoceri, con le gite per i centri, con le vasche di Maccarese, nei campi… e quell’attaccamento alla terra che sentivo prima non ha fatto che intensificarsi, di voce in voce, di testimonianza in testimonianza, e l’amore tra Flora e Fausto è diventato quasi reale, possibile, tangibile. Una sensazione, questa, mai provata prima. Volgere lo sguardo e vedere i loro corpi unirsi, vinti da un sentimento così forte, in luoghi davvero esistiti e ancora lì a testimoniare una vita passata e sublime, non ha prezzo.

Quando ho deciso di pubblicare poi con Damster, ho chiesto a una persona d’eccezione di leggere la mia storia. È finita che quella persona ha scritto anche alcune righe di introduzione che non vedo l’ora di leggere nero su bianco per vedere i nostri nomi uno di fianco all’altro, forse per l’unica volta (ed è tanta roba). Quella grande autrice si chiama Mariangela Camocardi. E ho detto tutto.
Ma sapete qual è la cosa ancora più bella? Provare alla gente il fatto che non esistono Nord e Sud, in Italia, ma solo persone. Persone mosse da un ideale, una causa, un sentimento.
Nel mio blog, in concomitanza con l’uscita del romanzo, ho iniziato a postare alcuni articoli inerenti il decennio che vide l’Italia prepararsi al secondo conflitto mondiale. Un decennio colmo di contraddizioni, ma anche di cose belle che è necessario ricordare per vivere ancora. Preferibilmente senza incorrere negli stessi errori.

Titolo: Volevo solo te.
Autrice: Federica D’Ascani.
Genere: Romance storico-erotico.
Editore: Damster. Data di uscita: 8 novembre 2015.
Prezzo: euro 2,49 (e-book).

http://www.amazon.it/Volevo-solo-Damster-Eroxè-parola-ebook/dp/B01790JDYW/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1446041190&sr=1-1&keywords=volevo+solo+te+federica+d%27ascani

Cosa può scatenare uno sguardo intenso, inaspettato e profondo? Cosa si cela nella mente di una giovane ragazza alle prese con le prime turbolente passioni? Sono già trascorsi due anni, per Flora, da quando con la famiglia si è trasferita in un piccolo paesino del litorale romano e il distacco con la sua vita ancora le pesa. Eppure tutto sembra volgere al meglio quando, per un caso fortuito, i suoi occhi entrano in collisione con quelli di Fausto, giovane mantovano giunto per le sue stesse ragioni a lavorare quella terra arsa dal sole e carezzata dalla salsedine. Ma gli anni sono difficili e parlare tra loro è quasi impossibile. Siamo nel 1932, la terra chiama lavoro, il regime comincia a dettar legge e lo spauracchio del disonore grava sulla testa di Flora, specialmente da quando il nuovo fattore le ha messo gli occhi addosso.

Tra le vie di un paese rurale, bagnato dal mare e odoroso di grano maturo, una storia intensa e toccante che vi farà ricordare il primo vero battito di cuore, tra sguardi rubati e promesse taciute, perché la passione, quella vera, non può essere frenata e l’amore, quando bussa, reclama semplicemente il suo tributo…

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

6 Commenti

  1. Federica D'Ascani
    6 novembre 2015 at 7:53 — Rispondi

    Grazie Baab per lo spazio!

  2. 6 novembre 2015 at 9:27 — Rispondi

    Questa non me l’aspettavo, Federica.. ma grazie per avermi citata, per l’amicizia e le la stima, chiaramente ricambiate. Un ringraziamento speciale a Babette, tempestiva, attenta a tutte noi autrici, ma soprattutto competente quando si parla di narrativa. In bocca al lupo per VOLEVO SOLO TE, D’Ascani 🙂

    • Federica D'Ascani
      6 novembre 2015 at 9:57 — Rispondi

      Mariangela, credo ormai si sia capito che sei la mia guru 😀

  3. Charlotte Lays
    6 novembre 2015 at 14:39 — Rispondi

    Grande Fedeeeeeee!!!!
    In bocca al lupo, cicci!!!!

    In attesa del cartaceo, ho già prenotato l’eBook, ovviamente!

    • Federica D'Ascani
      7 novembre 2015 at 11:23 — Rispondi

      Grazie tesoroooooo!

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