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Anteprima: “Il tesoro del melograno”, di Maria Masella

Romance storico e Romance erotico sono convolati a giuste nozze (san Valentino si avvicina) e Maria Masella ha fatto da testimone.
“Il tesoro del melograno” è una storia avvincente, che vi terrà con il fiato sospeso sino all’ultima pagina.

Fidarsi di lei era difficile, rinunciare a lei impossibile

Spagna, 1823. L’insurrezione capitanata da Rafael del Riego si è conclusa nel sangue, e i liberali sono stati braccati e giustiziati. In un clima di tensione e segreti, un misterioso ricattatore che si firma Melograno si impadronisce di una lettera compromettente per molte persone scampate a stento alla repressione, e il nobile inglese Burt Mailer viene inviato a Toledo per indagare. Ma le sue ricerche non portano a nulla, perché l’atmosfera della città è opprimente come quella di Palazzo Ribeira, presso cui è costretto ad alloggiare. Finché, a un ricevimento, un incontro lo scuote. L’affascinante e imprevedibile Blanca Vilar lo ammalia, risvegliando sogni che Burt credeva di aver dimenticato, e lo conduce alla scoperta di antichi misteri. Ma il segreto più grande è quello che custodisce Blanca stessa.
In un intreccio incalzante di pericolo e amore, inganno e desiderio, questo romanzo storico si tinge di rosso. Il colore del melograno e della passione.

OoO

Gente, se non avete studiato la storia, i romance di Maria Masella vi costringono a una severa ripassata. E così accade anche con “Il tesoro del melograno”, che ci trasporta nella Spagna del 1823, e precisamente a Toledo. Dopo il “triennio liberale”, l’assolutismo regio di Ferdinando II è stato restaurato dalle baionette francesi. I liberali sono stanati e condannati a morte. In questa atmosfera cupa e sanguinosa nasce la storia che l’autrice ha scritto per noi.

Facciamo subito la conoscenza di Burt Mailer, un uomo cui le guerre napoleoniche hanno lasciato come un velo sull’anima. Si lascia vivere e poche sono le cose che gli interessano. Finché si trova invischiato in una storia di ricatti, lettere misteriose e gioielli.

Il gioiello più prezioso, e lo scoprirà presto, è la bellissima e affascinante Mercedes Blanca Y Vilar, che lo attira in un gioco pericoloso e poi nell’amore e nella passione più accesa.

Ottimi i comprimari, soprattutto i giovani Miguel e Consuelo, la cui storia amorosa accompagna quella principale, fin dalle prime pagine.

Descritta con penna decisa l’opprimente società spagnola, con la nobiltà abbarbicata ai suoi privilegi, nascosta in palazzi meravigliosi e prigioniera di regole ferree.

A queste regole si è sempre sottratta Mercedes, la cui bellezza e la cui dote non ingolosiscono i giovani del suo ceto, spaventati dalla sua fama di donna libera e indipendente. Un vero scandalo per quei tempi e quel Paese. Questa fama, però, attira come una calamita lo spirito di Burt Mailer, l’unico che sa comprendere sino in fondo quell’animo orgoglioso e indomabile.

Una forte storia con una conclusione che spiega il mistero e permette alle due coppie di amanti di coronare il loro sogno d’amore.

Quattro stelline.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 13 febbraio 2016 at 14:29 — Rispondi

    grazie!
    Quando ho scritto la prima stesura, intorno al 1985, la storia era un po’ diversa… C’era più Storia.
    Ma il tema del romanzo iniziale è rimasto: nessuna vita è separata da quella degli altri. E, se permetti che la tua vita sia vuota, altri la prenderanno

  2. Federica D'Ascani
    13 febbraio 2016 at 19:10 — Rispondi

    Maria, questo me lo prendo di sicuro!

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