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Buchenwald, una storia da scoprire (Gilberto Salmoni)

Il Giorno della Memoria è celebrato il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Così ha stabilito la risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (1 novembre 2005).

In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera dell’Armata Rossa.

In epoca ormai lontana (1944-45) ho passato diversi mesi di prigionia a Buchenwald, assieme a mio fratello maggiore Renato. Un’esperienza che ho raccontato in Una storia nella Storia (Fratelli Frilli Editori, 2012). Dietro insistente invito della Fondazione che cura la memoria di quel Lager sono tornato due volte a Buchenwald e nella vicina Weimar, e mi si è destata la curiosità di approfondirne la storia. Occupandomi, negli ultimi quindici anni dell’Associazione Ex Deportati italiani (ANED), visitando altri lager nazisti e chiacchierando con gli ormai pochi sopravvissuti, mi sono reso conto che il campo di Buchenwald, pur avendo non pochi aspetti comuni con gli altri lager, presentava molte particolarità da evidenziare. Questo mi ha incuriosito e mi ha portato ad approfondire. Ne è risultato che, a parte episodi singoli che ci sono stati, la particolarità attraversava tutto il periodo di vita e l’intera storia del lager. Si tratta, appunto, di una storia tutta da scoprire.

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Gilberto Salmoni (Genova 1928), laureato in ingegneria e in psicologia, ha lavorato, in momenti successivi, in entrambi i settori. Internato a quindici anni con la famiglia a Fossoli, deportato a Buchenwald col fratello maggiore, è oggi presidente della sezione di Genova dell’ANED (Associazione ex deportati politici e razziali) e svolge attività di testimonianza nelle scuole.

Sull’esperienza della deportazione ha pubblicato:

I fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa.

Ebrei genovesi ricordano, a cura di Chiara Bricarelli, Giuntina 1995, riproposto col titolo Buchenwald a 16 anni in Una traccia di riso sul sentiero.

Singoli piccoli ricordi 1943-1945, a cura di Saverio Tutino, Editrice Consumatori, Galeata (Imola), 1996, la riflessione Coerenza e coraggio.

Italiani in guerra, con prefazione di Marco Doria, (Fratelli Frilli Editori, 2005) e Una storia nella Storia (Fratelli Frilli Editori, 2012).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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