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Fabrizio Colonna presenta “Il Cavalier Buffone”

Una storia d’amore e avventura per bardi, aspiranti tali e facenti funzione.
In un mondo fantastico chiamato Finisterre arriva il Viandante, un vagabondo che non ha memoria di sé, del suo nome e del proprio passato. Nel suo peregrinare senza meta incontra due giramondo, Jimmy e Jamie Swift, che lo scortano alla Taverna del Grifone Lussurioso, un crocevia di pellegrini e avventurieri.
Tra sonate in compagnia, sbronze colossali, bizzarre lezioni di musica, racconti d’improbabili avventurieri e triangoli amorosi, il Viandante conoscerà la storia del Cavalier Buffone, un leggendario musico avvolto nel mistero. Il destino ha tuttavia in serbo una terribile minaccia: la Morte in persona si risveglia dopo secoli di attesa, scatenando un cataclisma senza precedenti che metterà a repentaglio tutta la vita in ogni parte del mondo.
In questa storia di bardi svampiti, romantici e matti come cavalli, eroi valorosi e dissennati, divinità impazzite e sogni che si avverano a comando, il Viandante scoprirà di sé più di quanto avesse sperato o temuto.
E né lui né Finisterre saranno più gli stessi.

IL CAVALIER BUFFONE
Editore: Lettere Animate Editore
Data Pubblicazione: 17/06/2014
Genere: Fantasy/Commedia
Formato: ebook
Pagine (indicative): 613
http://www.lettereanimate.com/

Diamo la parola all’autore, Fabrizio Colonna che ha un sacco di cose da raccontarci.

Il Cavalier Buffone è una commedia fantasy che sfrutta i cliché del cappa-e-spada per imbastire una storia umoristica, ma non priva di avventura. In buona parte ambientato nella Taverna del Grifone Lussurioso, Il Cavalier Buffone tenta di rispondere a una domanda: cosa fanno eroi e avventurieri nel tempo libero? E possono esimersi dall’essere comunque eroi nel momento del bisogno?
Il protagonista, che soffre di una strana amnesia, ascolta le storie degli avventori e si trova immischiato in faccende del tutto quotidiane con esiti inaspettati, riuscendo nel frattempo a innamorarsi. Molteplici gag e aneddoti si avvicendano senza uscire dal loro contesto, non vi sono modernità infilate a forza: tutto è fantasy, tutto è medioevale e non necessita di essere altro.
Umorismo, azione, avventura, follia, amicizia, amore e musica, un parto letterario lungo otto anni.

Il Cavalier Buffone nasce per gioco DA un gioco: Ultima Online. Nato dalla mente geniale di Richard Garriot, fu il primo gioco di ruolo multiplayer della storia, preceduto dai soli MUD, che però non avevano una componente grafica.
Era facile perdersi in Ultima Online, perché si nasceva e cresceva come singolo personaggio, creando una propria identità e professione. Non solo avventurieri, ma anche lavoratori, fabbri, carpentieri o anche solo perditempo. Ai server proprietari di Origin System si affiancarono in seguito altri non ufficiali (ma tollerati dal produttore) detti ‘shard’ (=frammenti). Gli shard erano gratuiti, privi di molte componenti tecniche e dettagli dell’originale ma molto apprezzati.
Fu proprio in questi che l’autore si trovò a giocare, tentando sempre di rimanere legato all’idea originale: creare e vivere un personaggio come se fosse lui stesso, a briglia sciolta e libero di interpretare chiunque volesse. Il gioco smise quindi di essere tale per diventare l’occasione di recitare una parte, come su un palco.
La sua interpretazione preferita era quella del fannullone, di solito due bardi: la dolce e svampita Jamie Swift e il bizzarro e ambizioso Stevenus McSion. Fu nel 2006 che pensò di mettere per iscritto i suoi personaggi e quelli degli amici, imbastendo una storia per farli interagire e inserendo, laddove possibile, parti delle avventure create nel gioco stesso.
Non voleva essere, però, un prodotto fan made, uno spin off sulla falsariga di altri romanzi tratti da videogiochi. Il Cavalier Buffone, titolo elaborato sin dall’inizio, doveva reggersi con le proprie gambe, avere una sua storia credibile in un mondo proprio.
Nacque così Finisterre, furono definiti i personaggi partendo da quelli giocati in prima persona  (Sonya Shu, Jamie Swift e Stevenus McSion) e arrivando a usare quelli altrui, chiedendo il permesso e stravolgendo alcuni nomi e ruoli. A ben vedere, Il Cavalier Buffone è un’enorme e continua citazione, che però non necessita di essere compresa: chi si ritrova capirà.

