Recensioni

Conflitti, di Elena Taroni Dardi

Una prigione nel nord
del Brasile.
L’odore era nauseante. Corpi ammassati, escrementi, urina.
Le sbarre di ferro una volta forse erano verniciate di
grigio, i muri invece no, quelli probabilmente erano sempre stati color cemento
armato. Adesso erano macchiati di ogni tipo di umore corporale. 
Se si guardava attorno, voleva morire. Meglio restare
accucciato nell’unico angolo di pavimento non incrostato di sangue.
Titolo: Conflitti (Serie Sisters II).
Autore: Elena Taroni Dardi.
Genere: Romantic Suspense.
Editore: Emma Books, Collana Romantic Suspense, 25 novembre
2014.
Pagine: 159.
Prezzo: euro 4,99 (e-book).
La mia valutazione:
quattro stelline e mezzo.
San Diego. Gli agenti
FBI, Mariah Kelsey, e CIA, Chad Winters, vengono reclutati all’interno di una
task-force che deve fermare il diffondersi di una nuova pericolosissima
sostanza. Il fragile legame che Mariah ha ristabilito con la gemella rischia
però di compromettere carriera, missione e il sentimento che la lega a Chad. 
Parigi. A causa di Nico, Ana e Sam sono in rotta di collisione, gli equilibri
costruiti in anni e anni di obiettivi comuni saltano e nell’ombra qualcuno
complotta per approfittarne. Intrigo, doppiogioco e il passato che ritorna:
nessuna tregua è concessa, nessun sentimento è al sicuro. Conflitti è il
secondo episodio della serie Sisters.
 

Messico,
Stati Uniti, Parigi, Firenze. Un carosello di luoghi per azioni adrenaliniche,
crudeli; schegge impazzite di una storia che non conosce ancora una fine.
Personaggi che tirano l’anima con i denti, invischiati in un guazzabuglio di
sentimenti: odio e rancore, amore e passione.
Un
romanzo corale, con moltissimi personaggi che si spostano da un luogo all’altro
e che seguiamo con il fiato sospeso. Scenari apparentemente sereni, ma dietro
l’angolo c’è l’agguato, c’è il nemico. Qualche volta, anche l’amore. Quella
parola che non può, non deve ancora essere pronunciata.
Più
suspense che romantic questo secondo appuntamento con Elena Taroni Dardi, una
gentile signora dalla cui penna scivolano storie efferate.
Abbiamo
atteso con impazienza e un filo di cattiveria questo romanzo: spesso, la
seconda prova vede il crollo del giovane autore, soprattutto quando il primo
libro è stato una vera e propria rivelazione. Invece, Elena Taroni Dardi regge
con perizia le fila di questa vicenda intricata e scolpisce ancora di più i
quattro protagonisti: Ana e Nico, Mariah e Chad. Ci consegna un villain di
tutto rispetto nella persona di Serghej, il fratello di Ana, un giovane esperto
informatico e assassino senza rimorsi.
La
sorpresa di questo romanzo è senz’altro Chad. D’accordo, è uno dei protagonisti
del primo capitolo, però questa volta Elena Taroni Dardi si è divertita a
disseminare nelle pagine molte notizie su questo agente americano dal passato
oscuro e turbolento. Quello che mi era sembrato il più debole fra i quattro
protagonisti prende la scena in più di un’occasione e la tiene da gran maestro.
Chapeau!
Veloce
il cambio di scenari, veloce e moderno il linguaggio. Sembra di essere nel bel
mezzo di un film d’azione. Non abbiamo un attimo di riposo e, alla fine,
chiudiamo l’ereader con il primo di una lunga serie di profondi respiri.
I
giochi non sono ancora finiti. Tocca aspettare.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

3 Commenti

  1. 4 dicembre 2014 at 20:15 — Rispondi

    Grazie Babette! Felice di non averti delusa… adesso vediamo che ne penserai del capitolo conclusivo! 😉

    • Babette Brown
      5 dicembre 2014 at 17:33 — Rispondi

      Percepisco un che di minaccioso nelle tue parole… Un finale alternativo, rispetto al "tarallucci e vino" cui siamo abituate?

  2. 6 dicembre 2014 at 13:57 — Rispondi

    Beh, mettiamola così: Ana non ha mai mangiato tarallucci, e neppure Mariah, una lacuna a cui si dovrebbe rimediare, o no?
    (ride diabolicamente)

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