Pensieri sparsi

Chi vuole essere principessa?

ROBERTA CIUFFI lancia la mela avvelenata…

Se il mondo della televisione è veritiero, il sogno di ogni donna è essere una principessa. Le spose vogliono apparire principesse, nel giorno delle nozze. Le ragazzine voglio sembrare principesse, alle feste dei quindici, sedici anni.
Nessuna di loro si rende conto che le principesse non contano un emerito… niente? Nessuna dice di voler sembrare una regina. Una parola dal tono troppo autorevole? Che fa pensare a una donna troppo forte? Sembra che quel che vogliano sia risplendere, abbagliare, ma restando comunque in una posizione subordinata.

Arrivano a frotte le ragazze del Gruppo…

Macrina Mirti: A me basterebbe essere come Angelona Merkel.

Mariella Mogni: Si tratta di retaggi atavici difficili da superare. È come se facesse parte del DNA femminile avere un ruolo subordinato e puramente coreografico.

Patrizia Ines Roggero: Secondo me, non è così, la spiegazione è molto più semplice. Una ragazza sogna di voler apparire come principessa perché le principesse sono giovani. Un abito da regina lo si immagina più sobrio e austero. La principessa incarna freschezza e speranza per il proprio futuro. La regina è una donna “arrivata”, invece. Credo che fino ai trent’anni sia normale sognare di essere qualcosa di più “fresco”.

Roberta Ciuffi: Se ti capiterà di vedere dei reality sugli abiti da sposa, scoprirai che perfino cinquantenni alle seconde nozze vogliono essere principesse!

Babette Brown: Amica, 45enne, prime nozze. Abito bianco, strascico, lustrini.

Patrizia Ines Roggero: Nel post si parlava anche di ragazzine. Certo, vogliono apparire principesse alle feste dei 15/16 anni. Mi pare normale, non lo vedo come un voler apparire restando in una posizione secondaria. Se mia figlia di cinque anni mi dicesse “Voglio il vestito da regina”, forse mi sembrerebbe strano, così come se lo facesse a quindici. Per le spose over 40, be’… lì entra in gioco il buongusto.

Roberta Ciuffi: Non è tanto il vestito, quanto l’affermazione “Voglio essere una principessa”. Che cosa significa, in realtà, “essere una principessa”? Essere una ragazza che un uomo porta per mano su un balcone per essere applaudita, una parte di quell’uomo. Una regina –non la moglie di un re- è ben altro. Una donna che al suo matrimonio dicesse “Oggi voglio essere una regina”, secondo me avrebbe molto più senso come affermazione del proprio valore. Invece la ricerca è sempre quella per una creatura portata in alto, elevata a maggiori altezze, da un uomo. Quindi, sempre una creatura in subordine. Questo è considerato romantico. E a considerarlo tale sono le stesse donne e ragazze che, invece, ricercano un’affermazione per la propria vita, un’autonomia che le renda persone e non cose. C’è una pericolosa dicotomia nella mentalità delle donne, e che non va nel senso di una convergenza. Una sorta di schizofrenia di cui dovremmo essere consapevoli, perché spesso è alla base di tante scelte sbagliate.

Patrizia Ines Roggero: Forse sarò superficiale, ma a 15/16 o anche durante i preparativi del matrimonio (a 27 anni) nel dire “voglio essere una principessa” intendevo abito, trucco e parrucco. Nemmeno per un momento ho mai pensato che sarebbe stato mio marito a elevarmi a maggiore altezza (magari giusto se mi prende in braccio, visto che è 1.90 XD),nemmeno nel subconscio, non è nel mio carattere. Sono cresciuta disegnando principesse in abiti da favola: questo è, senza troppe spiegazioni. Poi ci saranno anche quelle che sognano il principe azzurro che le conduce per mano a mo’ di traino per il resto della loro vita, ma non siamo tutte uguali al mondo, per fortuna.

Cassandra Rocca: Sono d’accordo con Patrizia: anche io ho sempre parlato di principesse e mai di regine. Perfino quando parlo di bambine o di gatte, dico sempre “sei la mia principessa”, e di certo non le accosto a figure maschili. Forse la principessa è vista come “fortunata” ma senza le responsabilità di una regina…? Una figura più semplice?

Grazia Maria Francese: Giusta osservazione. E lo dimostra anche il fatto che i personaggi storici femminili più conosciuti siano principesse, o regine che hanno contato soltanto in quanto mogli o madri di qualcuno (Teodolinda e simili). Quelle che invece hanno esercitato il potere in prima persona, o sono state dimenticate (come Adelaide di Torino, XI secolo) o ricordate per forza in quanto hanno rivestito un ruolo troppo importante, ma molto criticate (come Elisabetta I).

Cathlin Bø: Le principesse sono merce di scambio.

