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Horror, thriller, mystery: Dunwich

La nostra Maddalena Cafaro prosegue gli incontri con le Case editrici. Oggi è il turno di Dunwich, nella persona di Mauro Saracino, l’editore.

Benvenuto Mauro nel salotto virtuale di Babette Brown Legge per Voi. Accomodati pure su una di queste poltroncine di vimini. Il battello partirà a breve, nel mentre ordina pure alla nostra Alice quello che desideri da bere. In questo viaggio spero che toccheremo tante mete illuminanti.

Prima di iniziare facciamo conoscenza, ti va?

Da dove viene il nome Dunwich?

– È una cittadina citata da H.P. Lovecraft. Volevamo un nome che qualunque lettore del fantastico potesse riconoscere e al tempo stesso omaggiare un caposaldo della letteratura.

Prendo spunto dal vostro sito, voi siete: una casa editrice digitale (…) che pubblica e promuove romanzi horror, thriller e mystery. Come mai una scelta simile, soprattutto quando, secondo le ultime statistiche il mondo editoriale è tendente al rosa? Trattate un genere di norma definito di nicchia, ma lo è veramente?

– Be’, di certo non si può fondare una casa editrice seguendo solo le mode del momento, anche perché le mode sono destinate a cambiare. Ora il mondo editoriale tende al rosa, ma fino a qualche anno fa si vendevano romanzi storici a pacchi. E vogliamo parlare dei vampiri? Prima del boom dei succhiasangue anche quella era letteratura di nicchia, ma ci sono autori e autrici che con i vampiri si sono fatti la villa a Los Angeles. Harry Potter? Prima del suo avvento scrivere di maghetti era da sfigati. E potremmo andare avanti per pagine e pagine parlando delle sfumature di grigio, nero e bordeaux. Domani chissà cosa vorrà il mercato. La realtà è che c’è uno spazio per tutto e le mode seguono un andamento ciclico, l’importante è che il lettore abbia sempre facoltà di scelta. Noi abbiamo optato di cominciare con ciò che ci piaceva. E cerchiamo il più possibile di rimanere su quei binari.

Siete la casa editrice con le cover più fi..*coff coff* belle che abbia visto negli ultimi anni: originalità è il vostro marchio, chi è che compie il miracolo? Una squadra o una singola persona?

– Grazie del complimento. Facciamo del nostro meglio per avere delle cover che possano catturare l’occhio del lettore. Abbiamo avuto la fortuna di collaborare con illustratori molto bravi dal punto di vista tecnico e molto disponibili dal punto di vista umano. A volte dispiace solo di non poter dare il giusto spazio a tutti.

Diapositiva1Cosa fa scattare la scintilla con un testo? L’ambientazione? I personaggi? La storia nel suo insieme? E quante pagine vi servono per capire se c’è amore tra di voi?

– Di solito è qualcosa nella sinossi, ma non saprei dirti cosa di preciso. Forse il concetto principale della storia, al di là dei personaggi o dell’ambientazione. Per farti un esempio pratico, mi è capitato non appena ho letto le sinossi di Quindici Minuti, Pavlov’s Dogs o La Cisterna. Sono tutti romanzi con un’idea di base molto forte. Quanto al colpo di fulmine… diciamo che in male si capisce subito. Se si parte con una virgola tra soggetto e verbo alla prima riga (e mi è capitato personalmente moltissime volte) si comincia male. Stesso dicasi se vedo la stessa parola ripetuta decine di volte alla prima pagina. Insomma, la forma è parecchio importante. E se l’andazzo è quello purtroppo si passa al cestino rapidamente, anche se la storia di base poteva essere buona. A volte succede la stessa cosa quando la forma è talmente complessa da rendere l’opera poco fruibile da parte di un lettore che non faccia parte degli addetti ai lavori.

Horror, thriller, mistery. Ma non fantasy, perché? Non c’è più spazio per il fantasy in Italia?

