Interviste

Emiliana De Vico, un’esordiente a luci rosse…

Per la serie “autori italiani esordienti”, vi presento oggi
Emiliana De Vico. E i suoi racconti
erotici
.
Emiliana De Vico (1973) vive in un paesino nell’entroterra
abruzzese, insieme al marito e ai due figli. Laureata in scienze sociali,
lavora presso i Servizi Sociali di zona. Appassionata di romance, approccia
questo filone dall’adolescenza. 
Alcuni suoi racconti sono contenuti in
antologie della Delos Books a cura di Franco Forte (365 Storie d’amore; Speciale
SF; il Magazzino dei Mondi 2).
Vincitrice della terza edizione de “La vie
en rose” 2012 con “Indaco”
Il racconto “Rose sui
tratturi” è stato segnalato dalla giuria del Premio Romance 2013 indetto
da Mondadori. 
Per la collana Senza Sfumature ha pubblicato quattro racconti
con protagonista Vivienne: “Incontri protetti”, “Zona
d’ombra”, “Seta nera” e “Il braccialetto rosa”.
Un delizioso booktrailer di
“Indaco”.

Non bisogna mai lasciarsi coinvolgere da un utente del
servizio sociale. Men che meno avvicinarlo fisicamente. Lo sa bene Vivienne,
incaricata dal tribunale di svolgere incontri protetti tra minore e genitori.
Ma Alexander Cambi le sconvolge l’esistenza, con la sua presenza silenziosa,
con la forza del suo corpo. Non dovrebbe sentirlo così vicino, eppure lo
percepisce con ogni molecola del suo essere. Ma può fidarsi di un uomo come
lui, imbrigliato in una storia di responsabilità con un’altra donna? La
passione che Vivienne gli dona insieme all’assenza di inibizioni possono
legarlo a doppia mandata e staccarlo da una situazione dai contorni non
definiti?
Le ombre fanno paura, lasciano il segno sulle anime e sui
comportamenti. Oliver Di Nardi, avvocato di grido, ha un solco profondo
riempito di desideri ambigui e timori infondati. Eppure Vivienne, assistente
sociale incaricata di collaborare con lui a casi di violenza sulle donne, non
ha paura del velo tenebroso che lo avvolge. Entra con prepotenza nel suo spazio
personale e mentale, scandaglia i perché e interpreta, fino a divenire la guida
che mostrerà a Oliver la giusta sessualità, scevra da ricordi e da
condizionamenti. Offre il suo corpo, la sua conoscenza, la sua forza per
riportarlo al qui e ora, tra le sue braccia, tra le sue gambe.
Si può agire con superficialità, vivere la storia di una
notte, con uno sconosciuto abbordato in un night, tanto per provare la sferzata
della trasgressione, per ritrovare la sicurezza abbattuta da storie malsane.
Vivienne ci prova battagliando con i mille tabù della sua esistenza. E quando
ha trovato la giusta leggerezza per assaporare un ballo con Marco,  una corsa in auto con lui, una notte di sesso
nella sua casa, tutto si trasforma e diventa più reale, insinuandosi
sottopelle, marchiando i suoi pensieri quotidiani. E allora l’unica cosa da
fare è prendere le distanze. Ma la seta nera della toga di un magistrato non le
lascia scampo. La avvolge nelle sue spire di serpente dell’eden offrendole la
mela dell’affettività.
Vivienne vuole un figlio. E lo vuole avere da un uomo
con cui non vuole impegnarsi. Così sfrutta il sesso per i suoi scopi. Ma
qualcosa le scombussola i piani… qualcosa che si chiama amore.
Prendere un uomo, utilizzarlo per avere un figlio e
poi, a cose fatte, dargli il ben servito. È semplice, di facile realizzazione,
senza complicazioni, per una donna che non ha legami affettivi. Può farlo
Vivienne, assistente sociale che si occupa di adozioni, nel momento in cui
capisce che è ora di riempire la solitudine con un bambino. Può farlo con
Giorgio, pediatra di neonatologia che si offre spontaneamente nel darle ciò che
le serve fino al concepimento. Ma se tutto diventa più complicato a causa
dell’attrazione che si mescola alla razionalità del loro rapporto? E se Giorgio
non volesse lasciarla nonostante il loro accordo prevedesse il contrario?