La storia nasceva da un antico desiderio, ovvero raccontare avventure da taverna dove bardi matti come cavalli sciorinavano storie e canzonette. Fu così ripresoi un vecchio progetto, dove Stevenus McSion entrava in un locale e, tra una bevuta e un corteggiamento, narrava storielle, fino a che accadeva qualcosa che costringeva tutti gli avventori con cui avesse legato ad andare all’avventura. Partendo da quella base si decise di non usare lui direttamente ma un altro personaggio, uno smemorato senza nome noto come il Viandante, per citare il wanderer proprio della serie Ultima, colui che sarebbe diventato l’Avatar. Entrando in un mondo e una cultura tutti nuovi, sorse però il timore di dover ricorrere a troppe spiegazioni della voce narrante, da qui l’idea: essendo il Viandante privo di memoria, avrebbe dovuto reimparare tutto, attraverso le storie che gli venivano raccontate.
Ecco quindi che il protagonista divenne l’alter ego non dello scrittore, ma del lettore stesso, che attraverso i suoi occhi apprende, con la sua mente razionale cerca di interpretare, fino a essere pronto per l’avventura.
Se poi per strada avesse anche fatto un po’ ridere tanto meglio, quindi fu prodotta una lunga serie di aneddoti, alcuni lunghi e altri brevi, che sottolineassero la natura goliardica dell’opera.

Nonostante la lunghezza della storia, l’architettura dei capitoli fu la cosa più semplice da realizzare. Tutta l’avventura si svolge in 14 giorni, di cui ogni capitolo è una giornata a sua volta suddivisa in momenti (Mattino, Pomeriggio, Sera e Notte), con poche eccezioni.
Gran parte della vicenda si svolge nella Taverna del Grifone Lussurioso, dove gli avventori e i protagonisti si scambiano storie, litigano, si innamorano e si rendono ridicoli. Al termine della giornata, la barda Jamie Swift intrattiene i presenti con le sue canzoni, allo scopo di rendersi popolare e guadagnare qualche moneta. Tali canzoni sono realmente trascritte, una al termine di ogni capitolo e altre nel corso di alcuni di essi.
L’umorismo e l’interazione tra i personaggi sono il fulcro dell’intero romanzo, la storia viene costruita, nella prima metà, attraverso gli aneddoti e anche i malintesi e le infatuazioni che nascono all’interno della taverna.
Non manca l’azione, soprattutto nella seconda parte, ma è bene ricordare che i temi principali de Il Cavalier Buffone non sono la sconfitta del male o le battaglie per la gloria, quanto la ricerca dell’identità. Il Viandante impara, gioisce, si rattrista e si innamora. Ogni giorno, ogni capitolo, è una divertente lezione di vita, che talvolta ferisce ma che lo aiuta a crescere e a conoscere se stesso sempre di più.

«Hai mai pensato che forse è meglio non sapere chi fossi?»
«Come puoi dire una cosa del genere?»
«Se scoprissi di non essere stato un granché di uomo non rimarresti deluso?»
«Potrei sempre cambiare»

Nel 2012 Il Cavalier Buffone fu terminato, dopo una puntigliosa ricerca di errori il manoscritto era pronto per essere letto. Fu sottoposto, però, non a editori bensì a blogger del settore per avere un primo parere, che però fu disastroso.
La lunghezza del romanzo (oltre 900 pagine) e la presenza di troppe canzoni che rallentavano la lettura, costrinse l’autore a richiuderlo nel cassetto, meditando sul da farsi. Decise che da solo non sarebbe arrivato da nessuna parte e che aveva bisogno di aiuto, fu così che entrò in contatto con il F.I.A.E. (Forum Indipendente Autori Emergenti). Nel F.I.A.E. c’erano persone, scrittori e autori emergenti, con un’esperienza di gran lunga superiore alla sua. Interagendo e lavorando con loro l’autore comprese come avrebbe dovuto intervenire sul proprio romanzo.
Dopo due anni di tagli, correzioni e riscritture di interi capitoli, Il Cavalier Buffone scese a circa 600 pagine, tarpato anche dell’ottanta percento delle canzoni. Reso più leggibile e musicale decise di inviarlo a qualche editore.
La lunghezza era un problema, i primi rifiuti erano stati causati da essa, poi qualcuno cominciò a interessarsi e alla fine giunse la proposta di Lettere Animate, seguita da un altro editore a contratto ormai firmato.

Blog dell’autore e articoli correlati: https://wormholediaries.wordpress.com/pubblicazioni/il-cavalier-buffone/

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/cavalierbuffone

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