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Musica: Dagmar Segbers, Find a Way

Il nuovo album della cantante tedesca esplora il pop, la fusion e l’easy listening più raffinato. Leggiamo l’articolo di Alessandro Ceccarelli per la Rubrica “Musica”.

“What’s the meaning of this life?
Does it all depend on time?
The more I want to know It I understand
That only love will let us find a way”

Come afferma il titolo (Find a way) la cantante tedesca Dagmar Segbers, alla seconda prova con il gruppo Dagmar’s Collettive, sembra aver trovato il sound più adatto alla sua personalità. Il suo nuovo album esplora diversi stili e linguaggi musicali. Si va dal pop, alla fusion, al jazz; il tutto condito da un pizzico di atmosfere sudamericane. “Find a way” può essere definito come un ottimo esempio di easy listening elegante ed originale.

77ee20b431c8d2391877be77957c979a_xlSin dalle prime note di “Future can wait” appare evidente la raffinatezza degli arrangiamenti, i suoni eleganti di ogni strumento e la voce calda e morbida della singer nativa di Papenburg (una città della Renaria-Vestfalia). Con “Obrigado”, il secondo brano, la cantante ci porta in un contesto brasiliano in cui spiccano le delicate percussioni, il pianoforte, il double bass più un breve e incisivo solo di chitarra acustica. Completa il sound di questa canzone la presenza dei cori di Alessio Sanvito e Virginia Mai. Cambio repentino di atmosfere con la seguente “Open your eyes”, un perfetto brano di pop-easy listening in cui la voce suadente di Dagmer Segbers è la protagonista assoluta. A metà canzone emergono improvvisamente una serie di note di pianoforte, ‘voce’ fondamentale per tutto l’album. La seguente “Beautiful Song” esplora un mood soft, uno dei momenti più intimisti dell’interno album con una chitarra jazz dal suono molto pulito in evidenza.  “Love’s Divine” è un altro momento delicato in cui la voce e i cori sono protagonisti insieme al tipico suono dell’organo Hammond suonato da Michele Fazio. “With you” è il brano più jazzistico dell’intero album: la ritmica è colorita dalle spazzole e dal double bass che sostengono la voce limpida e cristallina della Segbers. Segue la canzone che da’ il titolo all’album. Attaccano le percussioni e la voce che introducono un brano dalla melodia immediata grazie alla presenza della chitarra acustica e del pianoforte che si produce in un bellissimo solo lirico e intenso. “Coming home” vede il contrabbasso eseguire la melodia di apertura su cui intervengono tutti gli altri strumenti fra cui un’energica chitarra vagamente blues. Con “U and I” la cantante torna verso ritmi e atmosfere sudamericane colorite dalle percussioni e dal pianoforte (spicca il solo ricco di lirismo sulle note più acute). “You hear my heart beat”, forse il momento più delicato, chiude l’album: una  ballad ricca di sentimento anche nel testo.

Dagmar Segbers arrivata alla seconda prova solista, appare ormai matura come cantante e interprete. Le dieci canzoni sono state scritte dalla singer insieme al chitarrista Emilio Foglio e al pianista Michele Fazio che hanno curato anche i raffinati arrangiamenti. L’ottimo suono dell’album è opera di Gabriele Simoni presso gli studi di registrazione Indiehub di Milano. Fondamentale l’apporto del percussionista Sandro De Bellis e di Piero Orsini al Double Bass, entrambi musicisti sensibili e raffinati in piena sintonia con la voce di Dagmar Segbers. Infine un plauso alle bellissime immagini del cd opera del fotografo Roberto Covi, la cui delicata luce in bianco e nero introduce il poetico universo sonoro della cantante e del suo eccellente gruppo di musicisti.

alessandro-ceccarelli

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