Clara Cerri: So che è un’espressione sessista, ma per diventare regina ci vogliono le palle. Elisabetta II rimase a Londra sotto i bombardamenti per fare l’infermiera volontaria. E aveva tipo sedici anni, se non ricordo male.

Lara Bellotti: È vero che in tv propongo certi schemi…. anche le spose gitane hanno vestiti da principessa enormi ma sempre quelli sono…. comunque io sono cresciuta con il mito di Grace Kelly e l’imperatrice Sissi: ora so perché non amo le principesse.

Yali Ou Ametistha: Tutte vogliono fare le principesse, aspirano ai miti di Grace Kelly, Audrey Hepburn, Sissi… e poi si comportano come le streghe delle fiabe.

Lara Bellotti: Io ti dirò che l’abito da principessa è stato uno sfizio e anche un must… per tanti motivi voluti da altri…. fosse ora con il senno di poi un costumino io e lui, due testimoni e la spiaggia…. semplice, veloce e meno rompi @@ da accontentare per amor del quieto vivere.

Giulia Ferioli: le principesse hanno meno responsabilità rispetto alle regine! che poi cinquantenni alle seconde nozze si vestano come bamboline è un problema di mancanza di buongusto e di una cosa un tempo chiamata decenza!

Cathlin Bø: Io neanche volevo sposarmi… non ho mai sognato l’abito da sposa. Volevo fare l’esploratrice o l’astronauta.

Paolo Capponi: Anche il sogno di molti uomini.

Babette Brown: Sono di una generazione vecchia. Il mio sogno era di diventare un corsaro della regina. Elisabetta II, visto che la prima era morta da tempo (giusto qualche secolo). Purtroppo, oggi ci sono solo laidi pirati. La guerra di corsa non si fa più.

Susan Moretto: visto che è momento di confessioni… la mia infanzia è stata segnata da Piero Angela: volevo fare la paleontologa. o in alternativa l’assassina di Alien, ma mi puzzava il grado di mortalità. Non pensavo neanche lontanamente al matrimonio e all’abito da principessa, e da grande la cosa è rimasta: l’unico motivo per cui voglio sposarmi è la burocrazia. Scherzi a parte, credo che molto dipenda da come siamo state cresciute. Non solo come generazione, ma anche nelle singole famiglie. Quali modelli ci sono stati proposti? Poi, certo, c’è anche la sensibilità personale: per quanti classici Disney io abbia visto, non sono mai stata catturata dall’idea di essere principessa. Scialba, noiosa, canterina, la molla al primo che passa. Vogliamo mettere le cattive? Potenti, cinque chili di trucco in faccia, di solito senza un uomo accanto che apra i vasetti di olive, e con degli animali fighi con cui parlare. PARLARE, non cantare, capito Cenerentola?

Lara Bellotti: No, be’ …. sebbene ammirassi Grace Kelly e Sissi, da bambina sognavo di fare la Stella della Senna o di essere McGiver al femminile; mi vedevo bene anche come Sheila di occhi di gatto ehhh… però da brava amante degli storici ero curiosa e mi sarebbe piaciuto indossare un abito lungo questo si…. al matrimonio ci ho pensato moooolto più tardi.

Connie Shipley: Principesse, sì ! Perché aspettano tutti il Principe Azzurro, con il cavallo bianco a salvarle per poi portarle via verso il castello. Questo può essere il sogno delle 15-16enni e forse anche delle neo-spose. Il mio principe l’ho visto la prima volta sulla moto, enduro. Vedi, i tempi cambiano.

Luisa Coppola: Da ragazzina sogni di essere principessa perché le regine hanno responsabilità che non vuoi. Però non vale per tutte. Il mio idolo erano Lady Oscar e Tex Willer, poi i fantasy. Ho sempre sognato di essere un elfo, un cavaliere. Qualcuno che segna il suo destino. Non per niente ero un maschiaccio e ancora adesso amo andare a cavallo, fare una passeggiata nei boschi piuttosto che andare a feste vestita da sera. Poi al posto del principe azzurro, bello, pulito e pettinato meglio un Aragorn in versione ramingo…

Babette Brown: Andare a cavallo e fare una passeggiata nei boschi NON è prerogativa dei maschi. Andiamo, su!

Miriam Formenti: Anch’io sognavo di essere una principessina. Mai una regina, perché le regine delle favole sono quasi sempre troppo vecchie.

Cassandra Rocca: La principessa è fortunata senza avere troppe responsabilità. Se uno deve sognare, sogna senza rogne!

Roberta Ciuffi: Allora io devo essere stata sempre affetta da mania di grandezza nei miei sogni!

Miriam Formenti: Chissà, può anche essere, Roberta. Ahahahaha. È bello essere principessa.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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