Interviste

Cinque domande a Maria Masella

Le ragazze dello Staff non si sono lasciate scappare l’occasione di “interrogare” Maria Masella, la signora del Giallo Genovese. Ciascuna ha fatto a gara per presentare una delle cinque domande previste. Le risposte sono state esaurienti e condite con un pizzico di quell’ironia “maselliana” che tutti noi amiamo.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei?

R: La maggior parte dei “lettori” sono lettrici, alle donne piacciono tutte le storie e non disprezzano quelle in cui l’argomento principale sono i sentimenti amorosi e il lieto fine è garantito. In realtà piacciono anche agli uomini, ma sembra poco virile ammetterlo. Eppure ricordo una cena fiorentina con Franco Forte, Marzio Biancolino, Teresa Casella e Viviana Giorgi. Franco Forte, come sempre, teneva banco e a un certo punto ha affermato che anche in un romanzo d’azione un intreccio amoroso è necessario. Quello che riguarda le donne viene considerato di serie B, quindi anche quello che piace soprattutto alle donne. Fate un giretto nelle librerie: sono frequenti gli scaffali con “narrativa femminile”, non ne ho mai visto uno con “narrativa maschile”. I pregiudizi dipenderanno da “romanzi rosa” privi di qualsiasi qualità letteraria? Non neghiamone l’esistenza. Ma non penso che  sia questa l’origine di un pregiudizio così radicato, perché ci sono romanzi “da uomini” (gialli o azione) di altrettanta pochezza e nessuno considera quei generi in toto come “schifezze da maschietti”, mentre il giudizio “schifezze da donnette” è diffuso. Che fare? Scrivere OTTIMI ROMANCE. Io non ci riesco, ma in giro ce ne sono.

41I4VZOOzLLRomance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”?

R: Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Se lo sapessi, avrei più successo. Posso dire cosa mi piace: che sia un romanzo (con tutti gli attributi: personaggi, ambientazione, trama, tema. Implicito: uso corretto della lingua), abbia al centro una storia d’amore, finisca bene.

Quando un personaggio cessa di essere solo un’idea ma diventa reale e acquista spessore?

R: Quando comincia ad agire di testa propria. Tu avevi previsto di fargli fare così e cosà, lui si comporta in modo diverso. Ecco, in quel momento diventa reale. Rileggiamoci la Bibbia: se ricordo bene, noi siamo diventati come siamo per un atto di disobbedienza.

Esempio: nel Mariani che ho scritto per primo, Morte a domicilio, la moglie doveva chiamarsi Stefania (la prima figlia era Francesca); a un certo punto il suo nome è diventato Francesca, perché aveva preso corpo. Mi dispiace per le Stefanie (ne conosco alcune simpatiche), ma conosco una Stefania insopportabile… Lei non doveva essere insopportabile, l’ho capito scrivendo, doveva essere ferita. Ancora innamorata di Antonio, ma ferita.

41v+u98PspLNei romanzi che hanno come protagonista il personaggio di Mariani, il suo rapporto con Francesca è spesso fondamentale nello svolgimento delle indagini e nella soluzione del caso. Questo rapporto così importante e tanto presente, trova una sua spiegazione nel fatto che lei è anche una scrittrice di rosa, oltre che di noir?

R: La spiegazione è diversa e abbastanza complessa. Scrivendo in prima persona al presente, avevo bisogno di una “spalla”, una persona con cui farlo parlare. Non si regge un romanzo di intrattenimento con il protagonista che pensa, pensa e ripensa; potevo scegliere un collaboratore, ma non so come si svolge un’indagine, se non quanto ho visto in un film o letto in un libro. Quindi dovevo scegliere un “non addetto ai lavori”. Antonio doveva essere uno di noi, non un superuomo o un emarginato. Quindi una moglie era stata una scelta ragionevole. Una moglie intelligente, decisa. Innamorata, ma non debole. Ricorderei che il romanzo è scritto da Antonio: è lui a descrivere Francesca, niente assicura che lei sia proprio così… Soprattutto negli ultimi romanzi lui lo dice spesso: Fran è la persona con cui si confronta più facilmente, perché sono abbastanza simili da capirsi (quando vogliono), ma abbastanza diversi da riuscire ad affrontare le questioni da ottiche differenti. Penso che sappiate tutti che chiudendo un occhio si perde la profondità! Francesca è il secondo occhio di Antonio, gli permette la profondità.

51Xp17um1eLSiamo nell’ufficio di Antonio, seduti alla sua scrivania, e lui è davanti a noi, quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?

