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Recensione: “Luna e stelle”, di Zahra Owens

Titolo: Luna e stelle (Serie “Nuvole e Pioggia, #4).
Autrice: Zahra Owens.
Traduttore: KellerQuinn.
Genere: Romance M/M.
Pagine: 262.
Editore: Dreamspinner Press.
Prezzo: euro 6,42 /ebook).

http://www.amazon.it/Luna-stelle-serie-Nuvole-pioggia-ebook/dp/B019752XGM/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1450257507&sr=8-1&keywords=luna+e+stelle+zahra+owens

Dopo una tresca con un procuratore distrettuale sposato che lo ha portato allo scandalo e alla radiazione dall’albo, Cooper Nelson ha lasciato una carriera legale ormai distrutta, trovando conforto nel lavoro al Blue River Ranch. Otto anni dopo, durante una delle rare visite in città, Cooper s’imbatte in Kelly Freed, un uomo che si era lasciato alle spalle quindici anni prima per cominciare a lavorare in uno studio legale. Purtroppo, Kelly è in lizza per diventare sceriffo e sua moglie ha una malattia in fase terminale, quindi far rinascere la loro relazione è fuori questione. Cooper sa per esperienza che nascondere la verità porta a rovinare delle vite, perciò rifiuta di essere l’amante segreto di qualcuno.
Nel frattempo, al Blackwater Ranch, gli eventi hanno preso una piega drammatica. Calley, l’amica di Gable, ha un cancro al seno e, per occuparsi dei suoi figli, lui e Flynn hanno bisogno dell’aiuto degli amici. Cooper e Kelly devono unire i loro talenti per fare in modo che Gable possa essere riconosciuto legalmente come padre dei propri figli e per sistemare gli affari di Calley nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. Restare lontano da Kelly non è mai stato facile per Cooper, e ora che hanno una causa comune, scopre di non poter fare a meno di volere l’uomo accanto a sé.

I romanzi MM abbondano ormai di cowboy in crisi di identità sessuale o già consapevoli della propria omosessualità. È un po’ come se dopo Brokeback Mountain, il film di Ang Lee, ma soprattutto dopo il bellissimo racconto Gente del Wyoming della Proulx da cui il film è tratto, orde di uomini in sella a cavalli indomiti con indosso la “divisa” composta da camicie di flanella a quadrettoni,  Levis 501 aderenti e sdruciti, Stetson e stivalacci scrostati di cuoio, si siano decisi a fare coming out tutti insieme e in una volta sola. Ecco così apparire al galoppo all’orizzonte infuocato del Far West americano i cowboy di Amy Lane, o i bullfighters di T.A. Chase o quelli delle lande desolate e infestate da fantasmi di Oestende di Marie Sexton. La narrativa Male/Male americana è un fiorire di cavalcate al chiaro di luna, un profluvio di odore di cuoio, sudore e fieno, di scazzottate davanti a un falò o dopo un’abbondante bevuta e ovviamente un rotolarsi e abbrancarsi non molto delicato tra balle di fieno e staccionate sconnesse.

Non è da meno questo Luna e Stelle di Zahra Owens, tradotto in italiano da KillerQueen per la Dreamspinner Press.
Cooper, ex avvocato di successo e ambizioso, si ritrova quindici anni dopo la laurea a lavorare come bracciante in un ranch. È stato radiato anni prima dall’albo per uno scandalo che lo ha visto coinvolto in una storia amorosa con un procuratore distrettuale finita tragicamente. Kelly, suo antico amante, oggi sposato con quella che un tempo era la sua migliore amica e confidente, invece è arrivato in città da qualche tempo e sta per concorrere alle elezioni per diventare il prossimo sceriffo. La donna è invalida e malata in fase terminale.
A queste due storie principali si accompagnano quelle di altri personaggi che abitano i due ranch della contea e la piccola cittadina di frontiera. Luna e stelle è il quarto libro della serie Nuvole e Pioggia della Owens e gravita praticamente tutto attorno al ritrovarsi dei due ex-amanti.

Il romanzo si apre sull’incontro fortuito fra i due protagonisti, Cooper e Kelly. Non si vedevano da quindici anni, per quasi un anno si sono accuratamente evitati, ma dal momento in cui si scontrano quasi e si scambiano poco più di un grugnito è come se una diga si fosse aperta lasciando esondare ricordi e sentimenti.
Fin qui tutto regolare: si tratta di un queer romance, pertanto il romanticismo e il sentimentale dovrebbero essere la regola e, sulla carta, tutto dovrebbe risultare normale amministrazione. Senonché, pur con il più volenteroso degli sforzi nell’immedesimarsi con la vicenda e i personaggi, fino a quasi la fine non si riesce a entrare appieno nella storia. L’autrice, nel tentativo furbetto di incuriosire il lettore, ci fa scoprire a fasi alterne sempre più particolari su quei quindici anni di separazione tra i due personaggi leader e le vicende più o meno tragiche che li hanno caratterizzati; ci prova disperatamente a intenerire e a far partecipe chi legge ma, forse complice una traduzione non proprio eccelsa, non riesce nel suo intento. Perché è chiaro fin da subito che gli scopi narrativi non sono efficaci al punto da raggiungere l’obiettivo base: coinvolgere. I personaggi sono spesso solo raccontati, molto poco viene mostrato e troppo semplicemente detto senza un minimo di gestualità e caratterizzazione che permettano al lettore di focalizzare e immedesimarsi.

La storia stenta a decollare, davvero tanti i siparietti – un matrimonio, un arresto, una sosta a far compere allo spaccio della cittadina, un momento rubato nelle stalle del ranch – che ritardano le spiegazioni, non caratterizzano, non ambientano, non danno senso e sbocco alla narrazione. I dialoghi sono spesso ripetitivi, noiosi e privi di mordente e quando vogliono esser spiritosi, risultano spesso semplicemente volgari; a pagina 120, il leader romantico numero uno si pone ancora domande sull’opportunità di baciare il leader romantico numero due, facendo conseguentemente vacillare anche la forza di volontà del lettore più tenace.
La traduzione in italiano purtroppo non brillante, come ho anticipato, non giova, non aiuta a compensare le carenze della narrazione originale, e più volte contribuisce a confondere e a ingarbugliare anziché chiarire. Molti dei passaggi che già risultano di difficile comprensione diventano ancor più nebulosi grazie a periodare involuti che costringono il lettore a ritornare indietro su frasi e interi paragrafi per capire chi ha detto cosa, chi ha fatto cosa e soprattutto chi è di sesso femminile e chi di sesso maschile, chi sia il genitore o l’amante di chi.
Verso i tre quarti del romanzo, la narrazione pare avere un guizzo repentino, riprendersi e quindi marciare abbastanza spedita verso la fine. Ma ormai il più è fatto e la gioia per il lieto fine che immancabilmente arriva, ha come il sentore di una liberazione.
In pratica questo romanzo lascia il sapore amaro in bocca di un’occasione sprecata: le opportunità per trattare argomenti scottanti e di intensità drammatica ce n’erano diverse: il problema del dichiararsi omosessuale in una società rurale ancora essenzialmente ostile all’omosessualità, il tema dell’amore da vivere in condizioni di segretezza contro il bisogno di chiarezza, il cercare rifugio in un matrimonio eterosessuale per combattere la propria natura gay, l’adozione da parte di una coppia gay e il problema dell’amore adolescenziale nei confronti di un adulto. Tematiche forti ma solo appena accennate. E sono state tutte disattese da una scrittura superficiale, un’analisi psicologica poco approfondita e soprattutto l’incapacità dell’autore di rendere coesione tra i personaggi e ambientazione.

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