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Casa D’Ascani: parte seconda (sempre Casa de bambola, oh!)

«Ok, se semo impantanati…» esordisce lei, le mani nei capelli. Quelli che restano, metà capoccia è rasata, ma c’è un motivo: quando se gira verso destra, il piccolo Attila non c’ha niente da tira’!
«Del tipo?» chiede Marito, passando, con la scopa in mano, dalla camera da letto alla cucina. Deve spazzare… Lei sospetta la sua sia diventata una mania ossessivo-compulsiva, ma lascia correre: almeno casa è pulita.
«Nel senso che Matesi ha fatto “La casa di bambola the revenge – la vendetta finale”. Lo sa che non l’ho letto, acciderbolina!»
«Acciderbolina?» si blocca a guardarla lui, ironico, la paletta nella destra, Attila che j’ha fregato il mocio appoggiato allo stipite della porta.

imgres-1«Be’, sto in diretta, mica posso di’ cazzo. Magari cacchio… Vabbe’, comunque» si riprende, tornando a voltarsi verso il computer «devo tira’ fori un pezzo. Comincio a rivalutare la bambola assassina…»
«De che se parla sto giro?»
«Anche gli usurai hanno un’anima? Me pare il vampiro de Twilight, sto Kro… e qualcosa. “No, Bella, io sono un mostro: non puoi amarmi. Ho ucciso, ho mangiato…»
«Ho bevuto sangue umanoooo» la interrompe Marito con voce cavernosa.
«Esattamente» annuisce lei. «Che poi, vojo di’, me pare de ripercorre sempre la stessa diatriba sul rosa.»
«Non te seguo.»

«In effetti so contorta. Cioè: per l’immaginario comune il rosa è de serie B perché è scontato, perché parla de cose frivole, perché è melenso (che poi… tutta sta melassa io non ce la vedo nei romance fighi della Camocardi o della Ciuffi, per dire. Prendi la Liubicich: viene stuprata ‘na protagonista su due. Melassa de che?). Comunque. Partendo dal presupposto che gli FF in Italia non è che vanno (ma da quello che ho capito non vanno da nessuna parte, perché due donne che lesbicano fanno senso, du omini che pomiciano fanno subito cucciolotto arruffato dududu, dadadada) se tratta sempre de storie con n’omo e na donna, na donna e n’omo (Verdone Style). Allora me vie’ da ride. Perché gli uomini duri che non chiedono mai, che “l’omo ha da puzzà’” – se leggono – se cibano solo de gialli (dicono loro), però sulle copertine de Segretissimo vedi tutte ste pinup stile anni 50 co le tette de fori. Ce stanno quelli che ammazzano, tirano, pippano, rubano, ma… quanno se innamorano fanno fa le serenate alla Bella de turno in mondovisione. Della serie che poi quelle plateali semo noi. Co la scusa che so’ le donne quelle svenevoli, loro sublimano il loro desiderio de miele facendo gesti plateali perché “Eh, lo so che je piace”. Poi quella passa la vita cor fazzoletto in testa perché se vergogna pure dell’ombra sua.»
«Vorresti di’?»

imgres-2«Vorrei di’ che la gente se fa tante pippe mentali pensando a quello che l’altri pensano de loro, quanno pe la maggior parte der tempo l’artri se fanno le stesse pippe mentali pe gli stessi motivi e con le stesse persone. Se ognuno pensasse a fa quello che je piace  – coi dovuti limiti, sempre parlando del mio mondo ipotetico e utopistico – non ce staremmo a chiede se è giusto fasse trascinà dai sentimenti pure sei sei ‘no stronzo che campa sulle spalle dell’artri.»
«Quindi che scrivi sur pezzo?» le fa eco lui, che intanto ha fatto casa splendida splendente e se siede sul divano.
«Non lo so… So che sto Kr… e quarcosa c’ha senza dubbio più sordi de me, che non riesco manco a famme sto benedetto tapis roulant, quindi boh… Cioè, il discorso è che sembra brutto pensa’ bene (della serie: guarda che caruccio, s’è innamorato) de uno che spinge la gente a ammazzasse se non paga i buffi. D’altro canto l’affari de core non sentono ragioni, quelli so “natura”. Però è figo pensa’ allo sliding doors de sta storia. Se sta Kristine se fosse sposata il bietolo in oggetto, forse lui non sarebbe diventato lo stronzo che è stato, lei non sarebbe annata a finì co le zampe all’aria senza ‘na lira (figurativo) e non sarebbe stata costretta a di’ “Tesoro, io ho bisogno di occuparmi di figli non miei e i tuoi figli di sentire il calore materno”. Prendimi con te e saremo felici.»

«Ma se m’hai parlato te de adottà un ragazzino già scodellato che de ricomincia’ dar principio co uno novo de pacca te prende a male?» chiede lui, stupito.
«Ma che c’entra? Cioè, non è che me sto a impuntà sul discorso dell’adozione, non era questo il punto. Ma il romanticismo…»
«Ma il finale è lo stesso, no?»
Lei lo guarda, se lecca le labbra, poi guarda il pc.
«Io non so che scrive.»
«Prepara la cena, che quarcosa te verrà in mente…» commenta lui, noncurante, mentre Attila canta la canzone di Blaze nella lingua del suo pianeta natio (sì, perché ce vole la stele de Rosetta pe’ capillo, a quer ragazzino).

uomo-casalingoLei sospira, se arza, poi guarda er marito.
«Oggi era S.Valentino, lo sai?»
«Ah, ecco che erano tutti quei cuori in giro pe’ Facebook…» commenta lui, il sorriso tirato.
«Tranquillo, m’ero scordata pure io. Pare assurdo, ma è così. Non t’ho fatto niente. Te posso dà un bacetto. De più non credo, co questo che zompetta fino alle undici de sera.»
«Te credo sulla parola. L’amore è pure questo.»

Auguri a tutti gli innamorati e a quelli che sognano di vivere un sentimento esaltante 😉

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