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Come è nato “Creed”? Ce lo racconta Keihra C. Palevi

“Dimmi amore, dimmi quello che vuoi”, si mette a disposizione del mio piacere.
Non so neppure io cosa voglio. Cosa desiderare di più? Non sono poi così competente da fare certe richieste. Certo che lo sa di avermi messo in difficoltà, la mia magnifica canaglia, infatti si sfila e mi sorride teneramente perfido.
“Voglio farti morire.”
Lo contemplo. Splendido. I capelli scompigliati, gli occhi come stelle, la bocca cesellata che si apre su denti che sembrano perle.
“Sono già morta”, ansimo.
“Non ancora, Nike, non ancora”, con mani calde e possessive, percorre i miei fianchi e si sposta più giù, si mette le mie gambe sulle spalle e con la lingua gioca con il mio tesoro ormai non più nascosto. È completamente diverso da quello che mi ha regalato nello studio, affonda il viso e io mi sento conquistata, vinta. Sono sul punto di esplodere e non voglio più attendere, non ce la farei. Quasi gli strattono i capelli per farlo tornare su. Lukas mi impala di nuovo una, due volte e io mi abbandono al piacere totale, mentre lui si compiace nel vedermi così. Grido il suo nome. Con la terza stoccata, mi raggiunge e, repentino, mi prende come se fossi una bambola di pezza per rovesciarmi su di lui, per non pesare su di me. E io sento il suo cuore, insieme alla sua anima.
Questo, è fare l’amore.

Keihra C. Palevi sta ultimando la stesura di “Credici-Creed”. Siamo riusciti a distoglierla dall’editing e le abbiamo chiesto di scriverci la presentazione della sua duologia.

OoO

“Credici-Creed” è nato come evasione, mentre stavo scrivendo “La Rosa dei Venti”, che mi stava impegnando con lunghe ricerche (anche se poi si riducevano a due righe di testo).

Volevo qualcosa di leggero, del genere “Cenerentola-Principe Azzurro”. Avevo iniziato bene, mi stavo divertendo. Ero partita con un “Lui” bello, ricco e un pochino tormentato, il tipo che non deve chiedere mai, quello che non si lega a nessuna. Dall’altra parte c’era una “Lei”, poco più che ventenne, che, rimasta senza i genitori, decideva di partire per la grande città.

Mi ero fissata di trovare un profumo maschile particolare e il mio lavoro non mi lascia molto tempo per andar in giro ad annusare i tester. È vero, avrei potuto piazzarne uno qualunque, il più costoso possibile, consultando la rete, ma non è il mio modo di procedere. Nella dedica ho scritto come l’ho scovato.

Quando ho ripreso la scrittura, liberatami dalla “Rosa”, mi son ritrovata questo “Creed”, di cui avevo chiara la trama. Una trama con sottotrama complessa, perché, pur mantenendo un tono leggero, specialmente nel POV di Nicole, mi sono trovata invischiata in un meccanismo infernale… e i due protagonisti mi hanno tirato per i capelli.

Ho iniziato a fare sul serio, a parlare di varie situazioni attuali intrecciate alla vita di Lukas e Nicole. E il romanzo fluiva, fluiva… Quando avevo scritto circa duecento pagine, l’ho fatto leggere a due amiche molto severe, gente che legge molto e non frequenta i social. Quelli che io temevo fossero i punti deboli, sono stati giudicati forti, con mio grande stupore.

Alla fine, dal romanzetto iniziale di duecentocinquanta pagine, mi son ritrovata a scrivere una duologia. Mi rendo conto che la prima parte, oltre i primi due capitoli iniziali che filano via lisci, può apparire lenta e prolissa. Ho cercato di tagliare e tagliare, ma a molti credo risulterà comunque ricca di infodump. Mi serviva per inquadrare i personaggi e il loro background.

Della trama, bene o male, ho già parlato nell’intervista. Se già mi è stato difficile farne un riassunto per un’amica, non oso pensare alla sinossi. Sono negata. Questa volta ho dato importanza alla cover; del resto, sapevo che LadyP avrebbe intercettato ciò che non riuscivo a spiegare. Le due cover sono simili, tranne in un particolare che non è difficile da individuare. Io non guardo mai la cover per le mie letture, ma dicono che influisca per il 60% nella scelta del libro. Per me è inquietante, ma mi adatto.

I due titoli della serie “Creed” sono una specie di imperativo o, meglio, d’incoraggiamento. C’è molto di autobiografico, ad esempio il mio primo amore: io avevo 17 anni e lui 28, io studentessa, lui, anglo-italiano, figlio di famiglia molto benestante. Mai avuto problemi di “salti generazionali”. Come dicevo, la mia personale carriera amorosa è sempre stata caratterizzata da colpi di fulmine, mai avuto una storia con un prima-ti-odio-poi-ti-amo, quindi non saprei neanche raccontarla. Poi c’è il tema del valore della presenza/assenza della mamma e la constatazione che il sangue è una faccenda marginale. Tra l’altro, di fondo c’è uno spunto che ho tratto dal mio lavoro e che mi ha fatto svolgere delle ricerche (ancora!). Quello che racconto non è fantascienza, accade davvero. Il movente è il solito: il denaro.

C’è dell’autoironia, perché Nicole è un’aspirante scrittrice di romance; ci sono scene di sesso, in una prospettiva diversa da quella in voga, ma ci sono. Anche lì attingo dalle mie esperienze. Ho resistito alla tentazione di infarcire il romanzo di musica, lo facevo già quando non era di moda; mi sono attenuta solo a due artisti, in particolar modo a Ofra Haza, che v’invito a scoprire o ri-scoprire. Il brano “You”, è l’essenza del primo volume.

“Creed” uscirà dopo più di un anno dalla Rosa, non sono capace di sfornare a catena, è un mio limite. Sto revisionando il primo volume, l’ho fatto meticolosamente per almeno 50 volte, non solo per la sintassi, ma anche per altri particolari come le assonanze, le ripetizioni, e così via. Il secondo volume è già a buon punto e sarei tentata di finire con una sad-end, ma visto che in fondo sono un pezzo di pane, vedrò di farlo finire bene: Non sarà affatto facile. Dovrò arrampicarmi sugli specchi e sentirmi dare della “telenovara”, che con la città non c’entra niente, ma ci siamo capite.

A presto dunque e sostenetemi perché, se col primo ero incosciente, ora ho paura.
Con affetto e gratitudine.
Keihra C. Palevi

OoO

Creed è un romanzo dove tutto non è come sembra.

Nicole si trasferisce a Milano sulle tracce di un indirizzo lasciatole dalla madre. Si ritrova a fare la segretaria in un’Agenzia che offre compagnia a uomini potenti e ricchi. Malgrado non faccia parte delle ragazze, un giorno viene scelta per svolgere un incarico molto delicato dall’assistente di un certo Mister Keeney.Sostiene un colloquio ma non sembra la persona adatta. Lukas Keeney, però, non la lascerà andare. Per lei ha in mente altro…

Un altro assaggio del romanzo:

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