– In realtà non c’è nella nostra definizione, ma abbiamo anche pubblicato fantasy e continueremo a farlo, ne abbiamo giusto due in programma ad agosto. Di spazio per il fantasy non ce n’è mai stato molto, se ci pensi bene, anzi ora grazie al cinema e alla TV qualcosa sta cambiando anche da noi. Sempre con moderazione, ci mancherebbe, ma meglio di niente.

Avete lanciato un progetto interessante: Dunwich Life. Ti va di parlarcene?

– Volentieri. Era da un po’ che pensavamo di aprirci alla narrativa tradizionale e abbiamo deciso di farlo in questo modo. Senza nulla togliere al fantastico – che comunque resterà la parte portante della Dunwich – volevamo anche metterci in gioco con romanzi non di genere per variare l’offerta e, perché no, lavorare a qualcosa di diverso.

Cosa sperate di trovare con questo concorso?

– Qualcosa che ci sorprenda. Speriamo davvero di trovare una storia originale, viva, che valga la pena di essere letta.

La parte più difficile di essere un editore? Dove finisce l’uno e dove inizia l’imprenditore?

– In effetti la parte più dura è proprio quella: far quadrare le logiche editoriali con quelle economiche. Per quanto mi riguarda, trovo difficilissimo dover dire no a progetti che in linea teorica mi piacerebbe realizzare ma che ormai so non avrebbero il giusto seguito, anche perché di base sono un impulsivo e se un’idea è buona mi verrebbe da rispondere subito in modo positivo.

La parte più bella del tuo lavoro?

– La risposta positiva dei lettori. La soddisfazione più grande è quando ci viene richiesto il seguito di un libro uscito da pochissimo o semplicemente vedere il passaparola che spinge un titolo a continuare a stare in classifica anche un anno dopo l’uscita.

Una domanda che faccio a tutti. Il self publishing croce o delizia per l’editoria italiana?

– Il self publishing è uno strumento e come tale è croce o delizia a seconda di come lo si usa. Di sicuro può essere utilissimo per gli autori con un certo background. Un po’ meno per chi è alle prima armi, magari.

Cosa vedi nel futuro della Dunwich?

– Una mole di lavoro che mette paura. Abbiamo cinque titoli in uscita prima della pausa estiva e durante le vacanze probabilmente ci sarà da leggere un bel po’ di materiale, anche perché a breve riapriremo l’invio di manoscritti per tutte le collane e cominceremo a mettere nero su bianco il piano per il 2017.

Siete una delle poche, se non l’unica Casa editrice che esporta autori italiani all’estero. Come sono accolti gli scrittori fuori dai confini nostrani?

– Con molta molta diffidenza. Niente di nuovo, se ci pensi, gli autori nostrani sono visti con diffidenza anche da noi.

Tre consigli agli autori esordienti.

– 1) Affrontate la pubblicazione con più serenità, molto difficilmente il vostro libro cambierà il mondo dell’editoria, perciò siate rilassati. 2) Evitate come la peste le guerre/polemiche con altri autori, blogger o lettori e pensate a scrivere, se è davvero quella la vostra vocazione. 3) Siete sicuri di aver letto abbastanza nella vostra vita? La risposta a questa domanda non può essere sì. 😉

Grazie per la tua disponibilità spero che il viaggio ti sia piaciuto, godiamoci il panorama, la realtà busserà alla nostra porta fin troppo presto.

– Grazie a te per lo spazio che ci hai dedicato. Un saluto a tutti e a presto!

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Dunwich Edizioni si presenta:

Siamo una casa editrice digitale, nata con l’obiettivo di pubblicare e promuovere romanzi horror, thriller e mystery.

Digitale, perché crediamo che la nuova ondata tecnologica possa dare una grande spinta alla lettura garantendo una fruibilità del libro più immediata e a costi contenuti.

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 MADDALENA CAFARO

Maddalena Cafaro, scrittrice e intervistatrice folle, la trovate su Amazon

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