La scheggia impazzitaRecensioniRubriche

Corella l’ombra del Borgia, di Federica Soprani

EDITORE: Mondoscrittura
(Collana “La macchina del tempo”).
PAGINE: 223.
PREZZO: euro 12,00 (ebook
euro 1,99).
Roma, 1505.In un cupo sotterraneo di Castel
Sant’Angelo, Niccolò Machiavelli visita un prigioniero spagnolo, Michele
Corella. Il suo corpo è stato devastato dalla tortura, ma la sua mente ancora
vigile e colma di ricordi trascina il letterato in un viaggio nel tempo, sulle
tracce di un’avventura tanto grandiosa quanto effimera: l’ascesa e la caduta di
Cesare Borgia, all’ombra del quale Corella ha vissuto, custode e araldo di un
sogno non suo. Le vicende della famiglia Borgia si snodano lungo tredici anni
di guerre, intrighi, matrimoni e delitti, facendo emergere uomini e donne in un
susseguirsi di grandezza e miseria che trascende la storia, riportando
personaggi celebri al ruolo di comuni mortali. Alla fine, non più protetto dal
nome dei Borgia, non più tenuto a preservare la loro ambizione, Corella dovrà
fare i conti con la propria vita e le proprie scelte.
 

1505, prigioni di Castel Sant’Angelo.
Le pareti della cella stillavano un’umidità antica,
che precipitava in gocce fredde sul pavimento. Acqua sporca, gravida di ogni
sozzura accumulata ai piani superiori, che laggiù si raccoglieva in pozzanghere
maleodoranti, incapace di cadere più in basso.
…”Che cosa vi hanno fatto povero Michele?”
Chi parla è Niccolò
Machiavelli, segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina.
Chi ascolta è Michele Corella, detto Michelotto, detto Boia di Valentino. Colui
che per tredici anni è vissuto all’ombra di Cesare Borgia, figlio del papa. 
Michele
è stato un esecutore degli ordini di Cesare, ha abbandonato i propri sogni e le
proprie speranze per vivere all’ombra spietata e crudele del suo signore. Un
assassino. Freddo e calcolatore. Un’ombra che segue i passi di Cesare. Tutti lo
conoscono, tutti lo temono. Un’arma di carne, di ossa, di muscoli.
E il cuore? Ha un cuore
Corella? Federica Soprani ne fa un personaggio pieno di contrasti: morte e
amore. 
L’amore per Lucrezia, la sorella di Cesare: una donna irraggiungibile e
forse per questo adorata con struggimento. L’amore per Caterina Riario Sforza:
una donna terrena, che può essere raggiunta e desiderata con l’anelito della
carne. 
La morte di innumerevoli esseri umani: corpi senza vita che lastricano la
strada dell’ambizioso Cesare verso il potere.
Tredici anni, dicevamo. Durante
i quali sembra avverarsi il sogno di Cesare Borgia: la creazione di un dominio
personale nelle Romagne. Un regno. Questo sogno, però, muore insieme al papa
Alessandro VI.
Privo dell’augusto
protettore, Cesare rimane da solo. Tutti gli hanno voltato le spalle, alla
ricerca di nuovi padroni. Tutti, ma non Michele Corella.
 È sempre Machiavelli che parla: “Ci vuole un gran coraggio a seguire i propri sogni, a giocare il tutto
per tutto per realizzarli, ma ce ne vuole ancora di più a mettere in gioco la
propria stessa esistenza in nome di un sogno non nostro”.
Imprigionato e torturato,
Michele si rifiuta di rivelare ciò che sa di Cesare Borgia, fedele fino all’ultimo
respiro a colui che ha seguito e servito per tanti anni. Tradire la fiducia che
Cesare ha sempre riposto in lui significherebbe tradire se stesso e tutta la
propria vita; significherebbe togliere significato alle proprie azioni, anche a
quelle più efferate.
Federica Soprani ci consegna
un eroe oscuro; ci guida attraverso la psicologia del personaggio e la spoglia
di ogni orpello per giungere al nucleo pulsante di desiderio, di speranza, di
rabbia.
L’autrice nutre il proprio romanzo
con una prosa ricca, di cui si serve per costruire un quadro potente, vivido di
mille colori: un affresco storico che ci coinvolge e ci affascina. Assimila una
profonda ricerca e ne fa cornice di questo quadro. Un lavoro attento
e paziente. Minuzioso.

Cinque stelline.

Ho trovato un fanvideo di Thiago (bellissimo!):
https://www.youtube.com/watch?v=_KLi7ZDNmDs

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Federica Soprani

Federica Soprani

Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo.
Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ’800 e ’900″.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.

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