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Casa D’Ascani: Il marito ideale… cucina!

«Te vedo… corrucciata. Che c’hai?» esordisce il marito ideale, facendo capolino dallo stipite. Lo stesso contro cui stamattina so annata a sbatte. Forse è pe’ questo che me rode ancora de più. No contro mi marito, per carità, però non è che so proprio ben disposta. Ho sentito “clack” quanno c’ho avuto l’incontro ravvicinato e l’osso sta ancora a chiede i danni.

«Appuntamento co Matesi» replico io. Lui, che sa poco e niente de quello che faccio durante la settimana, che non sa che scrivo de lui (ovvero, lo sa, ma preferisce ignorare tutte le castronerie che me possono uscì fori dalle dita pe’ pura sanità mentale – o santità, va a capì) arcua un sopracciglio.
«Io dovrei capì de che stai a parlà, giusto?» me fa infatti.
«Ha parlato de Wilde… Cioè, tolto il fatto che comincia a esse inquietante sto filo diretto che c’ho co lei – è na professoressa! Cioè: il nemico! – perché su Wilde c’ho appena fatto il soggetto de un fumetto, ha detto che non rilegge MAI Dorian. Il mio Dorian!»

chef-1816249__480L’attenzione del marito comincia a farsi labile. Attila lo sta chiamando dal divano per guardare “La casa di Topolino” e so che il topo ha più attrattiva di me davanti al pc. Per tutti e due…
«Dorian… Me sa che avevo visto un film…» fa lui, prendendo un biscotto.
«Blasfemo! Artro che marito ideale: te sei blasfemo! Film? Su Dorian?»
«Vabbe’, quindi?» taja corto lui, l’occhio a mezz’asta. Ancora dovemo cenà e lui già sta più de là che de qua…
«Quindi, tralasciando la morte nel cuore che mi ha inflitto con questa terribile affermazione» proseguo, tragica, «ha fatto un pezzo su una commedia che se chiama “il marito ideale”.»
«Ah, ecco perché m’hai chiamato così…» fa lui, sorrisetto d’ordinanza.
«Guarda che c’hai poco da ride, n’è che i mariti dentro i romanzi o nelle commedie fanno mai na bella fine, eh?»
«Ah no? E tutti quei romanzi d’amore?» me fa lui, sedendosi accanto ad Attila. Mi guarda, però, perché comincia a preoccupasse. E fa bene! La guardia sempre alta, marrano!

chef-1816252__480«Nei romanzi d’amore l’omini so sempre dei strafighi da conquistare, benché se pensano de dové esse loro a conquistà la dama. Quanno la storia comincia che lui è già sposato, però, o je deve mette le corna alla moje – e de solito quella, pe non sape’ ne legge né scrive, more – o è da fa fori. Cioè, non ce stanno vie de mezzo. In effetti, tu guarda la stranezza…» proseguo io, assorta.
«Ao» me richiama lui alla realtà «invece de perdete in elucubrazioni femministe, spiega un po’. Perché morono?»
«Mah, de solito rompono le pelotas. Pe’ di’, in generale, dopo il matrimonio i mariti s’adagiano e diventano pesanti. Prendi “Se morisse mio marito” della Christie. Là, la moje voleva libertà e lui era uno stronzo niente male. Lei è na vanesia che non te dico, però a morì è lui. Poi c’è un saggio, calcola me lo so letto che ero piccola, c’avevo tipo dodici anni, ma fu interessante…» Ridacchio, ricordando le grasse risate con mia sorella, in camera. «Se chiamava “Come ammazzare la moglie e perché, come ammazzare il marito senza tanti perché”. In effetti come titolo è osceno e più istigazione de questa non ce potrebbe sta, ma era un libro comico, diviso in due parti: i rompimenti di lei, i rompimenti di lui. Lui surclassava le manie della lei dieci a uno. È così, fattene na ragione» concludo, scrollando le spalle.

refrigerator-1889067__480Lui rimane in silenzio, si gira verso il televisore, guarda Pippo e pensa. Lo so che pensa. Le vedo le rotelle che girano, e non ce vonno i superpoteri… Io attendo. Tanto lo so che n’è finita qua.
«Ma scusa n’attimo» me fa, quanno se rigira «quindi scrive che er marito more va bene, ma che la moje ce stira le zampe no?»
«Lo sapevo io che ce sarebbe stato er corpo de coda dell’anaconda. Allora, fatte spiegà du cose» je dico, leccandomi i denti. Perché a me sti discorsi me fanno venì l’orticaria. Oltretutto stamo a uscì fori dalla traccia… Oddio, no, non è un tema… Colpa di Matesi, è una prof: il nemico!

Breve dialogo interiore
Federica, santa ragazza, ricorda che hai 32 anni, ormai. Anche se sogni almeno una notte a settimana il giorno degli esami, non devi più studiare le radici occulte del nazismo per la tesina…
Quelle le sapevo. Il problema era biologia… Chi aveva mai aperto libro, durante l’anno? Pe’ non parlà de storia co quella che c’aveva sostituito la Salzo e che veniva in classe a dicce che s’era reincarnata… Dio mio… Brutti ricordi.

Sì vabbe’, ma Matesi non rappresenta più un pericolo, Federica. Hai smesso di…
È il nemicoooooooo!
Niente,. Nun je la potemo fa… è partita!

white-male-1871420__480«Amo’?» me richiama lui. Strabuzzo gli occhi e lo metto a fuoco.
«Ao, senti, fatte na domanda e datte na risposta, io mo’ non c’ho tempo» je dico spazientita. Me so scordata pure de che stavamo a parlà… «Devo trovà er modo de scrive un pezzo sur marito ideale, passando sopra ar fatto – ché non gliela perdono questa, eh?! – de Dorian.
«Ma l’hai letta sta commedia?»
«No, e infatti ce rosico ancora de più. Perché Matesi, indirettamente, me fa sentì de n’ignoranza epica, ogni vorta…»
«Eh, hai detto che è na professoressa, no?»
«Il nemico… Già. Con la loro presenza te fanno capì che troppa acqua ha da passà sotto ai ponti pe sapenne quanto a loro… Non me ce fa pensà, va. Ah, a proposito… Che fai pe’ cena?» chiedo, girandomi verso il pc.
«Ah, ma perché: devo cucinà io?» me fa lui, la voce tremolante.
«E che marito ideale saresti, sennò?!» lo rimbecco io, guardandolo di sottecchi. Lui sbuffa, poi se arza e va verso la cucina.
«Non lo so… che ce sta?»
Fregato!

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Federica D'Ascani

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2 Commenti

  1. 13 dicembre 2016 at 14:54 — Rispondi

    Ahah… Federica, fortissima! Pensa che io, su Un marito ideale scrissi persino un racconto poi pubblicato su Confessioni Donna. 🙂

    • Federica D'Ascani
      13 dicembre 2016 at 15:11 — Rispondi

      Sto Wilde ancora miete successi! 😀

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