R: Già beccarlo seduto e non a zonzo sarà un’impresa! Accompagnatelo a fare due passi sotto i portici di Piazza della Vittoria, dove va a prendere un caffè o a mangiare un boccone. Il suo pregio? Credere, nei fatti e non a parole, nell’uguale dignità di ogni essere umano, maschio o femmina, giovane o vecchio. Italiano o no, regolare o clandestino. So che per molti questo non è realmente un pregio e alcuni cominciano a mettere distinguo, a tirare su muri. Per me è un pregio e basterebbe quello per assolverlo di molti difetti. È disordinato, non tollera la burocrazia, perde la pazienza con i superiori, fatica a dare ordini. È capace di affetti (amori e amicizie) tenaci.

Tutti i romanzi di Maria Masella

P. S. Quando può, Maria Masella partecipa alle “Chiacchierate di Facebook”, che si svolgono al mercoledì nel Gruppo di Babette Brown. Bene, il “compito” per l’1 febbraio era questo: Perché dovremmo leggere i vostri libri?

La “prof” Masella ha risposto.

Perché leggere i miei romanzi? Perché, oltre a essere giovane, bella, simpatica, divertente, con vita avventurosa ed eccitante, scrivo così bene che ogni tanto lascio filtrare qualche refuso perché troppa perfezione non stenda il lettore.

Perché sono una rompigliona e scrivo di tutto. Volete un romance storico? Siete accontentate, ne ho un bel po’. Romance contemporaneo? Vale la risposta precedente. Romanzo divertente? Ne trovate. Romance suspence? Ne ho pubblicati. Erotico? Non molto spinti, ma ne ho scritti. Volete un noir? posso offrirvi romanzi e racconti. Ho anche pubblicato, ma è soltanto in una raccolta cartacea, un racconto per bambini. Soltanto in cartaceo ho raccolte di racconti fantascienza e fantasy (generi che ho abbandonato perché scriverli è angosciante)

Per il 2017 avrete un romance storico, un romanzo noir con nuovi personaggi, il solito Mariani autunnale.
Forse dovrei mettervi i link, ma divertitevi a cercarmi.

41uoPx+hqjLUn’ultima cosa! Fra tutti coloro che avranno commentato l’intervista (termine ultimo il 14 febbraio), sorteggerò un nominativo.

E spedirò al fortunato una copia cartacea di “Celtique – Mariani, il passato ritorna”.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

18 Commenti

  1. Maddalena
    12 febbraio 2017 at 15:22 — Rispondi

    È sempre un piacere conoscere qualcosa in più di un’autrice così brava

  2. Federica D'Ascani
    12 febbraio 2017 at 15:39 — Rispondi

    Posso dirlo che questa donna è una grande? E scrive in una maniera… Ragazzi miei: ad avercene di così brave!

  3. macrina
    12 febbraio 2017 at 18:40 — Rispondi

    Felicissima di commentare. Vorrei tanto vincere la copia. Mi ha incuriosito molto la cena insieme a Franco Forte. Credo che luiabbia scritto qualche rosa, magari sotto mentite spoglie, anche se non ne ho la certezza. Perché leggere la prof. Masella? Perché scrive splendide storie, sia noir che rosa. Se nessuno lo dice, lo dico io.

  4. Antonella
    13 febbraio 2017 at 7:57 — Rispondi

    Ciao….bell’intervista e il libro mi ha incuriosito…sarò felicissima di leggere il libro, avevo letto “Scelte d’amore” e ne ero rimasta entusiasta…buona fortuna a me.

  5. Lidia Calvano
    13 febbraio 2017 at 9:14 — Rispondi

    Una grandissima scrittrice italiana da cui tutti dovremmo prendere esempio. Adoro la sua ecletticità e lo spaziare da un genere all’altro con disinvoltura, mantenendo un eccelso livello di professionalità!

  6. Manuela Chiarottino
    13 febbraio 2017 at 10:18 — Rispondi

    Una intervista interessante che permette di conoscere di più una bravissima autrice, a cui faccio i miei complimenti, anche per la sua capacità di spaziare tra generi diversi.

  7. Fernanda Romani
    13 febbraio 2017 at 15:14 — Rispondi

    Non ho letto molto di Maria Masella, ma tutto quello che ho letto mi è piaciuto. Ammiro la sua versatilità.

  8. Libera
    16 febbraio 2017 at 17:48 — Rispondi

    È sempre un piacere leggere la Masella. Erano bellissime le sue pillole sulla scrittura e questa intervista allegra e brillante è l’ennesima conferma.
    Vai marri!
    Libera

  9. Emanuela
    17 febbraio 2017 at 0:40 — Rispondi

    Che dire, bando ai complimenti: la prof. Masella scrive in modo da incontrare completamente i miei gusti, sia nel romance che nella suspence. Continuerò a farmi deliziare dai suoi romanzi.

    • Babette Brown
      17 febbraio 2017 at 7:11 — Rispondi

      Grazie, Emanuela, per il tuo commento.
      Purtroppo, l’assegnazione del premio è stata già fatta.
      Ti aspettiamo la prossima volta!

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