Recensioni

Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso, di Viviana Giorgi

Titolo: “Bang Bang. Tutta colpa
di un gatto rosso”.
Autore: Viviana Giorgi.
Editore: Emma Books (Collana
Emma Books Love).
Prezzo: euro 1,99 (ebook).
Sì, è stata tutta colpa di un gatto rosso. Il mio. La
bestia scappa dalla finestra a mezzanotte, e io mi butto in strada per
recuperarlo, sexy come un sacco di patate, e incontro… l’ uomo dei miei sogni,
una specie di Marlboro Man che smonta non da cavallo, ma da una fiammante BMW.
In altre parole, il mio nuovo vicino di casa. Lui mi
fissa perplesso e incuriosito e il colpo mi arriva subito, preciso, bang bang,
dritto al cuore, come nella vecchia canzone dell’Equipe ‘84. Nick, si chiama
Nick.
Io Nora. Non può essere un caso, mi dico, e mi butto
in questa storia, a testa bassa, senza sospettare in che pasticci mi ficcherò.
Perché è ovvio che nella nostra storia si infilino altre persone, e tutte con
qualcosa da dire o fare. Viola, un’adorabile bimba di otto mesi; Tommaso, il
prof, egocentrico, bastardo seduttore cui l’ho giurata; un’orda di adorabili
femmine folli che altro non sono che le mie amiche del cuore; Camilla, la
disinibita, e un piccolo esercito di suocere, madri, padri, tate e… una nonna diabolica.
E, come se non bastasse, c’è un romanzo rosa che aspetta di essere tradotto,
uno strano borgo in piena Milano dove la gente sembra diversa e un po’ pazza e,
ahimé, c’è anche lei, Gabrielle, la stronza. Senza contare il gatto rosso.

Nick e Nora? Vado a nozze con
due nomi simili. Ok, l’entusiasmo è segno inequivocabile dell’età non più freschissima
della scrivente pennivendola. Quelle di primo pelo, a meno che non siano preda
di un amore viscerale per il cinema in bianco-e-nero, non hanno idea di chi
siano questi due tizi. Quelli del film, cosa credete? Di questi altri Nick e Nora parleremo (IO scriverò
e VOI leggerete) dopo.
L’uomo ombra (The Thin Man) è un film del 1934 diretto da W.S. Van Dyke.
E qui “rapino”un po’ di
notizie a Wikipedia (santa subito!): http://it.wikipedia.org/wiki/L’uomo_ombra_(film_1934)
Tratto dall’omonimo romanzo
giallo di Dashiell Hammett, sullo schermo diventa una brillante commedia
sofisticata, con buoni spunti gialli, incentrata sulla vicenda di Nick e Nora
Charles, una coppia di coniugi milionari amanti della baldoria e dell’alcol,
impegnati ad investigare sulla scomparsa di uno scienziato e sugli omicidi che
ne seguono. I due protagonisti vengono interpretati da William Powell e Myrna
Loy, all’epoca attori di film di serie B che, grazie al successo del film,
diverranno una delle coppie più amate del cinema hollywoodiano.
Il film darà vita ad una
celebre serie. I film successivi saranno Dopo
l’uomo ombra (After the Thin Man
, 1936), Si riparla dell’uomo ombra (Another Thin Man, 1939), L’ombra dell’uomo ombra (Shadow of the Thin
Man
, 1941), diretti ancora da Van Dyke, L’uomo
ombra torna a casa (The Thin Man Goes Home
, 1945) di Richard Thorpe, e Il canto dell’uomo ombra (Song of the Thin
Man
, 1947) per la regia di Edward Buzzell.
Nora: una vita fatta di alti
(pochi) e bassi (parecchi). Graziosa, con qualche ferita nell’anima, desiderosa
di amore e bambini… insomma siamo noi, non c’è dubbio. Intorno a lei, Viviana
Giorgi ha intessuto una storia leggera, brillante, tenera, con qualche spunto
di comicità che apprezziamo. Ci sono gli abitanti del Borgo, questo
micro-quartiere in cui tutti sono amici, con riunioni condominiali che sembrano
“la pizza del sabato sera” e un solido rapporto affettivo fra le donne che vi
abitano.
Qui viene a vivere Nick. Affascinante,
adorabile, con figlia al seguito, ferito ma non domo da un matrimonio fallito. E
che un pessimo rapporto con il padre. Ahi.
Per loro vogliamo subito la
fiaba. Non un ingrediente di meno. E Viviana Giorgi ci dà tutto a profusione:
amore, passione, tenerezza, sesso, commedia e tragedia (poca, per fortuna, ho
la lacrima facile, sarà l’età). Non che tutto fili liscio, ci sono dei begli
inciampi, però il lieto fine è assicurato. Ed è una conclusione che più rosa
non si può.
La strega, dicevate? C’è
anche quella! Viviana non ci lascia a bocca asciutta e ci ammannisce un
velenoso piattino rappresentato dalla sexy Gabrielle.
Quattro stelline meritate.
Se volete conoscere più a
fondo Viviana Giorgi, andate QUI:
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. 7 ottobre 2014 at 11:29 — Rispondi

    Cara Babette, forse sono un po' rinco (e questo è un fatto) ma sai che io questa tua gentilissima recensione del gattaccio non me la ricordavo proprio?
    Ti ringrazio tantissimo, come fosse la prima volta che la leggo. Sarà stata la prima volta, poi?
    Un abbraccio
    Viviana

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