Due chiacchiere con Emiliana De Vico.

Come organizzi la tua giornata di scrittrice (fai
anche un altro lavoro, mi sembra. Ti ritagli dei momenti, oppure pianifichi la
tua giornata?
Scrivere, scrivere, scrivere
è il pallino che mi gira in testa senza sosta. Riesco a farlo nei momenti in
cui non sono al lavoro, quando non ci sono i miei due figli in giro e il marito
brontolone è da qualche parte per conto suo. In poche parole, scrivo all’alba e
a notte fonda e solo se non ho un buon libro da leggere. Pianificare è
impossibile per me che vivo di imprevisti.
Usi carta e penna o il PC? 
Uso tutto quello che ho a
portata di mano. Fogli, fazzoletti, retro di un libro. Il PC è più pratico e mi
permette di saltare alcune fasi, ma la penna resta ancora il modo più fluido di
scrivere. Seguo l’immagine mentale senza lo spauracchio dei segni rossi di
word.
Utilizzi schede per i personaggi?
Certo. Stabilire a priori le
caratteristiche dei personaggi è importantissimo. Buttare giù i segni
distintivi dei vari attori mi permette di visualizzarli meglio e di aggiungere
alcune peculiarità distintive del personaggio. I protagonisti ne hanno una più
complessa con elementi fisici, caratteriali ed emozionali. I secondari sono
abbozzati e, spesso, ritoccati in corso d’opera poiché si devono piegare alla
storia.
Ti servi di ricordi personali (ehm… sei anche un’autrice
di racconti erotici… la curiosità è a mille) o, comunque, legati alla tua professione,
o alla vita di persone che conosci?
Nei racconti di Vivienne ho
utilizzato situazioni problematiche realmente incontrate. Il neonato in crisi d’astinenza,
il bambino conteso, l’adulto costretto a guardare gli abusi sono situazioni su
cui ho lavorato. Il servizio sociale si occupa di disagio, difficoltà,
problematiche delle persone. Il pane quotidiano è fatto di maltrattamenti,
minori abusati, adulti sofferenti, bisogni più o meno emotivi che si
manifestano con comportamenti devianti. Non ho potuto approfondire i casi
sociali che Vivienne incontra per non portare la storia su un’altra pista. Incontri protetti, Zona d’ombra, Seta nera,
Il braccialetto rosa
e, prossimamente Sesso
amaro
, sono racconti erotici e devono mantenere il taglio di genere. I casi
problematici trattati all’interno servono da sfondo e sono stati un po’
edulcorati per non essere riconoscibili e per non disturbare il lettore.
Qualche accenno a racconti / romanzi nel cassetto?
Sesso amaro
sarà l’ultimo racconto di Vivienne. Mi è parso di sentire un sospiro di
sollievo, o sbaglio? (proprio no, n.d.r.)
Ne ho scritti altri sempre
con protagonista un’assistente sociale. Il mio cassetto è vuoto. Ho già mandato
in giro tutto il materiale che ho prodotto. Se qualcuno è interessato ancora
non lo so. Mi piacerebbe scrivere, in futuro, una saga ambientata in un
dipartimento di servizio sociale. Perbacco, mi è parso ancora di sentire un
gemito di disperazione.
Grazie Babette per
l’opportunità che dai agli esordienti. Il tuo blog è, per noi, una vetrina
importante.
Grazie a te.
Post precedente

I love Capri, di Flumeri & Giacometti

Post successivo

Il senso interno del tempo: in arrivo il secondo volume?

Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *