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Diario di Viaggio: Chiara Vitali a New York. Una partita allo Yankee Stadium

Carissimi lettori, oggi vi parlo di un aspetto spesso trascurato quando si organizza un soggiorno oltre Oceano: lo sport. Sembra strano pensare a questo argomento quando si è presi dall’organizzazione di tutti i particolari di un viaggio, ma vi garantisco che ne vale la pena. L’America è la patria di tanti sport spettacolari, e il modo che il pubblico ha di vivere queste discipline è imperdibile.

New York, in particolare, offre la possibilità di assistere a svariati eventi di caratura nazionale, a seconda del periodo dell’anno in cui la visitate: durante l’inverno ci sono le partite dei Knicks al Madison Square Garden, squadra cittadina di basket che milita in NBA, oppure dei Giants o dei Jets, team di football americano NFL che giocano entrambi al Met Life Stadium. Da non perdere!

Ma se, come me, deciderete di visitare la grande mela in estate… beh… non posso che consigliarvi una spettacolare partita di baseball! Io sono di parte, nel citare questo sport, perché mia figlia gioca a softball (che per i profani potrebbe essere definito come il baseball al femminile) e mio marito lo guarda sempre in televisione, ma vi garantisco che sarà un’esperienza indimenticabile.

Il baseball, per gli americani, è LO SPORT. Quello con tutte le lettere maiuscole, non solo la “S”: giocato da tutti, ma proprio tutti, i bimbi yankee fin da piccolissimi, è lo sport nazionale, antico, emozionante e multietnico. È una disciplina rigida e piena di regole, con un onore e un rispetto per gli avversari che potrebbe insegnare molto a noi italiani.

A New York militano due squadre antiche e conosciutissime: gli Yankees e i Mets, entrambi iscritti alla Major League Baseball. Il massimo campionato americano si gioca in estate, da aprile a ottobre, e noi abbiamo deciso di comprare i biglietti on line in anticipo: già in primavera, infatti, è possibile acquistare gli ingressi di ogni singolo evento, che, con così largo anticipo, costano pochissimo. Tenete conto che il baseball è uno sport che, soprattutto d’estate, gioca fino a quattro partite settimanali, quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Noi abbiamo optato per un incontro spettacolare: New York Yankees contro Boston Red Sox. La cornice che ospita quello che è praticamente un derby è il favoloso Yankee Stadium, che si trova nel Bronx.

Quindi, armati di un entusiasmo alle stelle e con mia figlia che indossa la maglietta della sua squadra di softball, siamo partiti all’avventura, direzione Bronx, verso una serata meravigliosa.

La metropolitana ci porta direttamente di fronte all’impianto, nuovissimo, che è entrato in funzione nel 2009, andando a sostituire lo storico, e bellissimo, The Stadium, soprannominato “The House That Ruth Built” (1). L’impianto nuovo, che ha una capienza più o meno uguale a quello precedente, offre, però, una serie di servizi incredibili: una volta entrati, non potevamo credere ai nostri occhi. È uno stadio multi piano, che, nell’enorme anello esterno, a ogni livello, ospita negozi di intrattenimento e ristoranti di ogni tipo. Vi giuro, uno non sa proprio dove guardare!

Per farvi capire bene, ho bisogno di spiegarvi due cose sul baseball. Gli incontri non hanno un limite di tempo, perché non è previsto il pareggio tra le due squadre: di base si giocano 9 inning (o tempi), ma, esauriti quelli, si continua a oltranza con gli extra inning fintantoché una delle due squadre non fa punto. Questo per farvi capire che di una partita di baseball si sa l’ora d’inizio, ma mai quella della fine. È uno sport, poi, che vede storicamente l’ingresso del pubblico spalmato nel tempo, anche un’ora dopo l’inizio, tanto c’è sempre molto da guardare! Lo stadio è quindi un via vai continuo, una enorme massa in movimento, come un cuore che batte sempre.

Gli americani, vero spettacolo da osservare, vivono l’incontro come una festa: allo stadio si va per mangiare, bere, chiacchierare, fare un po’ i cretini, si tifa, certo, ma tutti assieme, tutti seduti uno a fianco all’altro, a prescindere se si tenga per New York o per Boston. E gli americani mangiano, in queste circostanze, mangiano forte. Ci sono almeno un centinaio di ristoranti, caffè, fast food in grado di soddisfare qualsiasi palato made in USA, dove si può mangiare veramente di tutto, seduti nei tantissimi spazi a disposizione o portandosi il vassoio fino al posto assegnato. Tutto molto americano, ve lo posso garantire. È uno spettacolo nello spettacolo osservare le quantità di cibo grasso, unto e grondante salsa che vengono consumate, come se non ci fosse un domani. Ma se si devono far passare quattro ore (almeno) di partita, è necessario adeguarsi.

Non starò a tediarvi parlandovi dell’incontro, che è stato anche un po’ noioso perché i due team sono entrambi al top della MLB e si equivalgono. Però vi trattengo ancora un po’ raccontandovi dei colori e dei suoni di questa serata: enormi schermi visibili da tutto lo stadio trasmettono pezzi della partita, statistiche, card dei giocatori, filmati e spot pubblicitari, e ogni momento di pausa diventa intrattenimento: quando, durante l’intervallo, escono i sei addetti a pettinare il campo (gergo tecnico, perdonatemelo, che indica l’azione di rasatura della terra rossa con dei grandi rastrelli, fatta a mano) lo fanno ballando al ritmo della notissima YMCA dei Village People, in una coreografia tutta da ridere, e lo stadio intero si alza in piedi a ballare con loro. La partita inizia alle 19, quando c’è ancora luce, e poi diventa notturna, con una spettacolarità incredibile: i colori sembrano risplendere, il verde e il rosso del campo spiccano ai nostri occhi, e si mescolano con i mille volti delle persone che ci circondano.

Ci sono tanti tempi morti, nel baseball, ma riempiti con sapienza, verve e allegria, rendono queste ore veloci e piene di ricordi che terremo gelosamente nel nostro cuore. Una parte di America vera e sana, che consiglio veramente a tutti di provare!

(1) George Herman “Babe” Ruth, soprannominato “The Bambino” e “The Sultan of Swat” (1895 – 1948), è stato un giocatore di baseball statunitense nella Major League Baseball (MLB). Iniziò la sua carriera come lanciatore mancino per i Boston Red Sox, ma ebbe i maggiori successi come esterno per i New York Yankees. Ruth stabilì molti record MLB in battuta (e alcuni come lanciatore), inclusi quelli assoluti in fuoricampo (714), punti battuti a casa (RBI) (2.213), basi su ball(2.062) e percentuale di slugging (.6897) e on-base plus slugging (OPS) (1.164), gli ultimi due dei quali resistono ancora oggi. Ruth è considerato come uno dei più grandi eroi della cultura sportiva americana ed è considerato da molti come il più grande giocatore di baseball di tutti i tempi. Nel 1936 Ruth è stato introdotto nella Baseball Hall of Fame come uno dei cinque membri inaugurali. (Wikipedia)

Il Diario di Viaggio a New York, di Chiara Vitali

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