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Diabolik: In mano al nemico

In mano al nemico – n.4 anno LV
Inedito Aprile
Soggetto: M. Bondi e A. Pasini
Sceneggiatura: R. Altariva
Disegni: G. Di Bernardo e J. Brandi
Copertina: M. Buffagni

Trama:
Diabolik sta scappando con Eva dopo un colpo andato a buon fine, ma nello sfuggire a Ginko scopre il segreto di alcuni narcotrafficanti e decide di andare a fondo alla questione teorizzando il ricco bottino che di sicuro potrebbero trafugare lui ed Eva.

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Le ricerche conducono i due amanti presso lo stabilimento della Fishfresher e il passo nell’intrufolarsi sotto mentite spoglie pur di carpire informazioni utili è breve. Diabolik, prendendo il posto del manovale neoassunto Marco Werry, si introduce nello staff dello stabilimento e prende servizio.
Come si suol dire, però, tanto va la gatta al lardo… Diabolik cade in mano ai trafficanti di droga che, scoprendolo per un caso del tutto fortuito, decidono di ricattare Eva per poi uccidere entrambi temendo ritorsioni future.

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Ma Eva è più furba e, nonostante le apparenze, ha un piano.

OoO

Ho cominciato a leggere Diabolik che avevo sì e no 8 anni. Come al mio solito controtendenza, ero affascinata da questo ladro spietato dalla mente brillante e dal cuore diviso in due: Eva, la sua amata, e il denaro. Per una amante di Zio Paperone come me devo dire che l’attrazione era ben giustificata. Inoltre, e in questo numero Bernardo e Brandi rendono giustizia, l’occhio vuole la sua parte e Diabolik è un gran bel tocco di… Vabbe’. Insomma, al di là del gusto puramente estetico, che nel fumetto gioca un ruolo essenziale, in Diabolik c’è la storia, il giallo. Sempre tornando al mondo Disney, ero appassionata anche di Topolino… Quei topi e quei paperi m’hanno davvero complicato la vita!
Insomma, Diabolik sa il fatto suo e le migliori storie sono quelle come questa che ho appena letto. Devo dire la verità, ero rimasta delusa dal numero precedente per la trama scontata e le disattenzioni che in un giallo fanno la differenza, ma sono stata ampiamente ripagata ora. Qui Diabolik è debole, ma Eva (eddaje co sto girlpower!) assume un controllo degno di una leonessa e tira fuori le unghie, dando prova non solo di una mente brillante, ma di una tenacia invidiabile.
Molto buoni i dialoghi, così come il ritmo, e decisamente azzeccato il finale all’insegna della vendetta che non guasta affatto, specialmente perché, nonostante la crudeltà di Diabolik, il lettore tifa sempre per lui. Unica nota un po’ a sfavore è Ginko, appannato dai tanti personaggi che giocano ruoli decisamente più importanti.

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Federica D'Ascani

Federica D'Ascani

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