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Endora, un mondo a rovescio

“Quanto sembravano stupide le sue paure mentre se ne stava lì, seduta, ad assistere al trionfo di Killiar. Non importava cosa indossasse e nemmeno che i suoi splendidi capelli fossero rinchiusi dentro il darvad.  La sua natura virile emanava da ogni gesto, da ogni sguardo o silenzio. Non stava cercando di sedurre qualcuna, non le avrebbe mai mancato di rispetto facendo una cosa del genere. Non aveva bisogno di provocare. Il suo talento di maschio era innato, assoluto”.

Fernanda Romani, autrice della Saga di Endora, questo mondo in cui la nostra società è rappresentata al contrario (femmine dominanti e maschi sottomessi), ci presenta il secondo episodio.

Quando esce il secondo episodio?
Ho iniziato a sentirmi fare questa domanda mesi fa, quando le persone che avevano letto e apprezzato il primo episodio di “Endora”  hanno voluto esprimere il loro entusiasmo per la mia storia. Una domanda che per me ha significato un primo traguardo: il mondo che avevo creato era piaciuto. Un mondo alla rovescia, dove gli uomini sono la parte più debole della società ed entrare in empatia con loro significa stare dalla parte degli oppressi. Ci tenevo a raccontare questa metafora della condizione femminile di ogni tempo e luogo, mi ha sempre  affascinata l’idea di vedere quali reazioni avrebbe suscitato. Durante questi mesi, in cui le mie lettrici non hanno mai mancato di incalzarmi perché portassi a termine al più presto il secondo episodio, mi sono addentrata sempre di più nel mondo che stavo creando e ho scoperto sfumature, usanze, modi di fare, e soprattutto modi di pensare. La difficoltà più grande è stata  la caratterizzazione dei personaggi. Le donne dovevano essere femminili pur occupando ruoli forti, ruoli che non sempre sono di comando, ma dove non mancano mai di essere consapevoli del loro potere sugli uomini.

Naydeia, la protagonista è stata una grande sfida. Avevo davanti agli occhi un’altra protagonista, di un’altra saga che sto scrivendo sullo stesso tema. Un personaggio femminile forte, ma con una personalità capace di provocare nel lettore un’istintiva empatia, così mi hanno sempre detto le amiche che hanno letto l’altro manoscritto. Proprio per questo, fin dall’inizio della stesura di “Endora”, ho deciso che Naydeia doveva essere una persona diversa. Non potevo correre il rischio di creare due protagoniste uguali. Così è nato il suo carattere spigoloso, il suo amore disperato per un uomo che non la ricambia. Il suo ruolo di militare mi ha aiutata a farne un personaggio schivo e decisionista, che per anni ha sofferto cercando di nascondere la propria fragilità, quel sentimento così potente che nulla ha potuto scalfire. So bene che non è facile entrare in empatia con una donna così, ma ho deciso che non doveva essere per forza una persona simpatica.

Con gli uomini il problema era ancora maggiore. Come tratteggiare dei caratteri maschili che fossero sottomessi al potere femminile ma sempre e comunque “uomini”? Ho cercato con pazienza ogni sfumatura, ogni sguardo o gesto che potesse far vivere i miei protagonisti e renderli “persone”. La figura dolorosa di Killiar, bellissimo “libero amante” che ha rischiato tutto per amore, e ha perso, è stata un’altra grossa sfida. Malgrado abbia praticato “l’arte virile”( così è chiamata la prostituzione a Endora ) con grande abilità, Killiar non è un maschio alfa. È stato educato a dare per scontata la superiorità e il dominio femminile e ha sempre vissuto trovando tutto questo “normale”. Come poteva essere interessante un uomo così? Mi sono sforzata di cercare i suoi sentimenti, le incertezze e i piccoli atti di coraggio quotidiano che potessero fare di lui una persona reale e apprezzabile.

E poi è arrivato Daigo, il personaggio più facile. Finalmente un maschio alfa! Figlio di un capo, destinato a un ruolo di comando, per nascita e per istinto. Straniero, costretto ad accettare le leggi di Endora, ma lontano dalla mentalità degli uomini allevati nella convinzione di non poter avere diritti solo in quanto nati maschi. Daigo è l’elemento estraneo, quello che scompagina le carte, eppure è quello che ai nostri occhi appare come il più “normale” pur appartenendo a un popolo molto particolare.

E poi potrei parlarvi di Yadosh e Rainna, una coppia che mi appassiona molto, protagonista degli intrighi ambientati nella capitale, ma temo che questo articolo diventerebbe troppo lungo.   Ho vissuto emozioni e passioni assieme ai miei personaggi, mi sono smarrita nella loro infelicità, ho goduto delle loro poche gioie. Sì, poche, dal momento che hanno ancora molta strada da fare e io devo percorrerla assieme a loro. Ma spero di essere in buona compagnia, spero che chi ama gli uomini e le donne di Endora voglia essere vicino a me in questo viaggio.

E attendo la prossima domanda: quando esce il terzo episodio?

“Daigo alzò gli occhi dal piccolo tavolo dove aveva appena gettato i dadi. Era l’unico Aldair ancora libero quella sera, gli altri erano già tutti al lavoro.
Lui aspettava Naydeia.
Si era addentrato nell’avamposto, senza una meta precisa, sapendo che lei e Killiar erano a cena con la comandante e le altre ufficiali. Aveva passeggiato al buio, cercando di immaginare cosa stesse accadendo.
Ricordava i banchetti nella casa di suo padre; il cibo che non finiva mai, le coppe colme di nabash che venivano riempite di continuo, le danzatrici, pronte a far fremere ogni maschio presente, ma libere di scegliere chi volevano. Nessuna che avesse posato lo sguardo su di lui aveva mai scelto un altro uomo.

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3 Commenti

  1. Babette Brown
    11 giugno 2015 at 10:36 — Rispondi

    Giusto… quando esce il terzo episodio?
    Bando agli scherzi. Mi hai ricordato che la tua prima recensione (episodio n° 1) l’ho scritta proprio io. Tre stelline e un giudizio lusinghiero.
    Sappi che Teresa Siciliano (L’Artiglio Rosa) sta lavorando con me per una recensione a quattro mani.

  2. Fernanda Romani
    11 giugno 2015 at 17:51 — Rispondi

    E io aspetto con ansia la vostra recensione. 🙂

    • Babette Brown
      11 giugno 2015 at 19:19 — Rispondi

      L’ Artiglio è in vacanza. Nonostante questo, ci siamo sentite un paio di volte. Abbiamo parlato delle bellezze di Capo Sounion? Della drammatica visione delle rovine di Olimpia? No, abbiamo chiacchierato della recensione all’ultimo romanzo di Fernanda Romani. Come vedi, sei noi nostri pensieri.

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